I leoni locali della tastiera, dopo avere eliminato le tossine dei play-off e consumato le ultime, connesse, contumelie, possono ora dedicarsi a commentare i risultati elettorali che, in questa terra, arridono al duo Cannizzaro-Scopelliti, Ciccio e Peppe per intendersi, e più in generale alla destra-centro.
In Calabria – ecco la notizia non proprio sorprendente – il campo largo si è ristretto. La destra recupera posizioni, voti e città.
Da Catanzaro a Reggio: i segnali del nuovo vento politico
Una vecchia conoscenza come Sergio Abramo (che nel frattempo è stato nominato presidente dell’Arsai, Agenzia regionale per lo sviluppo delle aree industriali e l’attrazione degli investimenti produttivi), inquieto ex sindaco di Catanzaro, è stato fotografato davanti alla platea del generale Roberto Vannacci, che ha ormai messo radici nel capoluogo.
Di fronte a quella scena qualcuno ha commentato: “Se ancora fossero vivi Antonio Viapiana e Nuccio Marullo…”, che furono stretti collaboratori di Abramo. Ergo.
Reggio Calabria cambia volto politico
Crolla il fortino sinistroso di Reggio Calabria dell’era Falcomatà, dove oggi Ciccio Cannizzaro (che Carlo Calenda, dopo averlo sostenuto, ha definito una sorta di “Cetto La Qualunque”), già allievo del senatore Antonio Caridi (assolto di recente in appello), fa il bello e il cattivo tempo.
E mentre la città dello Stretto festeggia per il successo elettorale ottenuto, essa stessa continua a collocarsi, more solito, nelle ultime posizioni della classifica della qualità della vita redatta ogni anno da Il Sole 24 Ore.
È possibile anche che la larga forbice tra centrodestra e centrosinistra a Reggio sia stata favorita dalla sorda lotta intestina tra Nicola Irto e Giuseppe Falcomatà; ed è tanto vero ciò che l’onore della ditta è stato salvato da Mimmo Battaglia.
Nel contesto della festa reggina si prospetta, inoltre, un futuro radioso per Giovanni Arruzzolo, oggi parlamentare di Forza Italia ed ex collaboratore di Cannizzaro.
Le difficoltà del centrosinistra tra Castrovillari e San Giovanni in Fiore
Nel campo di Agramante crollano parzialmente Castrovillari, dove Anna De Gaio (centrodestra) va al ballottaggio con Ernesto Bello (centrosinistra), e totalmente San Giovanni in Fiore, dove l’ex governatore Mario Oliverio pare non abbia lasciato in eredità particolari consensi, consentendo di fatto una sfida tutta interna all’area moderata tra Marco Ambrogio e Antonio Barile.
Crotone e il tramonto dei Cinque Stelle
A Crotone, infine, l’ingegnere Vincenzo Voce ha solo cambiato cavallo, da ex grillino è divenuto il paladino della destra. Probabilmente s’è trattato di un’illusione ottica. Non entra nel Consiglio comunale di Crotone il sociologo Vito Barresi nella cui lista dieci candidati hanno preso zero voti.
Per gli ex grillini buio totale: il “temibile” Nicola Morra si è persino candidato a Tropea dove ha preso solo 31 voti. Tant’è! In fondo, l’usato sicuro dà le sue garanzie se è vero che vincono ad Enna e Salerno, rispettivamente Mirello Crisafulli e Vincenzo De Luca. I cacicchi meridionali stanno ancora sulla breccia. Tonando al calcio giocato: alcuni la chiamano scaramanzia, altri, invidia. Sta di fatto che è passata quasi in sordina la semifinale dei playoff di serie B con la quale era impegnata la squadra di calcio del Catanzaro.
Niente di che, umori che vanno e vengono.









