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8 Giugno 2026
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Stadio San Vito-Marulla, lavori incompatibili con le partite: il Comune propone lo stop alla convenzione con il Cosenza

Depositata la relazione tecnica dopo la consegna del progetto esecutivo di riqualificazione dell’impianto. Per il Settore Lavori pubblici le attività di cantiere non sarebbero compatibili con eventi sportivi per ragioni di sicurezza e ordine pubblico

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Una relazione tecnica che rischia di aprire un fronte delicatissimo attorno al futuro immediato dello stadio comunale San Vito-Gigi Marulla. Il Settore Lavori pubblici del Comune di Cosenza, attraverso il dirigente ingegnere Salvatore Modesto, ha depositato il documento redatto dopo la consegna, da parte dell’aggiudicatario, del progetto esecutivo di riqualificazione dell’impianto. Dalla relazione emerge una situazione ritenuta incompatibile, per ragioni di sicurezza e ordine pubblico, tra l’attività di cantiere e lo svolgimento delle attività sportive all’interno dello stadio.

Per queste ragioni, l’ingegnere Modesto ha formalizzato una proposta di sospensione integrale dell’attività sportiva e, di conseguenza, della convenzione che disciplina l’utilizzo dello stadio da parte del Cosenza calcio. Una proposta che, allo stato, punta alla sospensione, ma che non chiude la porta a uno scenario ancora più incisivo: la relazione tecnica, infatti, non esclude la possibilità di arrivare anche alla revoca della convenzione per motivi di pubblico interesse, previa verifica delle lavorazioni previste.

Il nodo sicurezza: cantiere e partite ritenuti incompatibili

Il punto centrale della relazione riguarda la compresenza, nello stesso impianto, delle lavorazioni previste dal progetto di riqualificazione e degli eventi sportivi. Secondo quanto indicato dal dirigente del Settore Lavori pubblici, le attività di cantiere articolate nelle quattro macrofasi del programma dei lavori risultano incompatibili, per ragioni tecniche, di sicurezza e di ordine pubblico, con il regolare svolgimento delle partite e degli altri eventi sportivi all’interno dello stadio.

L’intervento di riqualificazione del San Vito-Marulla prevede la realizzazione di due nuove gradinate nelle Curve Nord e Sud, attraverso una struttura tubolare prefabbricata ancorata a platee di fondazione da realizzare all’interno del sedime dell’attuale pista di atletica, destinata alla dismissione. È prevista anche la parziale riconfigurazione della Tribuna Est, indicata come Tribuna B, che dovrà ospitare il Settore Ospiti. Al termine della prima fase, la capienza complessiva dell’impianto, oggi pari a 21.116 spettatori, sarà ridotta a 15.557 posti.

Le quattro fasi dei lavori allo stadio

La relazione tecnica richiama l’articolazione dell’intervento in quattro macrofasi successive. Nella prima fase sono previste le fondazioni e la costruzione della nuova Curva Sud. Nella seconda dovranno essere completati la stessa Curva Sud e il Settore Ospiti in Tribuna B. La terza macrofase riguarderà invece le fondazioni e la costruzione della nuova Curva Nord, con nuove vie di fuga. Infine, nella quarta fase, saranno eseguite le rifiniture esterne, una nuova linea di scarico, lo spostamento delle recinzioni e lo smobilizzo del cantiere. Il problema, secondo la relazione, è che in ciascuna di queste fasi le lavorazioni interessano direttamente settori utilizzati dagli spettatori, percorsi di accesso, vie di esodo, aree di servizio e zone adiacenti al campo di gioco. Da qui la valutazione di incompatibilità tra l’apertura del cantiere e la prosecuzione dell’attività sportiva nello stesso impianto.

Vie di fuga ridotte e agibilità non certificabile

Tra gli elementi indicati nella relazione tecnica vengono evidenziate, in particolare, la compromissione delle vie di esodo e dei percorsi di sicurezza. In tutte le macrofasi sarebbero infatti programmate chiusure parziali di porzioni di tribune e curve, con conseguente riduzione della larghezza netta dei percorsi di fuga al di sotto dei minimi prescritti. Una condizione che, secondo il documento, renderebbe non certificabile l’agibilità dell’impianto ai sensi della normativa vigente. La relazione richiama a supporto un quadro normativo composto dalle norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi, dalle norme sulla sicurezza degli stadi di calcio, dal Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dal codice di prevenzione incendi, dalle norme del Coni per l’impiantistica sportiva, dalle misure per la prevenzione della violenza nelle manifestazioni sportive e dalla circolare del Ministero dell’Interno in materia di sicurezza degli stadi. A questi riferimenti si aggiunge anche il Piano di sicurezza e coordinamento allegato al progetto esecutivo.

Mezzi pesanti, polveri, capienza e ordine pubblico

La relazione indica ulteriori profili di criticità. Tra questi, i rischi derivanti dalla presenza di mezzi d’opera pesanti, la riduzione non programmabile della capienza effettiva e la possibile alterazione del sistema settoriale, con il rischio di commistione tra tifoserie locali e ospiti. Vengono inoltre richiamati i possibili pericoli per l’incolumità degli spettatori legati a emissioni di polveri, vibrazioni, rumori e potenziale caduta di materiali dalle aree di lavorazione adiacenti alle gradinate in uso. Altro elemento evidenziato è l’impossibilità di garantire in modo costante l’efficienza e l’accessibilità dei presìdi antincendio e di primo soccorso. Sul piano dell’ordine pubblico, la presenza delle recinzioni di cantiere e la modifica dei percorsi abituali di accesso e deflusso vengono considerate fattori capaci di generare tensioni, assembramenti incontrollati e difficoltà operative per le Forze dell’Ordine chiamate a gestire il servizio durante gli eventi sportivi.

Convenzione Cosenza calcio, ora la partita si sposta sul piano amministrativo

La proposta formulata dal dirigente del Settore Lavori pubblici riguarda la sospensione della convenzione di affidamento dello stadio alla società Cosenza calcio, approvata in Consiglio comunale nel 2023. Per ora il provvedimento indicato è quello della sospensione integrale dell’attività sportiva nell’impianto, ma la relazione lascia aperta anche la possibilità di una successiva revoca della convenzione, qualora le verifiche sulle lavorazioni e sulle esigenze di pubblico interesse dovessero confermare l’impossibilità di garantire l’utilizzo dello stadio durante il cantiere. La questione, dunque, si sposta ora sul piano amministrativo e politico. Sullo sfondo resta il nodo più pesante: capire dove e come il Cosenza calcio potrà disputare le proprie partite nel caso in cui la sospensione dell’utilizzo del San Vito-Marulla dovesse diventare effettiva.

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