23 Giugno 2026
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Fuga dalla Calabria, l’affondo di Baldino: “In Calabria la beffa dei posti letto d’oro, fondi Pnrr usati per studentati di lusso”

La Vicepresidente del Movimento 5 Stelle attacca il governo sul dramma dello svuotamento del Sud. In Calabria una stanza pubblica costa il doppio del mercato privato. Pronto un caso in Parlamento

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La Calabria e l’intero Mezzogiorno continuano a subire un’emorragia demografica ed economica che rischia di compromettere il futuro stesso del territorio. Il Sole 24 Ore certifica che dal 2019 il Mezzogiorno ha perso 313 mila giovani tra i 18 e i 35 anni. Un dato allarmante che fotografa una fuga di cervelli senza sosta.
A sollevare il caso con durezza è la parlamentare e Vicepresidente M5S Vittoria Baldino: “Tra questi ci sono migliaia di studenti e laureati costretti a lasciare il Sud perché non trovano opportunità, servizi e condizioni adeguate per costruire il proprio futuro. La risposta del governo Meloni è disarmante”.

L’allarme di Baldino su autonomia e PNRR

Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, l’azione dell’esecutivo si muove in una direzione diametralmente opposta rispetto ai reali bisogni delle regioni meridionali, creando nuove e profonde disuguaglianze.
“Da una parte – dice – si prepara a firmare le pre-intese sull’autonomia differenziata, che rischiano di ampliare ulteriormente i divari territoriali. Dall’altra, come emergerebbe da un’inchiesta giornalistica condotta da Chora e Will, utilizza risorse del PNRR destinate agli alloggi universitari per finanziare, in molti casi, strutture con canoni che restano fuori dalla portata della maggioranza degli studenti”.

Lo scandalo dei canoni in Calabria

Il paradosso diventa lampante proprio analizzando la situazione calabrese, dove i prezzi delle residenze pubbliche finanziate dall’Europa superano in modo clamoroso quelli del mercato immobiliare standard. In Calabria affittare una stanza singola in uno studentato finanziato con il Pnrr costa 466 euro, mentre il prezzo medio di una singola sul mercato è di 247 euro.
Su questo punto la denuncia di Vittoria Baldino si fa categorica: “È inaccettabile che fondi pubblici pensati per garantire il diritto allo studio possano trasformarsi in un sostegno a studentati destinati a una clientela di lusso. Se uno studente continua a non potersi permettere una stanza significa che stiamo finanziando immobili non il diritto allo studio”.

L’interrogazione parlamentare contro il business immobiliare

La battaglia della Vicepresidente M5S si sposterà adesso direttamente a Roma, con l’obiettivo di chiedere conto al ministero competente della gestione di questi fondi e di pretendere trasparenza sui controlli.
“Per questo presenterò un’interrogazione parlamentare – incalza la vicepresidente del M5S – per chiedere al Governo quanti dei posti letto finanziati con il PNRR siano realmente accessibili agli studenti con redditi medio-bassi, quali siano i canoni praticati e quali controlli siano stati effettuati sull’effettiva finalità sociale della misura”.

Le conclusioni della Vicepresidente M5S

L’analisi finale tracciata dalla parlamentare calabrese mette in guardia sui rischi a lungo termine di una politica che trascura il diritto allo studio, trasformandolo in una pura operazione speculativa.
“Un Paese che costringe i giovani ad andare via non costruisce il futuro: lo esporta. E un Paese che trasforma il diritto allo studio in un business immobiliare – conclude la parlamentare calabrese – rinuncia a trattenere proprio quelle energie di cui avrebbe più bisogno”.

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