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6 Giugno 2026
6 Giugno 2026
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Disperati del mare, sbarco nella notte a Crotone: a bordo in 47, tra cui 10 minori. Due donne incinte in ospedale

Soccorsi dalla nave umanitaria Louise Michel nel Mediterraneo centrale. L’Ong attacca il sistema di assegnazione dei porti: “Una scelta politica che penalizza i naufraghi”

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Si sono concluse poco dopo la mezzanotte nel porto di Crotone le operazioni di sbarco dei 47 migranti soccorsi nei giorni scorsi dalla nave umanitaria Louise Michel nel Mediterraneo centrale. L’imbarcazione, arrivata sulle coste calabresi intorno alle 22.30, ha completato le procedure di attracco e discesa dei passeggeri nel corso della notte.

Tra le persone salvate figurano 24 uomini, 13 donne e 10 minori, otto dei quali arrivati senza familiari al seguito. I migranti, provenienti in larga parte dall’Africa subsahariana, in particolare da Nigeria e Mali, sono stati accolti dal personale sanitario dell’Asp di Crotone e dai volontari della Croce Rossa Italiana.

Due donne incinte trasferite in ospedale

Durante le operazioni di prima assistenza, due donne in stato di gravidanza sono state accompagnate in ospedale per controlli medici e accertamenti sanitari. Il resto del gruppo è stato successivamente trasferito al Centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto, al termine delle procedure coordinate dalla Prefettura di Crotone, con il supporto della Capitaneria di porto e dell’Ufficio immigrazione della Questura.

Il soccorso nel Mediterraneo e l’allarme di Frontex

L’intervento di salvataggio era scattato il 4 giugno dopo la segnalazione di un Mayday Relay trasmesso da un velivolo Frontex, che aveva individuato un gommone sovraffollato e in difficoltà nella zona Sar di competenza libica.

Secondo quanto riferito dall’equipaggio della Louise Michel, durante la stessa missione erano stati segnalati anche altri due natanti nelle vicinanze. Tuttavia, quando i soccorritori sono giunti sul posto, le due imbarcazioni sarebbero già state intercettate dalle autorità libiche. Dell’ultima segnalazione restavano soltanto i resti di un gommone ormai vuoto.

Dal porto di Taranto a Crotone: il cambio di destinazione

Dopo il recupero dei naufraghi, alla nave umanitaria era stato inizialmente assegnato il porto di Taranto. Solo in un secondo momento le autorità hanno autorizzato l’approdo a Crotone, a causa della ridotta disponibilità di carburante e acqua dolce a bordo.

La Louise Michel, ex unità della Marina francese sostenuta economicamente e decorata dall’artista Banksy, è da anni impegnata nelle attività di ricerca e soccorso lungo una delle rotte migratorie più pericolose al mondo.

L’accusa dell’Ong: “Scelta politica contro i sopravvissuti”

Al termine della missione l’organizzazione non governativa ha affidato ai social una dura presa di posizione contro il sistema di assegnazione dei porti di sbarco.

Crotone è comunque molto più distante del porto sicuro più vicino. Si tratta di una persecuzione a sfondo politico ai danni dei sopravvissuti che attraversano uno dei confini più letali del mondo. La sicurezza è un diritto umano”, ha dichiarato l’Ong.

Parole che riaccendono il confronto sulle politiche di gestione degli sbarchi e sull’assegnazione dei cosiddetti porti sicuri, tema che continua a dividere istituzioni, organizzazioni umanitarie e governo.

*Foto: ANSA

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