Le mafie non hanno abbandonato la violenza, ma stanno affinando strumenti e modalità d’azione. È il messaggio lanciato dalla sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro durante il suo intervento a Lamezia Terme, in occasione della XV edizione di Trame – Festival dei libri sulle mafie, dove è stato presentato il volume di Avviso Pubblico “Mettiamo il Bene in Comune”.
Secondo Ferro, il contrasto alla criminalità organizzata richiede oggi un approccio più ampio rispetto alla sola repressione giudiziaria.
«Le mafie di oggi non rinunciano alla violenza, ma sempre più spesso scelgono la strada dell’infiltrazione nell’economia legale, del condizionamento di segmenti della pubblica amministrazione e dell’intercettazione delle risorse pubbliche».
Per la sottosegretaria, la risposta delle istituzioni deve fondarsi anche sulla conoscenza dei fenomeni criminali, sulla prevenzione e sulla capacità di individuare tempestivamente le nuove forme di penetrazione mafiosa nei circuiti economici e amministrativi.
Il ruolo dei Comuni nel mirino delle organizzazioni criminali
Nel suo intervento, Ferro ha evidenziato il contributo di Avviso Pubblico nella promozione della cultura della legalità e nel supporto agli amministratori locali, sottolineando come le organizzazioni criminali considerino strategico il livello istituzionale più vicino ai cittadini.
«Le mafie comprendono perfettamente il valore strategico delle istituzioni di prossimità e dei Comuni, dove si assumono molte delle decisioni che incidono concretamente sulla vita delle comunità».
Un richiamo che punta l’attenzione sul delicato rapporto tra amministrazioni locali, gestione delle risorse pubbliche e tentativi di condizionamento da parte della criminalità organizzata.
Beni confiscati, la partita del riutilizzo sociale
Ampio spazio è stato dedicato al tema dei beni confiscati alle mafie, considerato da Ferro uno dei fronti più significativi dell’azione dello Stato.
«Quello per il riutilizzo dei beni confiscati è un impegno prioritario del governo Meloni».
La sottosegretaria ha ricordato che negli ultimi anni oltre 18 mila beni confiscati sono stati restituiti alla collettività, trovando nuova destinazione in strutture sociali, servizi pubblici, presidi delle forze dell’ordine e progetti di inclusione territoriale.
Calabria protagonista del recupero
Nel quadro nazionale del recupero dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata, Ferro ha attribuito alla Calabria un ruolo centrale.
Secondo la sottosegretaria, la Regione ha contribuito in maniera significativa al processo di valorizzazione dei beni confiscati attraverso investimenti dedicati al recupero e alla sostenibilità dei progetti.
«La Calabria svolge un ruolo trainante in questo percorso, anche grazie all’impegno della Regione, che ha investito 44 milioni di euro per mettere a sistema le azioni di recupero e garantire la continuità degli interventi».
Ferro ha inoltre annunciato l’arrivo di ulteriori risorse destinate a rafforzare le iniziative già avviate sul territorio.
Dalla repressione alla prevenzione
L’intervento della sottosegretaria all’Interno ha riportato al centro del dibattito il tema dell’evoluzione delle mafie contemporanee, sempre più orientate verso la penetrazione nell’economia legale, la gestione delle opportunità finanziarie e il controllo dei processi decisionali locali.
Un fenomeno che, secondo Ferro, richiede strumenti investigativi efficaci ma anche una crescente attenzione istituzionale sul fronte della prevenzione e della tutela delle amministrazioni pubbliche.









