Si infittisce il mistero attorno al corpo senza vita recuperato nei giorni scorsi lungo la costa di Briatico. La vittima è stata identificata: si tratta di un cittadino kazako di 30 anni. Il riconoscimento è stato possibile grazie agli effetti personali rinvenuti sugli scogli e ai successivi riscontri documentali effettuati attraverso il Consolato.
L’identificazione rappresenta un primo passo per fare luce su una vicenda che continua a presentare numerosi punti interrogativi e sulla quale stanno lavorando i carabinieri della Stazione di Briatico.
L’attesa per l’autopsia
Gli investigatori attendono ora l’esito dell’esame autoptico, considerato fondamentale per chiarire le cause del decesso. L’accertamento medico-legale dovrà stabilire se il giovane fosse già privo di sensi prima di entrare in acqua, se abbia tentato di salvarsi e se sul corpo siano presenti eventuali segni compatibili con una caduta accidentale, una colluttazione o altre dinamiche.
Prima di procedere sarà però necessario rintracciare i familiari della vittima in Kazakistan. Le autorità italiane, anche attraverso i contatti con il Consolato, stanno cercando di individuare i parenti del giovane per completare gli adempimenti necessari e ricostruire il contesto personale della vittima.
Gli ultimi movimenti tra Roma e Briatico
Parallelamente proseguono gli accertamenti investigativi sugli ultimi spostamenti del trentenne. I carabinieri stanno raccogliendo elementi relativi ai viaggi effettuati con i mezzi pubblici e ai contatti avuti nei giorni precedenti alla morte.
Dalle verifiche finora svolte emergerebbe che il giovane si trovasse a Roma all’inizio di giugno e che successivamente abbia raggiunto Briatico, presumibilmente in treno. Gli inquirenti stanno cercando di capire perché avesse scelto proprio il centro costiero del Vibonese e se avesse conoscenze o riferimenti sul territorio.
Ricostruire il percorso seguito negli ultimi giorni potrebbe infatti rivelarsi decisivo per comprendere come sia finito in mare.
Tre le ipotesi al vaglio degli investigatori
Al momento restano aperte tutte le piste investigative. La prima è quella del gesto volontario, che avrebbe portato il giovane a entrare in acqua autonomamente. La seconda riguarda un possibile incidente, con una caduta accidentale in mare. La terza, la più delicata, è quella dell’eventuale coinvolgimento di terze persone, ipotesi che richiede approfondimenti e verifiche particolarmente accurate.
Gli investigatori stanno analizzando ogni elemento utile: gli spostamenti effettuati nelle ore precedenti, eventuali testimonianze e le caratteristiche dell’area in cui il corpo è stato ritrovato.
Il ritrovamento tra gli scogli
Il cadavere era stato avvistato da alcuni passanti nello specchio di mare antistante la costa briaticese. A dare l’allarme erano stati proprio alcuni cittadini che avevano notato il corpo tra gli scogli.
La posizione particolarmente impervia aveva reso complesse le operazioni di recupero e, almeno nelle prime ore, non aveva consentito agli investigatori di formulare ipotesi attendibili sulle cause della morte.









