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31 Maggio 2026
31 Maggio 2026
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Narcotraffico sull’asse Sicilia-Calabria. Smantellata la rotta della droga tra Catania, Caltanissetta e Rosarno (NOMI)

Arrestate sei persone tra Palagonia, Caltagirone e la Piana di Gioia Tauro. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti ed estorsione

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Le rotte del narcotraffico tra la Sicilia orientale e la Calabria sono state interrotte da un imponente blitz antimafia scattato alle prime luci dell’alba. I Carabinieri dei Comandi Provinciali di Catania e Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei persone, ritenute a vario titolo responsabili di reati gravissimi, tra cui associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, commercio illecito di droga ed estorsione. L’operazione ha colpito al cuore un sodalizio criminale ramificato, capace di muovere ingenti quantitativi di sostanze illecite e di imporre il proprio controllo sul territorio attraverso dinamiche violente.

La mappa del blitz e l’asse criminale tra Rosarno e il Catanese

L’intervento restrittivo ha interessato simultaneamente più province, focalizzandosi in particolare nei comuni di Palagonia e Caltagirone, nel Catanese, e a Rosarno, snodo strategico della Piana di Gioia Tauro nel reggino. La dislocazione geografica degli arresti fotografa fedelmente la struttura dell’organizzazione, la quale sfruttava la Calabria come canale di rifornimento privilegiato per poi ramificare la distribuzione del prodotto all’interno delle province di Catania e Caltanissetta. L’impiego sinergico dei militari dell’Arma dei diversi territori ha permesso di blindare i target e di eseguire i provvedimenti in totale sicurezza.

Le indagini di Palagonia e la rete di distribuzione sul territorio

L’inchiesta nasce da una complessa e prolungata attività investigativa condotta sul campo dai Carabinieri della Compagnia di Palagonia. Attraverso pedinamenti, intercettazioni e riscontri documentali, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire l’intera filiera dell’approvvigionamento e della successiva vendita al dettaglio della droga nella Sicilia orientale. Il gruppo criminale non si limitava a una gestione locale, ma aveva strutturato una vera e propria rete logistica dotata di contatti consolidati e canali di rifornimento stabili nel tempo.

Gli scenari futuri e lo sviluppo dell’inchiesta

L’arresto dei sei indagati rappresenta solo il primo tassello di un’indagine più ampia, destinata a non chiudersi con le catture odierne. Gli investigatori dell’Arma, sotto il coordinamento della magistratura inquirente, proseguono gli accertamenti tecnici e demaniali per definire con precisione geometrica i singoli ruoli interni alla rete, le responsabilità individuali e la reale portata economica e patrimoniale dell’organizzazione criminale smantellata. L’obiettivo è ora quello di individuare i canali di riciclaggio del denaro sporco e gli eventuali livelli superiori della filiera.

Tutti i nomi coinvolti nel blitz

Tra i nomi di rilievo emersi dall’inchiesta spicca quello del quarantanovenne Antonino Apa, residente a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. L’uomo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, vanta legami di parentela con esponenti di primo piano della potente cosca Pesce, ma viene ritenuto dagli investigatori un elemento organicamente inserito nella ‘ndrina dei Bellocco. Il provvedimento restrittivo non ha colpito soltanto i vertici calabresi, ma si è esteso a un reticolo di soggetti ritenuti vicini o funzionali al medesimo contesto investigativo. Oltre ad Apa, le manette sono scattate per Filippo Brancato, di 57 anni, e Salvatore Brancato, di 36 anni. Insieme a loro sono stati tratti in arresto anche il ventottenne Angelo Criscione, il quarantacinquenne Francesco Antonio Gulizia e il quarantunenne Giuseppe Pillirone.

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