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8 Giugno 2026
8 Giugno 2026
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Continuità didattica a rischio, il nodo del sostegno: impatto forte anche sulle scuole calabresi

Il Sud Italia concentra oltre un terzo dei posti di sostegno precari, confermando un divario territoriale che coinvolge anche la Calabria

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Nel sistema scolastico italiano il sostegno agli alunni con disabilità continua a rappresentare un pilastro fondamentale, ma anche uno dei nodi più critici in termini di stabilità del personale. Il fenomeno dei posti “in deroga” si conferma in forte crescita, con un impatto significativo anche sulla Calabria.

Un aumento strutturale dei posti non stabilizzati

A livello nazionale, i posti di sostegno attivati in modalità temporanea sono passati da poco più di 33mila nell’anno scolastico 2015/2016 a oltre 125mila nel 2024/2025. Un incremento che supera il 270% e che evidenzia come queste cattedre, pur nate come eccezionali, siano ormai diventate una componente stabile del sistema.

Si tratta di posti assegnati ogni anno per rispondere alle reali esigenze degli studenti con disabilità, ma che restano formalmente “in deroga” e quindi legati a contratti a tempo determinato.

Il peso del Mezzogiorno e il ruolo della Calabria

Il quadro territoriale mostra un divario netto: il Mezzogiorno concentra oltre un terzo dei posti di sostegno non stabilizzati. In questo contesto rientra anche la Calabria, dove il ricorso a docenti supplenti per il sostegno rappresenta una componente strutturale del sistema scolastico. La dinamica riflette una maggiore pressione sul servizio educativo, legata all’aumento delle certificazioni e alla necessità di garantire il diritto allo studio agli alunni con disabilità.

Continuità didattica e fragilità del sistema

L’effetto principale di questa organizzazione è la difficoltà a garantire la continuità didattica. Molti studenti cambiano docente di sostegno da un anno all’altro, con ripercussioni sul percorso educativo e relazionale. In diversi casi, la stabilità viene parzialmente garantita attraverso la conferma dei supplenti su richiesta delle famiglie, ma si tratta comunque di una soluzione non strutturale.

Un sistema sempre più dipendente dalle supplenze

Il quadro complessivo evidenzia una contraddizione ormai consolidata: posti indispensabili per il funzionamento della scuola, ma allo stesso tempo classificati come temporanei. In regioni come la Calabria, questa dinamica si inserisce in un contesto più ampio di fragilità del sistema scolastico, dove il sostegno rappresenta una funzione essenziale ma ancora fortemente dipendente da personale non di ruolo.

Una questione aperta per la scuola italiana

Il trend nazionale conferma una crescita costante delle cattedre in deroga, con un aumento medio di diverse migliaia di unità ogni anno. Senza interventi strutturali, il rischio è quello di consolidare un sistema in cui la precarietà diventa la regola. Per la Calabria e per tutto il Sud, il tema della stabilità del sostegno resta quindi centrale nella più ampia discussione sulla qualità del diritto allo studio e sull’equità del sistema scolastico.

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