24 Giugno 2026
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Ceravolo, 130 gol in carriera e l’orgoglio calabrese: “La mia terra è meravigliosa ma difficile, lì nessuno ti regala niente”

Dalla Reggina all’Atalanta fino alla magia del Benevento, l’ex attaccante di Locri si racconta al podcast UnoXDue tra radici, sacrificio e la storica promozione in Serie A

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Ospite del podcast UnoXDue, condotto da Antonello Santopaolo insieme ai tipster Il Ninja e Il Marziano, Fabio Ceravolo ha ripercorso alcuni dei passaggi più significativi della sua carriera, soffermandosi in particolare sul legame con la Calabria, con Locri e con la storica promozione in Serie A conquistata con il Benevento. L’ex attaccante di Reggina, Atalanta, Ternana, Parma e di tante altre piazze importanti del calcio italiano ha raccontato il suo percorso con sincerità, soffermandosi sia sul valore delle proprie origini sia su una delle stagioni più belle della sua carriera.

La Calabria, terra dura che forma il carattere

Parlando della Calabria, Ceravolo ha messo al centro il rapporto profondo con la propria terra, definendola un contesto duro ma capace di formare carattere, identità e spirito di sacrificio. Un legame che, ancora oggi, resta fortissimo.

«La Calabria è una terra meravigliosa ma difficile. È una terra che ti insegna che, se non ti dai da fare e non ti rimbocchi le maniche, nessuno ti regala niente. Chi riesce a emergere da lì se lo conquista da solo», ha spiegato Ceravolo, sottolineando come le difficoltà siano diventate nel tempo una spinta in più, più che un ostacolo.

Il legame con Locri e le radici mai dimenticate

L’ex attaccante ha poi aggiunto anche un pensiero legato al suo paese, Locri, e al rapporto che continua ad avere con le proprie radici nonostante gli anni passati lontano dalla Calabria. Un sentimento di appartenenza che resta vivo anche oggi, quando vive al Nord, e che lo porta a condividere spesso immagini e ricordi della sua terra, con l’orgoglio di chi non ha mai voluto dimenticare da dove è partito.

La magia di Benevento e la stagione della Serie A

Un’altra parte fondamentale della sua carriera è arrivata però quando Ceravolo ha parlato dell’esperienza al Benevento, una delle tappe più belle e significative del suo percorso. L’attaccante ha ricordato la chiamata ricevuta da Marco Baroni mentre si trovava in vacanza a Gallipoli e la sensazione, già dal ritiro, che quella squadra potesse diventare qualcosa di speciale.

«Al Benevento vivemmo una stagione magica. C’era davvero qualcosa di particolare, quasi di irreale. Eravamo protagonisti noi, ma anche lo staff, i direttori e tutto l’ambiente. Sin dall’inizio ho capito che la società aveva potenziale e che poteva nascere una stagione importante», ha raccontato Ceravolo, ricordando anche il valore del presidente Vigorito e la qualità del gruppo costruito in estate.

Ciciretti, Viola e il gruppo che scrisse la storia

Nel suo racconto non sono mancati i riferimenti ai compagni di squadra di quella annata, tra cui Amato Ciciretti e Nicolas Viola, elementi che contribuirono a creare un gruppo solido, ambizioso e capace di trasformare una neopromossa in una squadra destinata a scrivere una pagina storica del calcio italiano.

Orgoglio calabrese e sacrificio

Con le sue parole, Ceravolo ha unito due anime della sua storia: l’orgoglio calabrese e la magia di Benevento. Due passaggi diversi, ma entrambi fondamentali per capire la carriera di un attaccante che ha vissuto il calcio con sacrificio, continuità e una forte identità personale.

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