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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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Sud avanti per il quarto anno, ma l’Italia rallenta in Europa: la Calabria sopra la media nella crescita 2025 (+0,8%)

La regione segna piccoli progressi mentre il Pnrr e gli investimenti pubblici continuano a sostenere la ripresa. Svimez: “Divario europeo strutturale, crescita ancora fragile e disomogenea

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Per il quarto anno consecutivo, il Sud Italia registra una crescita superiore alla media nazionale. È quanto emerge dal consuntivo 2025 diffuso da Svimez, che fotografa un Paese in espansione moderata ma ancora distante dai principali partner europei.

Il Pil del Mezzogiorno cresce dello 0,7%, contro lo 0,5% del Centro-Nord, in rallentamento rispetto al +1% del 2024. Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata, ma che si inserisce in un quadro europeo più dinamico.

Italia sotto la media UE, Spagna traina la crescita

A livello nazionale, il Pil italiano si ferma a +0,5%, in calo rispetto allo 0,8% dell’anno precedente e soprattutto al di sotto della media dell’Unione europea a 27, che si attesta al +1,5%.

Nel confronto internazionale emergono differenze significative: la Spagna prosegue la sua fase espansiva con un robusto +2,8%, la Francia si mantiene su un più contenuto +0,8%, mentre la Germania resta quasi stagnante con un modesto +0,2%, dopo la recessione del biennio precedente.

Secondo Svimez, “la distanza dell’Italia dalla media europea resta un elemento strutturale che non mostra segnali di riduzione nel medio periodo”.

Le performance regionali: Abruzzo in testa, bene la Calabria

Il quadro interno evidenzia forti differenze territoriali. Nel Mezzogiorno spicca l’Abruzzo, con una crescita del +1,9%, sostenuta soprattutto da industria e costruzioni. Segue la Campania, con un +0,9%, mentre la Calabria si colloca sopra la media nazionale con un +0,8%.

In diverse regioni del Nord, invece, si avverte il rallentamento dell’export, condizionato dal contesto geopolitico internazionale, con effetti più marcati in aree come Lombardia e Veneto.

Investimenti e Pnrr: il vero motore della crescita

Nel 2025 gli investimenti fissi lordi crescono del +3,5%, confermando un trend avviato dal 2021, trainato prima dal Superbonus edilizio e poi dal Pnrr.

Nel triennio 2022-2025 gli investimenti in opere pubbliche risultano quasi raddoppiati: +88,3% al Sud e +87,8% al Centro-Nord. Un’accelerazione che, secondo Svimez, ha avuto un impatto decisivo sulla tenuta dell’economia nazionale.

La dinamica è diffusa, pur con differenze territoriali: quasi tutte le regioni registrano incrementi superiori al 60%, con eccezioni limitate come il Trentino-Alto Adige e, in parte, l’Abruzzo, dove ha inciso maggiormente la componente privata.

Tra le aree con performance più elevate figurano Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Lazio, Toscana, Puglia e Calabria, tutte beneficiarie della spinta degli investimenti pubblici.

Svimez: crescita positiva ma fragile

Nel comunicato, Svimez sottolinea come la crescita resti “positiva ma ancora fortemente disomogenea”, con un’Italia che continua a beneficiare degli investimenti straordinari senza però colmare il divario strutturale con l’Europa. Il quadro complessivo restituisce un’economia in espansione moderata, sostenuta soprattutto dalla spesa pubblica, ma ancora esposta alle incertezze del contesto internazionale e alla debolezza della domanda estera.

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