Domenico Furgiuele si appresta a lasciare la Lega per approdare in Futuro Nazionale, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci. Lo riporta Il Fatto Quotidiano, secondo cui il deputato calabrese sarebbe tra i parlamentari ormai dati per certi nel nuovo soggetto politico, in un’operazione che tra venerdì e sabato potrebbe portare a raddoppiare la pattuglia di Vannacci alla Camera.
Non è una notizia qualunque, per chi ha votato nel collegio uninominale di Corigliano Rossano alle politiche del 2022.
Chi è Furgiuele
Domenico Furgiuele è nato a Lamezia Terme il primo gennaio 1983. Sin da giovanissimo si avvicina alla politica: a 14 anni si iscrive al Fronte Sociale Nazionale da semplice militante, poi passa in Alleanza Nazionale, dove rimane fino al 2009, quando aderisce a La Destra di Francesco Storace. Nel 2014 entra nella Lega.
Nel 2015 è in prima linea del progetto Noi con Salvini, del quale diventa coordinatore regionale in Calabria. Nel 2018 viene eletto a Montecitorio nel proporzionale. Alle elezioni politiche del 2022 viene ricandidato e calato dall’alto nel collegio uninominale Calabria – 01 (Corigliano Rossano), venendo rieletto con il 38,12% — pari a 57.691 voti — davanti a Vittoria Baldino del Movimento 5 Stelle (35,25%). Dopo le elezioni del 2022 viene nominato vice capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati.
Il nodo politico: il mandato tradito
Nel 2022, Furgiuele vince il collegio uninominale di Corigliano Rossano – come accennato – con il 38,12% dei voti. Nel sistema maggioritario uninominale, l’elettore sceglie una persona, non solo una lista: sceglie un volto, una tessera, un simbolo. Chi ha votato Furgiuele nella Sibaritide ha votato un candidato della Lega, con quel programma, in quella coalizione. Il passaggio a Futuro Nazionale è un cambio di natura, non solo di etichetta.
Peraltro, la Lega in Calabria crolla proprio nel 2022, non andando oltre il 6 per cento nella zona della Sibaritide e metà Pollino, dove pure Furgiuele aveva giocato la sua partita. Volendo tradurre quel dato, il deputato ne esce eletto grazie al voto di coalizione, non al traino personale o grazie al partito. Il che rende ancora più paradossale il suo prossimo saluto a Salvini: Furgiuele deve il suo seggio in buona parte a chi allora ha votato centrodestra pur non votando Lega.
Ora quegli stessi elettori si trovano rappresentati da qualcuno che siede altrove, senza che nessuno abbia chiesto loro nulla.
In Italia non esiste il vincolo di mandato. Un parlamentare può cambiare gruppo senza decadere dal seggio. È una scelta costituzionale deliberata. Ma la libertà giuridica non equivale alla coerenza politica, specie nel sistema uninominale, che dovrebbe costruire un legame diretto tra eletto e territorio.
L’operazione Vannacci e il bacino leghista
Il quadro descritto da Il Fatto Quotidiano è eloquente. Futuro Nazionale pesca quasi esclusivamente nell’area leghista. Oltre a Furgiuele, sarebbero in arrivo Attilio Pierro — già transitato dalla Lega a Forza Italia nel dicembre scorso — e Davide Bergamini, con analogo percorso. Questo non è un dettaglio qualunque. Vannacci sta costruendo il suo partito svuotando la Lega, non rastrellando consenso dal basso. Un’operazione da franchisor politico che compra l’usato.
Il generale sta lavorando, intanto, all’assemblea costituente del 13 e 14 giugno all’Auditorium di Roma, dove punta a ottenere un riconoscimento formale dagli altri partiti.
Il coordinatore Massimiliano Simoni ha già inviato inviti ufficiali a tutti i leader parlamentari, con un appello al “confronto diretto” come “sale della democrazia”, formula che suona bene e impegna poco.
Per Futuro Nazionale si tratta di una crescita numerica, considerando l’approdo – queso sì, ufficiale – di Giovanni Dima tra le fila del generale. Per la Lega è un’altra emorragia. Per gli elettori di Corigliano Rossano è, ancora una volta, la conferma che il loro voto uninominale vale esattamente quanto il partito decide che valga, cioè, il tempo necessario a trovare un approdo migliore.









