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30 Maggio 2026
30 Maggio 2026
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Bullismo e web, un modello per la Calabria: Marrelli rilancia il patentino digitale e il patto educativo tra scuola e famiglie

La nuova legge regionale sull’educazione digitale accende il dibattito nazionale. Il consigliere calabrese in Lombardia: «Prevenzione, ascolto e responsabilità per proteggere i giovani». Sullo sfondo il rafforzamento dei rapporti tra Calabria e Lombardia, dalla formazione alla sanità

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C’è anche il contributo  di Luca Marrelli tra quelli che hanno stimolato fruttuosamente l’adozione del Patentino digitale con la prima legge regionale dedicata all’educazione web dei giovani.  Il provvedimento, approvato giorni fa  dal Consiglio regionale della Lombardia, ha nei fatti aperto un importante dibattito in tutta la Penisola, dal momento che esso  punta a promuovere un uso consapevole, responsabile e sicuro di internet, dei social network e degli smartphone, contrastando fenomeni come bullismo, cyberbullismo, dipendenza digitale e disagio giovanile. Noi ne abbiamo parlato proprio con Marrelli, avvocato, calabrese, già sindaco di San Mango D’Aquino, in provincia di Catanzaro, e da sempre impegnato in battaglie per la prevenzione di quei fenomeni deteriori che tanta gioventu’ danneggiano.

Consigliere Marrelli, la sua iniziativa sul bullismo si configura come una buona pratica legislativa, in che cosa consiste?

“Il  progetto di legge contro il bullismo nasce dall’idea che la prevenzione si faccia prima di tutto nelle scuole e nelle famiglie. Abbiamo lavorato per rafforzare la legge regionale n.1 del 2017 con il patentino digitale uno strumento concreto per aiutare i giovani e adolescenti all’ utilizzo del web più consapevole, sicuro e responsabile. Non un semplice attestato ma uno strumento di cittadinanza consapevole coinvolgendo gli insegnanti, studenti, famiglie e mondo associativo. Diventa essenziale l’educazione al rispetto, l’ascolto dei ragazzi e il supporto psicologico. L’obiettivo è creare una rete capace di intervenire subito, prima che episodi di violenza o isolamento diventino drammi sociali”.

Lei è un consigliere della regione Lombardia ma con solide radici in Calabria, che peraltro rinnova di continuo

“L’auspicio è che questo provvedimento possa contagiare anche i nostri legislatori regionali; ha parlato con qualche suo collega calabrese? Non ho avuto modo di confrontarmi con amministratori e colleghi calabresi in merito, ma sarebbe importante perché credo che il tema riguardi tutto il Paese. La Calabria ha grandi energie umane e professionali e sono convinto che esperienze positive nate in Lombardia possano essere adattate anche lì, nel rispetto delle diverse realtà territoriali. L’auspicio è che si possa costruire una collaborazione concreta tra regioni su educazione, giovani e prevenzione sociale”.

Con la sua opera di raccordo costante, lei costituisce anche un momento di legame istituzionale tra due terre, Calabria e Lombardia, molto piu’ vicine di quanto  si pensi. Che margini vi sono, realisticamente, perchè la collaborazione cresca ancora di più?

“Calabria e Lombardia possono collaborare molto di più su sanità, formazione, università, innovazione e sostegno alle imprese. La Lombardia può mettere a disposizione esperienza organizzativa e modelli efficienti, mentre la Calabria ha enormi potenzialità nel turismo, nell’agroalimentare, nella cultura e nel capitale umano. Creare ponti tra le due regioni significa favorire investimenti, opportunità per i giovani e crescita condivisa. Ci sono tra le due regioni legami forti e costruiti nel tempo, il 10% della popolazione lombarda è di origine calabrese, un fenomeno dovuto alla forte emigrazione a partire dalla prima metà del 900″. 

Dalla Calabria tanti, troppi migranti sanitari partono continuamente alla volta delle migliori eccellenze lombarde. Si può invertire, almeno in parte la rotta?

“Il tema della migrazione sanitaria è serio e non si risolve in poco tempo, ma invertire almeno in parte la rotta è possibile. Bisogna investire nella qualità delle strutture, nel personale medico, nella tecnologia e soprattutto nella fiducia dei cittadini. La Lombardia rappresenta un modello di eccellenza da cui prendere esempio, ma l’obiettivo deve essere permettere ai calabresi di curarsi bene anche nella propria terra, senza essere costretti a partire per ricevere servizi adeguati. La Calabria dopo tanti anni di commissariamento è uscita da poco.  Il Presidente Occhiuto sta facendo un ottimo lavoro di rilancio complessivo cercando di recuperare ritardi del passato. Mi permetta  di rivolgere un caro e sentito saluto a tutti i corregionali con un pensiero sempre speciale per il mio amato paese San Mango d’ Aquino”.

Noi, invece, nel ringraziare Marrelli, ci faremo promotori di un ponte virtuoso tra Lombardia e Calabria sulla prevenzione del bullismo, inviando le ultime novità legislative lombarde all’assessora Pasqualina Straface. Questo è infatti il classico caso dove mutuare si deve

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