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22 Giugno 2026
22 Giugno 2026
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Bruno attacca l’Asp di Catanzaro sulla Casa della Salute di Chiaravalle: “Senza medici l’Ospedale di Comunità resta solo sulla carta”

Il capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale critica la trasformazione della struttura. Nel mirino la mancanza di programmazione e il ritardo nella sostituzione del personale sanitario

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Nuovo affondo sulla sanità territoriale calabrese da parte del capogruppo di Tridico Presidente in Consiglio regionale, Enzo Bruno, che interviene dopo la delibera dell’Asp di Catanzaro relativa alla trasformazione della Casa della Salute di Chiaravalle Centrale in Ospedale di Comunità.

Una decisione che, secondo il consigliere regionale, rischia di restare priva di effetti concreti se non accompagnata da un adeguato rafforzamento degli organici. “L’Asp di Catanzaro annuncia l’Ospedale di Comunità di Chiaravalle, ma continua a non rispondere alle domande sulle carenze di personale che da anni stanno impoverendo i servizi del territorio”, afferma Bruno.

Il nodo del personale: “Emergenza ignorata da anni”

Al centro delle critiche del consigliere regionale c’è la questione della progressiva riduzione del personale sanitario e la mancata sostituzione delle figure andate in pensione. Secondo Bruno, il problema viene da tempo segnalato attraverso interrogazioni e richieste di chiarimento rimaste senza riscontro. “Da mesi ho presentato interrogazioni e richieste di chiarimento che evidenziavano criticità precise, ma ad oggi non sono arrivate risposte puntuali”, sottolinea.

“Strutture nuove, ma servizi sempre più deboli”

Per il capogruppo di Tridico Presidente, il rischio è che la riorganizzazione delle strutture sanitarie territoriali non si traduca in un reale miglioramento dell’assistenza.

La trasformazione della Casa della Salute in Ospedale di Comunità viene letta come parte di un processo che, senza adeguati interventi sul personale, rischia di essere solo formale. “La questione centrale è la progressiva riduzione del personale e la mancata sostituzione delle figure professionali andate in pensione”, ribadisce Bruno.

Le criticità della struttura di Chiaravalle

Nel dettaglio, il consigliere regionale richiama una serie di problemi che riguarderebbero la struttura sanitaria. Tra questi, la radiologia operativa con un solo tecnico in servizio da anni, il Punto unico di accesso con un’organica ridotta all’essenziale, il consultorio privo di ginecologo da mesi e il progressivo ridimensionamento del SerD. “La sintesi è semplice: man mano che dirigenti, medici e operatori vanno in quiescenza, i servizi si indeboliscono”, afferma.

“Rischio di strutture senza contenuti”

Bruno punta poi il dito contro il modello di programmazione sanitaria, ritenuto insufficiente a garantire continuità assistenziale. Secondo il consigliere regionale, i piani del fabbisogno non riuscirebbero a prevenire i vuoti d’organico, con conseguenze dirette sulle liste d’attesa e sulla qualità dei servizi.

Gli specialisti che lasciano il servizio non verrebbero sostituiti con tempestività, mentre in diversi casi le attese per le prestazioni sanitarie supererebbero ormai i dodici mesi.

L’affondo finale: “Serve una svolta strutturale”

Nel suo intervento, Bruno estende la criticità all’intero sistema sanitario regionale, evidenziando un rischio diffuso per molte strutture territoriali. “Il rischio non riguarda soltanto Chiaravalle ma molte strutture della Calabria: ritrovarsi con edifici e investimenti infrastrutturali, ma senza le professionalità necessarie per renderli operativi”, afferma.

E conclude con un giudizio netto: “In altre parole, strutture sanitarie senza contenuti. È questa la vera emergenza che Regione e Aziende sanitarie devono affrontare”.

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