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18 Giugno 2026
18 Giugno 2026
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Nuova sbarco in Calabria: tra i 60 migranti giunti nel porto di Vibo Marina anche donne e bambini

Dopo i primi controlli sanitari sul molo, il gruppo è stato trasferito all'hotspot di Porto Salvo

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La macchina dell’accoglienza si è attivata nuovamente sulle coste calabresi. Nuovo sbarco di migranti questa mattina nel porto di Vibo Marina, in Calabria, dove un’imbarcazione della Capitaneria di porto ha condotto a terra circa 60 persone.
Il gruppo è composto da uomini, donne e bambini, provenienti in prevalenza dall’Africa centro-settentrionale. Le prime notizie sul loro stato sono rassicuranti: i medici di bordo e i soccorritori hanno confermato che tutti sono giunti in buone condizioni di salute, nonostante le evidenti fatiche della traversata in mare.

Macchina dell’accoglienza subito operativa

Ad attendere le persone stremate dal viaggio sulla banchina dello scalo vibonese c’era una task force già collaudata. Ad attenderli sul molo il dispositivo di accoglienza predisposto dalle autorità, con il supporto del personale sanitario del 118 e della Protezione civile. Gli operatori hanno fornito i primi beni di conforto, coperte e assistenza medica immediata. Successivamente, sotto lo sguardo attento delle forze dell’ordine, dopo i primi controlli medici e le verifiche di sicurezza, i migranti sono stati sottoposti alle procedure di identificazione curate dalla Polizia.

Il trasferimento all’hotspot e la gestione logistica

Per i migranti comincia adesso la seconda fase del percorso di accoglienza sul territorio italiano. Ultimate le operazioni di rito il gruppo sarà trasferito presso l’hotspot situato nell’area industriale di Porto Salvo. Si tratta, come specificato dalle autorità locali, della prima destinazione prevista prima del successivo smistamento verso altre strutture di accoglienza sul territorio nazionale.
La complessa gestione dello sbarco si è svolta senza intoppi: “Tutte le operazioni di sbarco, assistenza e trasferimento sono state coordinate dalla Prefettura di Vibo Valentia, che ha gestito le attività in collaborazione con le forze dell’ordine, la Capitaneria di porto e gli enti impegnati nell’accoglienza”.

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