In occasione della Giornata Internazionale contro i Discorsi d’Odio, l’University Club dell’Università della Calabria ha ospitato ieri l’incontro pubblico “Invisible Hate Speech – Dati ed esperienze in Calabria”. L’evento, inserito nel percorso del progetto europeo MYTHiC – Mobilize Youth Tackling Hate in Calabria, ha visto una partecipazione corale tra istituzioni, accademia e realtà del terzo settore. Ad aprire i lavori sono state la Prorettrice Elvira Brunelli e Manuela Viola, referente regionale di Fondazione L’Albero della Vita, che hanno evidenziato come l’impegno comune sia l’unica strada percorribile per promuovere una cultura basata sull’inclusione e sul rispetto reciproco. Il dibattito ha analizzato in profondità le dinamiche dei crimini motivati da pregiudizio, fenomeni che, pur essendo diffusi, faticano a emergere nel dibattito pubblico, specialmente nei contesti territoriali meridionali.
La geografia digitale dell’intolleranza
Al centro della giornata è stata posta la ricerca “Mapping Hate and Discrimination in Italy”, curata dalla professoressa Giovanna Vingelli, direttrice del Centro Women’s Studies UNICAL. I dati sono eloquenti: il 71,6% dei discorsi d’odio intercettati si concentra nel mondo digitale, mentre il restante 28,4% si manifesta nei luoghi fisici di quotidianità come scuole e spazi di lavoro. Il sistema UNAR, con le sue oltre 17mila segnalazioni nel 2024, conferma come l’ecosistema web sia diventato l’ambiente più fragile e vulnerabile alla diffusione di linguaggi discriminatori. Il caso calabrese è stato definito dalla ricerca come un esempio di “invisibilità strutturale”: la carenza di denunce non riflette una minor presenza di violenze, quanto piuttosto una difficoltà sistemica nell’intercettare il fenomeno, legata alla sfiducia nelle istituzioni e a una pericolosa normalizzazione dei comportamenti discriminatori.

Voci e testimonianze sul campo
Il confronto, moderato dalla giornalista Maria Rita Galati, ha dato voce ai protagonisti dell’impegno sociale sul territorio. Silvio Cilento, presidente di ARCI Cosenza APS, ha evidenziato l’allarmante crescita di intolleranza verso le persone LGBTQIA+, mentre Stefania Bevilacqua, vicepresidente UCRI, ha offerto una testimonianza sulle discriminazioni multiple che colpiscono le minoranze etniche. Il progetto MYTHiC, con i suoi oltre 840 studenti coinvolti e la formazione di operatori e docenti, mira a trasformare la consapevolezza in azione. Lara Colace, coordinatrice del progetto per Fondazione L’Albero della Vita, ha guardato al futuro: “Con MYTHiC stiamo costruendo in Calabria strumenti concreti per riconoscere e contrastare l’odio online, investendo sulle nuove generazioni e sulla capacità dei territori di rispondere in maniera coordinata ai fenomeni discriminatori. La fase più importante si aprirà nei prossimi mesi con l’attivazione di laboratori sul campo e di un innovativo sistema di referral che consentirà alle vittime di discriminazione di segnalare in maniera protetta gli abusi subiti, attivando una rete di presa in carico e supporto”.








