La missione spaziale Plasma Observatory ha ottenuto il via libera dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), segnando un passaggio decisivo verso la fase operativa di uno dei progetti più rilevanti degli ultimi anni nello studio della fisica del plasma e della magnetosfera terrestre. La decisione è arrivata nel corso del meeting dello Science Programme Committee (SPC) a Tenerife, dove è stata formalmente accolta la raccomandazione scientifica dell’Esa a favore della missione.
Un investimento da 727 milioni per studiare lo scudo magnetico terrestre
Il progetto prevede un investimento complessivo di circa 727 milioni di euro, destinati alla realizzazione della costellazione di satelliti che permetterà, per la prima volta, uno studio tridimensionale e multi-scala della magnetosfera terrestre. L’obiettivo scientifico è ambizioso: analizzare il comportamento del plasma solare e le sue interazioni con il campo magnetico terrestre, responsabile della protezione del pianeta dalle radiazioni cosmiche.
Unical protagonista nel team scientifico internazionale
All’interno della missione si distingue la presenza dell’Università della Calabria, unica università italiana coinvolta nello Science Study Team (SST) dell’Esa. Il team, composto da nove scienziati europei, include anche ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Tra i protagonisti figura il professor Francesco Valentini, docente ordinario e direttore del Dipartimento di Fisica dell’Unical.
Il gruppo di ricerca calabrese in Astrofisica, Geofisica e Fisica dei Plasmi ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo della missione fin dalle fasi iniziali.
Le prospettive: fino al 2039 tra ricerca e formazione
Secondo le stime, la missione potrebbe accompagnare la comunità scientifica europea fino al lancio previsto nel 2039, aprendo un orizzonte di lungo periodo per ricerca, sviluppo e formazione avanzata. Per l’Unical si tratta di un’opportunità strategica: consolidare competenze, attrarre giovani ricercatori e rafforzare la collaborazione con Inaf, già attiva in altri progetti di ricerca come il radio-telescopio solare dedicato a Vincenzo Carbone nell’ambito del progetto Solaris.
Le dichiarazioni: orgoglio e ricadute sul territorio
“Questo traguardo ci proietta verso un orizzonte lavorativo e finanziario stabile fino al lancio della missione”, ha dichiarato il professor Francesco Valentini, sottolineando le ricadute formative e scientifiche per il territorio. Il rettore dell’Unical, Gianluigi Greco, ha parlato di “eccellenza assoluta della ricerca dell’Ateneo”, evidenziando come la partecipazione alla missione rappresenti un riconoscimento della competitività internazionale dell’università.
Il plauso del sindaco Franz Caruso
“Esprimo grande compiacimento per l’ennesimo straordinario successo conseguito dall’Università della Calabria, protagonista di un risultato che proietta il nostro ateneo al centro della ricerca spaziale europea e mondiale”. E’ quanto afferma il sindaco Franz Caruso appena appresa la notizia.
“In questa occasione desidero rivolgere un particolare plauso al professor Francesco Valentini – prosegue Franz Caruso – il cui prestigioso percorso scientifico e il cui instancabile impegno hanno contribuito in maniera determinante a questo straordinario traguardo. La sua presenza nello Science Study Team dell’Esa rappresenta un motivo di grande soddisfazione e di orgoglio per tutta la comunità cosentina e calabrese. Il professor Valentini è oggi uno dei più qualificati ambasciatori della ricerca scientifica del nostro territorio nel mondo e il suo lavoro dimostra come talento, competenza e dedizione possano abbattere ogni barriera geografica, portando la Calabria ai vertici della scienza internazionale”.
“A nome della città di Cosenza e dell’intera amministrazione comunale – conclude Franz Caruso – rivolgo il mio apprezzamento al professor Valentini, a tutto il gruppo di ricerca del Dipartimento di Fisica e all’intera comunità accademica dell’Università della Calabria per aver raggiunto un traguardo che onora il nostro territorio e rafforza l’immagine della Calabria nel panorama scientifico internazionale”.









