26 Giugno 2026
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Caro carburanti sotto la lente del Codacons in Calabria: “Stangata non era un’impressione, i dati confermano le violazioni”

Il Codacons diffonde i dati ufficiali su controlli e verifiche, evidenziando 316 violazioni e 135 anomalie e chiedendo controlli più stringenti e sanzioni per le irregolarità sui prezzi di benzina e gasolio

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“No, non era allarmismo. Non era la solita protesta di chi si lamenta del prezzo del pieno”. Si apre così la posizione del Codacons, che interviene sul tema del caro carburanti in Calabria dopo la diffusione dei dati ufficiali trasmessi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dalla Guardia di Finanza e dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Secondo l’associazione, i numeri confermerebbero un quadro critico sul fronte della trasparenza dei prezzi dei carburanti.

I numeri dei controlli: 316 violazioni accertate

Negli ultimi dodici mesi, la Guardia di Finanza ha eseguito in Calabria 211 interventi in materia di trasparenza dei prezzi. Di questi, 79 hanno avuto esito irregolare. Le violazioni contestate complessivamente sono 316. Nel dettaglio, sono state rilevate 25 irregolarità legate alla mancata esposizione dei prezzi o alla difformità tra prezzi indicati e prezzi praticati, oltre a 291 inosservanze relative alla mancata trasmissione dei dati al portale “Osservaprezzi carburanti” del Mimit.

Le anomalie segnalate e le istruttorie avviate

Dal 19 marzo sono state analizzate 135 anomalie statistiche segnalate dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, con 8 istruttorie avviate su operatori attivi in Calabria. Il Ministero ha inoltre confermato che sono state trasmesse alla Guardia di Finanza 85 situazioni considerate critiche per la benzina e 50 per il gasolio.

Anche l’Antitrust, pur non accogliendo l’istanza del Codacons, ha evidenziato la delicatezza del dossier, sottolineando che la documentazione richiesta potrebbe interferire con eventuali attività di accertamento in corso.

Codacons: “Ora servono controlli e sanzioni”

“Adesso basta raccontare ai calabresi che è tutto normale”, afferma il Codacons per voce di Francesco Di Lieto. Secondo l’associazione, l’aumento dei prezzi dei carburanti si inserirebbe in un contesto strutturale che penalizza la mobilità in Calabria. “Il caro carburanti non è una semplice oscillazione di mercato – sostiene Di Lieto – è una tassa silenziosa sulla distanza, sulla povertà infrastrutturale, sulla fatica quotidiana di chi deve muoversi per lavorare, studiare e vivere”.

La richiesta di un tavolo regionale

Il Codacons chiede l’apertura di un tavolo regionale sul caro carburanti e un rafforzamento dei controlli su distributori e operatori del settore. “Chi ha violato le regole deve essere sanzionato. Chi ha approfittato dell’opacità deve risponderne”, si legge nella nota. L’associazione sollecita inoltre Regione Calabria, Prefetture, Guardia di Finanza, Mimit e Antitrust a trasformare gli accertamenti in misure concrete di tutela per i consumatori.

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