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12 Giugno 2026
12 Giugno 2026
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I dinosauri sbarcano a Lido Sant’Angelo di Corigliano Rossano e sui social parte la giostra (VIDEO)

Commenti a go go, nel bene e nel male, ed anche perché fuori contesto. Ma il sindaco Stasi sdrammatizza: “Noi i dinosauri li portiamo a fare un bagno nel nostro splendido mare Bandiera Blu”

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Sessantacinque milioni di anni fa si sono estinti. Adesso sono tornati, e hanno scelto Lido Sant’Angelo.
Da qualche giorno il litorale di Corigliano Rossano ospita un’installazione di dinosauri a grandezza naturale. Creature mastodontiche realizzate tra piazze e i pini, sotto il sole dello Ionio, a portata di mano dei bambini, e di qualche adulto che finge di fare una foto per i figli e invece si riscopre col collo stirato verso un tirannosauro alto sei metri. L’ingresso ovviamente libero, il successo immediato.
Famiglie da tutta la città, bambini che corrono tra le zampe di un velociraptor, nonni che cercano l’ombra del T-Rex e si ritrovano faccia a faccia con un triceratopo. L’installazione unisce apparato scientifico — schede descrittive curate da artisti in collaborazione con ricercatori — e spettacolo visivo puro.
Roba che altrove chiamerebbero “edutainment“, quell’approccio pedagogico e comunicativo che unisce l’istruzione all’intrattenimento.

Le critiche dei social, catalogo del malcontento

Naturalmente, sui social è partita la giostra.
Il primo fronte è quello dell’autenticità perduta: Sant’Angelo snaturata, il paesaggio “violato” da quelle bestiacce preistoriche, l’atmosfera del lido tradita. Chi scrive queste cose probabilmente non ha vissuto un’estate sulla costa ionica negli ultimi anni.
Il secondo fronte è più classico: mancano i servizi. Acqua nelle case ecc.. È la critica universale applicata a qualsiasi cosa accada al Sud come un evento culturale, una mostra, e perfino un tramonto eccezionale: c’è sempre qualcuno a ricordare che il rubinetto è a secco. Legittimo, per carità, ma off topic, e di molto. Il punto è plausibile in astratto ma come argomento contro l’iniziativa, regge poco.
È il lamento più creativo, quello esistenziale: perché i dinosauri? Perché qui? Non ci sono problemi più urgenti? Come se la presenza di un brachiosauro sul lungomare di Rossano regolasse le tubature della Sorical che perdono.

Stasi risponde, e lo fa a modo suo

A smontare le polemiche ci pensa il sindaco Flavio Stasi, con la consueta verve e la battuta pronta. Anche sui social.
“Ricordate quando, alle elezioni, dicevamo che se avessimo perso le elezioni la città sarebbe tornata a 50, 100 anni fa? Beh, noi l’abbiamo portata ai tempi della preistoria”. Autoironia, certo, ma anche una frecciata calibrata verso chi accusa la sua amministrazione di immobilismo. La preistoria in risposta all’arretramento: non male come retorica, non male.
Sul senso dell’operazione Stasi è esplicito: Sant’Angelo come parco a ingresso, con un‘esperienza visiva e culturale costruita con rigore scientifico.
“L’esposizione e la descrizione scientifica di queste mostre è stata preparata da artisti insieme a degli scienziati” spiega il sindaco di Corigliano Rossano. Ovvero, un dettaglio che non lo fa sembrare proprio un attrattore da luna park, ma qualcosa di più costruttivo.
La chiosa resta: “A parte il problema della politica, noi i dinosauri li portiamo a fare un bagno nel nostro splendido mare Bandiera Blu”.
Certo, l’immagine di un tirannosauro che si tuffa in un mare certificato Bandiera Blu ha una sua dignità poetica.
Spesso in politica si dice che ci siano troppi dinosauri in giro – è l’ultima battuta di Flavio Stasi – alcuni dei quali sono anche dei tirannosauri“. Questa invece è “un’esperienza bellissima per tutti i bambini, ma anche per gli adulti. Ed è solo la prima sorpresa della splendida estate di Corigliano-Rossano”.

Perché vale la pena andarci

Al netto delle polemiche, il punto è semplice. I bambini che crescono in un comune di 80mila abitanti sull’arco ionico difficilmente capitano davanti a un dinosauro a grandezza naturale, e senza prendere un aereo.
L’installazione porta qui qualcosa che di solito richiede un viaggio. E lo fa in un contesto che ha già la certificazione ambientale, la sabbia, il mare, le famiglie, tutto il necessario perché l’esperienza funzioni davvero.
Chi si lamenta dell’incoerenza estetica tra le creature giurassiche e il paesaggio costiero calabrese probabilmente non ha mai visto quanto sia più straniante, e molto meno divertente, un lido con le transenne arrugginite e il chiosco chiuso per lavori.
I dinosauri almeno si fanno fotografare.
L’estate di Corigliano Rossano è partita con sessantacinque milioni di anni di anticipo.
E non è un cattivo inizio.

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