26 Giugno 2026
26 Giugno 2026
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Pace fiscale comunale a Vibo Valentia: come rottamare tributi, multe e cartelle. La guida pratica

Dal 2016 al 2023 per i carichi Soget, dal 2000 al 2017 per quelli Ader: domande, scadenze, rate e rischi di decadenza per i contribuenti. Ecco tutto ciò che c'è da sapere

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Lunedì 22 giugno, con l’approvazione del relativo regolamento da parte del Consiglio comunale, anche il Comune di Vibo Valentia ha aderito alla rottamazione quinquies, cioè alla definizione agevolata dei tributi locali, per le posizioni riferite al periodo dal 2016 al 2023 affidate all’attuale concessionario della riscossione per Vibo Valentia, SO.G.E.T. S.p.A.

Non solo. Il Consiglio comunale ha anche aderito alla rottamazione di Agenzia delle Entrate-Riscossione, cioè l’ex Equitalia, che consente di definire carichi più risalenti, dal 2000 e fino al 31 dicembre 2017, per i tributi locali affidati ad ADER. Proviamo ad aiutare i contribuenti che hanno pendenze con il Comune di Vibo Valentia e vogliono definirle con un vademecum in stile domanda-risposta.

PARTE PRIMA

Definizione agevolata comunale tramite SO.G.E.T.

1. Che cos’è la definizione agevolata comunale?

“È la possibilità concessa ai contribuenti di estinguere alcuni debiti verso il Comune di Vibo Valentia pagando:

• il capitale dovuto;
• le spese di notifica;
• le spese per eventuali procedure cautelari o esecutive.

Non devono invece essere pagati, nei limiti previsti dal regolamento:

• le sanzioni;
• gli interessi.

In sostanza, il contribuente può chiudere la propria posizione debitoria pagando il tributo o l’entrata principale, ma risparmiando sulle somme accessorie maturate nel tempo.”

2. Quali tributi e quali entrate comunali possono essere rottamati?

“La definizione agevolata comunale riguarda le entrate comunali riferite a:

• IMU;
• TARI;
• servizio idrico;
• CUP, cioè Canone unico patrimoniale.

Rientrano nella misura i debiti relativi al periodo dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2023, purché risultanti da specifici atti di riscossione.”

3. Quali atti devono esistere perché il debito sia definibile?

“Il debito deve risultare da almeno uno dei seguenti atti:

• ingiunzione di pagamento emessa entro il 31 dicembre 2023;
• accertamento esecutivo emesso entro il 31 dicembre 2023.

Non basta, quindi, avere genericamente un debito verso il Comune: occorre che il debito sia contenuto in una ingiunzione di pagamento o in un accertamento esecutivo rientrante nel periodo previsto.”

4. Si può rottamare anche un solo debito contenuto in un atto?

“Sì. La definizione agevolata può riguardare anche il singolo debito incluso in una ingiunzione di pagamento o in un accertamento esecutivo.”

5. Quali debiti sono esclusi?

“Sono esclusi dalla definizione agevolata i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.”

6. Come si presenta la domanda?

“Il contribuente deve presentare una specifica istanza tramite PEC al concessionario SO.G.E.T. S.p.A. all’indirizzo definizioneagevolata@sogetspa.it

La domanda deve essere presentata utilizzando l’apposito modello predisposto dal Comune, che sarà scaricabile dal sito istituzionale dell’Ente.”

7. Cosa bisogna allegare alla domanda?

“Alla domanda occorre allegare l’atto per il quale si chiede la definizione agevolata, cioè, ad esempio:

• l’ingiunzione di pagamento;
• l’accertamento esecutivo;
• eventuali atti collegati utili a identificare correttamente il debito.

Nella domanda il contribuente deve anche indicare se intende pagare in unica soluzione o a rate.”

8. Entro quando SO.G.E.T. risponderà al contribuente?

“Una volta ricevuta la domanda, SO.G.E.T. dovrà comunicare al contribuente, entro il 30 settembre 2026:

• l’ammontare complessivo delle somme dovute;
• l’importo sgravato da sanzioni e interessi;
• le modalità di pagamento;
• in caso di rateizzazione, l’importo delle singole rate;
• il giorno e il mese di scadenza di ciascuna rata;
• l’eventuale diniego totale o parziale della definizione agevolata.”

9. Cosa si risparmia aderendo alla definizione agevolata?

“Il contribuente risparmia le somme dovute a titolo di:

• sanzioni;
• interessi.

Restano invece dovuti:

• il capitale, cioè il tributo o l’entrata principale;
• le spese di notifica;
• le spese per procedure esecutive o cautelari eventualmente maturate.

Esempio: se un contribuente ha un debito TARI formato da capitale, sanzioni, interessi e spese, con la definizione agevolata pagherà il capitale e le spese, ma non sanzioni e interessi.”

10. È possibile pagare in un’unica soluzione?

“Sì. Il pagamento in unica soluzione deve essere effettuato entro il 31 dicembre 2026.”

11. È possibile pagare a rate?

“Sì. Il regolamento prevede la possibilità di pagare fino a un massimo di 8 rate trimestrali.

Le scadenze previste sono:

• 31 ottobre 2026;
• 31 gennaio 2027;
• 30 aprile 2027;
• 31 luglio 2027;
• 31 ottobre 2027;
• 31 gennaio 2028;
• 30 aprile 2028;
• 31 luglio 2028.

L’importo minimo di ogni rata non può essere inferiore a 100 euro.”

12. Sulle rate sono dovuti interessi?

“Sì. In caso di pagamento rateale, alle rate successive alla prima si applicano gli interessi al tasso legale maggiorato del 3% annuo, a decorrere dal giorno successivo alla scadenza della prima rata.

Nel 2026 il tasso legale è pari all’1,60%; quindi, per l’anno in corso, il tasso applicabile risulta pari al 4,60%.”

13. Si possono compensare i debiti con eventuali crediti tributari?

“No. Il regolamento esclude la compensazione con eventuali crediti tributari del debitore.”

14. Chi ha già una rateizzazione in corso può aderire?

“Sì. Possono aderire anche i contribuenti che hanno già pagato parzialmente il debito, anche a seguito di precedenti provvedimenti di rateizzazione.

In questo caso, però, le somme già versate a titolo di sanzioni e interessi restano acquisite e non vengono rimborsate.”

15. Cosa succede alle rate già in corso?

“Dopo la presentazione della domanda di definizione agevolata, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni sono sospesi, limitatamente ai debiti oggetto della domanda, fino alla scadenza della prima o unica rata della definizione.

Il pagamento della prima rata o dell’unica rata comporta la revoca automatica dell’eventuale precedente piano di rateizzazione ancora in essere, limitatamente ai debiti definibili.”

16. Cosa succede se non pago una rata?

“Se il contribuente non paga, paga in modo insufficiente o paga con ritardo superiore a cinque giorni rispetto alla scadenza stabilita, la definizione agevolata decade e non produce effetti.

In questo caso:

• il beneficio viene perso;
• tornano dovuti sanzioni e interessi secondo le regole ordinarie;
• le somme già versate sono trattenute come acconto sul debito complessivo.

È quindi importante scegliere un piano di pagamento sostenibile.”

17. Dopo la domanda possono essere avviate nuove azioni esecutive?

“Per i debiti definibili, dopo la presentazione della domanda, SO.G.E.T. non può:

• avviare nuove azioni esecutive;
• iscrivere nuovi fermi amministrativi;
• iscrivere nuove ipoteche;
• proseguire procedure di recupero coattivo già avviate, se non si è ancora tenuto il primo incanto con esito positivo.

Restano salvi i fermi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della domanda.”

18. Se c’è un contenzioso pendente, si può aderire?

“Sì, ma il contribuente deve indicare nella domanda l’esistenza del giudizio pendente e deve assumere l’impegno a rinunciare al contenzioso.

La rinuncia deve essere depositata nei trenta giorni successivi alla scadenza del pagamento della prima o unica rata, allegando la quietanza di pagamento.”

19. Cosa succede se non dichiaro il contenzioso o non deposito la rinuncia?

“La mancata indicazione del giudizio pendente o il mancato deposito della rinuncia comportano l’inefficacia della definizione agevolata con riferimento ai debiti oggetto del contenzioso.

Le somme eventualmente versate restano acquisite come acconto sul debito complessivo.”

20. Se SO.G.E.T. rigetta la domanda, cosa succede?

“SO.G.E.T. può comunicare un diniego totale o parziale.

In caso di diniego totale, il debito resta dovuto secondo le regole ordinarie.

In caso di diniego parziale, la definizione potrà operare solo per i debiti ammessi, mentre per gli altri continueranno ad applicarsi le regole ordinarie.”

21. Posso chiedere la rottamazione se non ho più copia dell’atto?

“Per la procedura SO.G.E.T., il regolamento richiede di allegare l’atto per il quale si chiede la definizione.

Se il contribuente non ha più copia dell’atto, dovrebbe richiederne copia al concessionario o agli uffici competenti prima di presentare la domanda, in modo da identificare correttamente la posizione debitoria.”

PARTE SECONDA

Rottamazione ADER per i tributi locali del Comune di Vibo Valentia

22. La rottamazione comunale SO.G.E.T. è la stessa cosa della rottamazione ADER?

“No. Sono due procedure distinte.

La definizione agevolata comunale riguarda i debiti gestiti da SO.G.E.T. e risultanti da ingiunzioni di pagamento o accertamenti esecutivi.

La rottamazione ADER riguarda invece i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, cioè le cartelle o i carichi iscritti a ruolo gestiti da ADER.

Il contribuente deve quindi verificare se il proprio debito è gestito da SO.G.E.T. oppure da Agenzia delle Entrate-Riscossione.”

23. Il Comune di Vibo Valentia ha aderito anche alla rottamazione ADER?

“Sì. Il Comune di Vibo Valentia ha aderito alla cosiddetta rottamazione quinquies ADER per i tributi locali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Secondo l’adesione comunale, la misura riguarda i carichi relativi ai tributi locali dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017.”

24. Quali debiti locali possono rientrare nella rottamazione ADER?

“Possono rientrare i debiti locali affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, secondo il perimetro stabilito dall’adesione del Comune.

A titolo esemplificativo, possono rientrare:

• IMU;
• TARI;
• altri tributi locali affidati ad ADER;
• entrate locali affidate alla riscossione nazionale;
• sanzioni amministrative, comprese quelle relative al Codice della strada.”

25. Le multe stradali rientrano nella rottamazione ADER?

“Sì. La rottamazione ADER include anche le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada, se affidate ad Agenzia delle Entrate-Riscossione e se rientranti nel periodo deliberato.

Tuttavia, per le multe stradali il beneficio non consiste nella cancellazione della sanzione principale.

In pratica, il contribuente deve pagare la multa originaria, mentre il vantaggio riguarda l’eliminazione degli interessi, delle maggiorazioni e delle somme accessorie previste dalla normativa sulla riscossione.”

26. Cosa si risparmia con la rottamazione ADER?

“Per i tributi locali affidati ad ADER, il contribuente può beneficiare dell’abbattimento di:

• sanzioni;
• interessi;
• interessi di mora;
• somme accessorie e aggio, nei limiti previsti dalla disciplina applicabile.

Restano dovuti:

• il capitale;
• le spese di notifica;
• le eventuali spese per procedure esecutive.”

27. Come faccio a capire se devo presentare domanda a SO.G.E.T. o ad ADER?

“Bisogna guardare l’atto ricevuto.

Se l’atto è una ingiunzione di pagamento o un accertamento esecutivo gestito da SO.G.E.T., la domanda va presentata a SO.G.E.T. via PEC all’indirizzo definizioneagevolata@sogetspa.it

Se invece si tratta di una cartella di pagamento, di un avviso di intimazione o di un carico affidato ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, occorre seguire la procedura sul portale ADER.”

28. Come si aderisce alla rottamazione ADER per i tributi locali?

“Per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, la domanda non deve essere inviata al Comune né a SO.G.E.T.

L’adesione dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica, attraverso il sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione, secondo le istruzioni operative che ADER renderà disponibili.

Per la rottamazione degli enti territoriali, la finestra temporale indicata è dal 16 settembre 2026 al 31 ottobre 2026.”

29. Devo usare la PEC definizioneagevolata@sogetspa.it anche per ADER?

“No.La PEC definizioneagevolata@sogetspa.it serve solo per la definizione agevolata comunale gestita da SO.G.E.T., cioè per ingiunzioni di pagamento e accertamenti esecutivi relativi a IMU, TARI, servizio idrico e CUP.

Per i carichi ADER, invece, la procedura è online sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.”

30. Dove trovo l’elenco dei carichi ADER rottamabili?

“ADER renderà disponibili nell’area riservata del proprio sito i dati utili a individuare i carichi definibili.

Il contribuente dovrà accedere con le proprie credenziali digitali, ad esempio SPID, CIE o CNS, e verificare la presenza dei carichi riferibili al Comune di Vibo Valentia.”

31. Posso scegliere solo alcune cartelle ADER da rottamare?

“Di regola, le procedure di definizione agevolata ADER consentono al contribuente di selezionare i carichi per i quali intende presentare domanda.

È quindi importante verificare attentamente l’elenco dei debiti e scegliere consapevolmente quali includere nella domanda.”

32. Dopo la domanda ADER, cosa succede?

“Dopo la presentazione della domanda, Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà al contribuente:

• se la domanda è stata accolta;
• quali carichi sono stati ammessi;
• l’importo complessivo da pagare;
• le scadenze;
• i moduli o le modalità di pagamento;
• l’eventuale rigetto, totale o parziale.”

33. Come si paga la rottamazione ADER?

“Il pagamento potrà avvenire:

• in unica soluzione;
• oppure a rate, secondo il piano previsto dalla procedura ADER.

Per la rottamazione degli enti territoriali è previsto il pagamento in unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure, in alternativa, il pagamento rateale fino a un massimo di 54 rate bimestrali.”

34. Quali sono le scadenze delle rate ADER?

“Le rate bimestrali, secondo la disciplina indicata per la rottamazione degli enti territoriali, hanno scadenza nei seguenti mesi:

• gennaio;
• marzo;
• maggio;
• luglio;
• settembre;
• novembre.

Le date esatte saranno indicate nella comunicazione che ADER invierà al contribuente.”

35. Ci sono interessi sulle rate ADER?

“Sì.In caso di pagamento rateale, sono previsti interessi nella misura stabilita dalla disciplina applicabile, indicata nel 3% annuo.

Il contribuente dovrà comunque fare riferimento alla comunicazione ufficiale di ADER, che conterrà il piano di pagamento e gli importi di ciascuna rata.”

36. Cosa succede se non pago una rata ADER?

“In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento, il contribuente rischia la decadenza dalla definizione agevolata.

In caso di decadenza:

• vengono meno i benefici della rottamazione;
• tornano dovute le somme ordinarie;
• quanto già versato viene considerato acconto sul debito complessivo.”

37. La domanda ADER sospende le procedure esecutive?

“La presentazione della domanda può produrre effetti sulle procedure di riscossione relative ai carichi definibili, secondo quanto previsto dalla normativa applicabile.

Il contribuente, però, deve sempre verificare il proprio caso concreto, soprattutto se sono già in corso fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti o intimazioni di pagamento.”

38. Se ho già una rateizzazione ADER, posso aderire?

“In linea generale, anche chi ha una rateizzazione in corso può valutare l’adesione alla rottamazione, se il carico rientra tra quelli definibili.

L’adesione alla rottamazione può incidere sul precedente piano di pagamento. Per questo è opportuno verificare, prima della domanda, quali carichi si intendono includere e quali effetti si producono sulle rate già in corso.”

39. Se ho già pagato sanzioni o interessi, mi vengono restituiti?

“No, le somme già versate restano acquisite e non vengono rimborsate.

La definizione agevolata opera sulle somme ancora dovute e non comporta normalmente la restituzione di quanto già pagato.”

40. Se ho un contenzioso pendente, posso aderire alla rottamazione ADER?

“Sì, ma l’adesione alla definizione agevolata può comportare l’obbligo o l’opportunità di rinunciare al giudizio relativo ai carichi definiti, secondo la disciplina applicabile.

Il contribuente deve quindi valutare attentamente la posizione con riferimento all’eventuale ricorso pendente.”

PARTE TERZA

Indicazioni pratiche finali

41. Cosa deve fare concretamente il contribuente?

“Il contribuente dovrebbe:

1. recuperare tutti gli atti ricevuti dal Comune, da SO.G.E.T. e da Agenzia delle Entrate-Riscossione;
2. verificare se si tratta di ingiunzioni, accertamenti esecutivi o cartelle ADER;
3. controllare l’anno del tributo o del carico;
4. verificare se il debito riguarda IMU, TARI, servizio idrico, CUP, multe stradali o altre entrate locali ammesse;
5. individuare il soggetto che gestisce il debito;
6. scegliere se pagare in unica soluzione o a rate;
7. presentare la domanda con attenzione, allegando gli atti richiesti ove previsto;
8. rispettare puntualmente le scadenze di pagamento.”

42. Cosa deve controllare il contribuente prima di inviare la domanda?

“Prima di inviare la domanda, il contribuente dovrebbe controllare:

• se il debito è comunale;
• se riguarda IMU, TARI, servizio idrico, CUP, multe o altre entrate locali;
• l’anno di riferimento;
• il soggetto che gestisce il debito;
• il tipo di atto ricevuto;
• l’importo del capitale;
• l’importo di sanzioni e interessi;
• eventuali giudizi pendenti;
• eventuali rateizzazioni in corso;”

43. Cosa deve fare chi ha ricevuto più atti?

“Chi ha ricevuto più atti deve valutarli singolarmente.

È possibile che alcuni debiti siano definibili e altri no.

È anche possibile che alcuni debiti vadano trattati con la procedura SO.G.E.T. e altri con la procedura ADER.

Per questo è consigliabile preparare un elenco completo degli atti ricevuti, indicando per ciascuno:

• numero dell’atto;
• anno del tributo;
• tipo di entrata;
• importo richiesto;
• soggetto che procede alla riscossione;
• eventuale presenza di giudizio o rateizzazione.”

44. Qual è la regola più importante da ricordare?

“La regola più importante è questa: la rottamazione non si perfeziona con la sola domanda, ma con il pagamento. Il beneficio si conserva solo rispettando le scadenze.”

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