La tradizione gelatiera calabrese ottiene una prestigiosa consacrazione internazionale, inserendosi a pieno titolo nell’élite della gastronomia mondiale. Il celebre atlante online del cibo, TasteAtlas, ha pubblicato nel giugno 2026 la graduatoria aggiornata dei migliori Frozen Desserts del pianeta, e il Tartufo di Pizzo ha conquistato una posizione di assoluto rilievo. Basandosi su un rigido campionamento che ha preso in esame 97.422 valutazioni valide a fronte di 2.274 dessert registrati nel database globale, la specialità artigianale napitina si è posizionata al 58° posto della classifica mondiale. Restringendo il campo alle eccellenze di casa nostra, il Tartufo agguanta una straordinaria sesta posizione nella top ten dei migliori prodotti della gelateria e della pasticceria italiana.
Dalla fortuita intuizione di Don Pippo al mito internazionale
La genesi di questo trionfo affonda le radici nella storia imprenditoriale del secondo dopoguerra, quando nel 1940 il maestro pasticciere Dante Veronelli rilevò da Pasquale Jennarelli lo storico Gran Bar Excelsior nel cuore di Pizzo, ribattezzato in seguito Gelateria Dante. Per consolidare l’attività, Veronelli scelse come socio un giovane e talentuoso pasticciere messinese, Giuseppe De Maria, passato alla storia locale come “Don Pippo”, il quale ereditò la gestione esclusiva del locale alla scomparsa del partner. Fu proprio Don Pippo, intorno al 1952, a dare vita al mito culinario per puro caso. Trovatosi improvvisamente senza stampi e forme per confezionare il gelato sfuso destinato agli invitati di un banchetto nuziale, il maestro modellò nell’incavo della propria mano una porzione di gelato alla nocciola sopra uno strato al cioccolato, inserendo al centro del cioccolato fuso e avvolgendo l’impasto in un foglio di carta alimentare da zucchero. Dopo il passaggio in abbattitore per il raffreddamento, nacque la sfera grezza destinata a rivoluzionare il comparto.
Il valore del brand artigianale oltre le tutele formali
Il piazzamento internazionale assume un valore ancora più significativo se si analizza il quadro normativo in cui si muove il prodotto. Ad oggi, infatti, il Tartufo di Pizzo non gode ancora di alcun riconoscimento formale attraverso un Marchio di Tutela dell’Unione Europea, come la Dop o l’Igp, ma risulta inserito esclusivamente nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.) redatto su base annuale dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Nonostante l’assenza di una blindatura giuridica comunitaria, la forza del marchio e la reputazione del prodotto hanno raggiunto una penetrazione commerciale tale da innescare la nascita di innumerevoli imitazioni sul mercato globale. Al contempo, i maestri gelatieri locali hanno sviluppato negli anni varianti innovative che prevedono l’utilizzo di ingredienti pregiati come pistacchio, mandorle, noci e amarena, senza tuttavia scalfire l’identità e il rigore filologico della ricetta originale di Don Pippo.








