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14 Giugno 2026
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“Uccide la zia e getta il corpo nel fiume”: orrore nel Veneziano, 17enne confessa dopo una notte di interrogatorio

La vittima, un’insegnante di 53 anni, era scomparsa da giovedì. Il nipote minorenne avrebbe confessato l’omicidio dopo ore di interrogatorio: il cadavere trasportato con una carriola e gettato nel canale Malgher. Si cerca ancora il corpo, trascinato forse fino al mare

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Una tragedia familiare dai contorni agghiaccianti scuote San Stino di Livenza, nel Veneziano. Un ragazzo di appena 17 anni avrebbe ucciso la zia, una donna di 53 anni, per poi disfarsi del corpo gettandolo in acqua dopo averlo trasportato con una carriola. Il giovane, interrogato per tutta la notte dai carabinieri e dalla magistratura, avrebbe infine confessato il delitto davanti al pubblico ministero Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone. Il fascicolo è stato poi trasferito alla Procura per i minorenni di Trieste. La vittima, identificata con le iniziali C.G., era un’insegnante nubile che viveva da sola poco distante dall’abitazione del nipote.

La donna era sparita da giovedì: il sospetto dopo le prime indagini

La denuncia di scomparsa era stata presentata già giovedì scorso. Da quel momento sono scattate le indagini dei carabinieri della compagnia di Portogruaro e del comando di Mestre, che nel giro di poche ore hanno concentrato l’attenzione sul giovane parente. Secondo quanto emerso, il delitto sarebbe maturato al culmine di gravi dissidi familiari. Alla base ci sarebbe stata una lite degenerata in aggressione. Gli investigatori ritengono che il ragazzo abbia colpito mortalmente la zia con un coltello all’interno di una legnaia adiacente all’abitazione.

Il corpo trasportato con una carriola e gettato nel canale

Uno degli aspetti più inquietanti della vicenda riguarda il tentativo di occultare il cadavere. Secondo quanto confessato dal 17enne, il corpo della donna sarebbe stato caricato su una carriola, coperto con un grande telo e trasportato fino al canale Malgher, attraversando anche una parte del centro abitato di San Stino di Livenza. Una volta raggiunta la zona della chiusa, il ragazzo avrebbe gettato il cadavere in acqua insieme all’arma del delitto, probabilmente un lungo coltello da cucina.

Le ricerche del corpo: paura che sia stato trascinato fino al mare

Le operazioni di ricerca sono andate avanti per tutta la notte con i sommozzatori dei vigili del fuoco di Venezia e Portogruaro, ma al momento il corpo non è stato ancora ritrovato. Il timore degli investigatori è che la corrente abbia trascinato il cadavere lontano dal punto indicato dal ragazzo. Il canale Malgher, infatti, confluisce nel fiume Loncon, che a sua volta si collega al Lemene, fino a sfociare nell’Adriatico nella zona di Caorle.

Le tracce di sangue e la mano ferita del ragazzo

Gli inquirenti hanno posto sotto sequestro la legnaia e l’abitazione dove sarebbero state trovate vaste tracce di sangue. Dettaglio che avrebbe subito insospettito gli investigatori è stata anche la presenza di escoriazioni e ferite su una mano del giovane. Il ragazzo avrebbe tentato di giustificarsi parlando di un incidente avvenuto in giardino, ma la versione fornita agli investigatori sarebbe apparsa poco credibile fin dall’inizio.

Una comunità sconvolta

La vicenda ha gettato nello shock la comunità di San Stino di Livenza, piccolo centro del Veneziano di circa 12 mila abitanti. La donna era conosciuta in paese per la sua professione di insegnante, mentre il nipote, ora accusato dell’omicidio, è al centro di un’inchiesta che nelle prossime ore dovrà chiarire definitivamente dinamica e movente del delitto.

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