Dal palco del Festival dell’Economia di Trento è stata presentata la sesta edizione dell’indagine del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita dei bambini, dei giovani e degli anziani, una delle tappe che anticipano la storica classifica generale attesa a fine anno e giunta alla sua 37ª edizione.
Il report misura il benessere nelle province italiane attraverso un set ampliato di indicatori che, in questa edizione, arrivano a 60 statistiche complessive. L’obiettivo è restituire una lettura più articolata della qualità della vita, includendo non solo economia e servizi, ma anche relazioni sociali, accessibilità urbana e prossimità dei servizi.
Bambini: Firenze in testa, Trapani chiude la classifica
Nella graduatoria dedicata ai più piccoli, il primato va a Firenze, seguita da Milano e Aosta. In coda si colloca Trapani, che chiude l’indice nazionale.
Il dato conferma una forte polarizzazione territoriale, con le province del Nord e del Centro stabilmente nelle posizioni di vertice e una presenza marginale del Mezzogiorno nelle aree alte della classifica. Il report evidenzia così una frattura strutturale nella distribuzione dei servizi e delle opportunità dedicate all’infanzia.
Giovani: Bolzano guida, Taranto ultima
Per la fascia dei giovani, la provincia che si colloca al primo posto è Bolzano, davanti a Trento e Gorizia. All’estremo opposto si trova Taranto, che chiude la graduatoria.
L’indagine segnala dinamiche contrastanti: da un lato migliorano alcuni indicatori del mercato del lavoro, con un aumento delle stabilizzazioni dei contratti e un calo della disoccupazione giovanile; dall’altro resta forte la pressione economica legata al costo della casa, con gli affitti che nelle grandi città arrivano a pesare oltre il 40% del reddito per gli under 35.
Anziani: Trieste al primo posto, Vibo Valentia in fondo
Nella classifica dedicata alla popolazione over 65, il primo posto va a Trieste, seguita da Trento e Milano. Roma si colloca al quarto posto, beneficiando anche della maggiore accessibilità dei servizi urbani.
In coda si trova Vibo Valentia, che chiude la graduatoria nazionale degli anziani, confermando le difficoltà strutturali di alcune aree del Sud sul fronte dei servizi socio-sanitari e della qualità dell’invecchiamento.
Le nuove metriche: servizi di prossimità e “città dei 15 minuti”
L’edizione 2026 introduce un ampliamento significativo del sistema di misurazione, con un’attenzione crescente alle relazioni sociali e alla prossimità dei servizi. Tra le novità figura la valutazione dell’accessibilità a piedi in 15 minuti, basata sullo studio Urban Pulse del Centro Studi Tagliacarne.
Questo indicatore incide in modo particolare sulle grandi città, che mostrano miglioramenti soprattutto nelle classifiche dedicate a bambini e anziani grazie alla maggiore concentrazione di servizi raggiungibili senza spostamenti complessi.
I trend sociali ed economici
Il quadro generale restituisce un Paese attraversato da tendenze contrastanti. Da un lato cresce la quota di contratti stabilizzati e diminuisce la disoccupazione giovanile, segnali di un mercato del lavoro in parziale rafforzamento. Dall’altro aumentano le difficoltà legate al costo della vita, in particolare nelle aree urbane.
Sul fronte educativo emergono criticità nelle competenze scolastiche, con una quota rilevante di studenti che non raggiunge livelli adeguati nelle competenze numeriche e linguistiche rilevate dai test Invalsi.
Il report registra inoltre una dinamica demografica in ulteriore contrazione, con la fecondità in calo e un progressivo innalzamento dell’età media alla maternità. Crescono anche le famiglie composte da una sola persona e si rafforza il segnale di disagio psicologico, indicato dall’aumento del consumo di antidepressivi.
Divario territoriale e quadro complessivo
Nel complesso, l’indagine conferma la stabilità delle posizioni di vertice per alcune province del Nord e del Centro, come Trento, Trieste e Aosta, presenti in modo costante nelle parti alte delle tre classifiche generazionali.
Parallelamente, il Mezzogiorno continua a occupare una quota significativa delle ultime posizioni, con una concentrazione particolarmente evidente nelle graduatorie dedicate a bambini e giovani, dove le province meridionali rappresentano la grande maggioranza delle aree in coda.
Il quadro delineato dal rapporto si presenta quindi come una fotografia a forte disomogeneità territoriale, con differenze marcate tra aree del Paese sia in termini di servizi sia di opportunità generazionali.








