25 Giugno 2026
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La sanità come motore urbano di Catanzaro: il rilancio del Pugliese e la sfida del modello integrato (FOTO)

Dal dibattito sul futuro dell’Aou “Dulbecco” una proposta di visione: centralità del presidio storico, integrazione con Germaneto e un nuovo paradigma tra prossimità, sostenibilità e rigenerazione urbana

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*di Cristopher Cavur

Nelle ultime settimane, la città di Catanzaro è stata attraversata da un dibattito intenso, vibrante e profondamente sentito sul futuro della nostra sanità e, di conseguenza, sul modello di sviluppo urbano del Capoluogo. Un confronto che ha visto la partecipazione attiva del nostro Comitato, di diverse sigle associative, di gran parte della compagine politica nonché di autorevoli rappresentanti della politica locale. Di fronte a tanta partecipazione, in qualità di progettista chiamato a operare nella sfera civica, mi sento di fare una prima, fondamentale affermazione: il nostro obiettivo principale è stato raggiunto. La nostra mobilitazione non è mai nata con l’intento di anteporre con arroganza un’idea a un’altra, né di ingaggiare una sterile prova di forza con quanto già pianificato dalla Regione Calabria o con l’iter del DOCFAP affidato alla Fondazione POLIMI.

Non un vezzo nostalgico

Il nostro vero traguardo era squarciare il velo del silenzio; stimolare una riflessione profonda sul domani di Catanzaro, su come questa città debba espandersi, respirare e servire i propri abitanti. Volevamo ricordare che la pianificazione urbana non è una mera formula matematica, ma la traduzione fisica dei bisogni di una comunità. E la risposta della città è arrivata, forte e chiara: i cittadini vogliono assolutamente il mantenimento dell’ospedale Pugliese Ciaccio.

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La nostra riflessione è incentrata sul valore della Centralità e della Memoria. Questo indirizzo  non è un vezzo nostalgico, ma una scelta urbanistica e sociale lungimirante. Mantenere il “Pugliese” significa rispettare la memoria storica del Capoluogo, con la consapevolezza che quella struttura possiede ancora un enorme potenziale di riqualificazione a servizio del nucleo urbano consolidato e dell’intero comprensorio. Parallelamente, una corretta visione di insieme ci impone di guardare al Polo Universitario di Germaneto con la giusta prospettiva. Sarebbe un grave errore urbanistico e funzionale irrigidire il campus o, peggio, comprometterne le future linee di espansione ingolfandolo con una gigantesca struttura ospedaliera generalista. La vocazione di Germaneto è un’altra: deve crescere come cittadella della ricerca, della didattica e dell’alta specializzazione. Questo è ciò che merita una città capoluogo.  La tendenza internazionale della moderna pianificazione sanitaria ci insegna proprio questo: “nuovo e fuori città” non è sinonimo di migliore. Le grandi capitali europee e le metropoli italiane investono centinaia di milioni per potenziare i poli storici nel cuore della città, come dimostrano il Nuovo Policlinico di Milano o il campus parigino di Renzo Piano. Al contrario, i casi di massiccia delocalizzazione periferica — si veda il modello toscano con i quattro nuovi poli di Prato, Pistoia, Lucca e Massa — hanno generato severe criticità strutturali e viabilistiche, innescando una spirale di svalutazione dei centri storici, spezzando l’indotto economico di interi quartieri e offrendo strutture spesso rigide e gravate da pesanti costi di gestione.

Tre strategie per il Futuro

Oggi inizia la fase della proposta. L’ AOU Dulbecco in generale e il polo Pugliese in particolare gode di ottima salute, supportata da un Piano Triennale dei Lavori Pubblici 2025-2027 un imponente e strategico programma di investimenti volto all’ammodernamento strutturale, edilizio e tecnologico dell’Azienda. Su queste basi solide, lanciamo tre sfide strategiche per il futuro:

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L’Hub della Sosta

  • È fondamentale risolvere l’annoso problema della sosta attraverso la realizzazione di nuove strutture multipiano nelle aree adiacenti al presidio attuale. Questo permetterà di decongestionare il traffico di superficie e garantire un accesso rapido e dignitoso a pazienti e dipendenti. Si profila, pertanto, un’opportunità strategica: ottimizzare l’intervento già inserito nel Programma Triennale dei Lavori Pubblici attraverso il ricorso al Project Financing. Tale strumento consentirebbe di rimodulare l’infrastruttura, elevando la capacità dell’anello di sosta dagli originari 400 stalli a circa 1.000 posti auto. Quest’ampia variante trasforma l’opera da mero parcheggio pertinenziale a vero e proprio hub di interscambio urbano. Il nuovo sistema, infatti, si configurerebbe come una risposta strutturale alla congestione veicolare dell’intero quartiere, assorbendo con efficacia i picchi di flusso antropico legati anche agli eventi del limitrofo Stadio ‘Nicola Ceravolo’.”

Il “Verde Terapeutico

  • La medicina moderna sta riscoprendo una verità fondamentale: l’architettura sanitaria non può prescindere dall’ambiente circostante. I migliori ospedali d’Europa oggi non vengono più progettati come monadi isolate, ma come organismi integrati nel tessuto naturale, capaci di valorizzare il concetto scientifico di “verde terapeutico”. Il benessere psicofisico del paziente, infatti, trae un beneficio diretto e misurabile dal contatto visivo e fisico con la natura.

Esempi d’eccellenza internazionali tracciano già questa rotta: Il nuovo Policlinico di Milano: concepito con un grande tetto giardino terapeutico, una vera e propria oasi di biodiversità a disposizione di pazienti e cittadini; Il Polo Universitario e Ospedaliero dell’Archistar Renzo Piano a Parigi: dove l’architettura si fonde con il paesaggio, ponendo la luce e il verde al centro del percorso di guarigione.

In questa visione d’avanguardia europea, l’Ospedale Pugliese di Catanzaro si trova in una posizione di straordinario e unico vantaggio. La sua immediata contiguità con il Parco della Biodiversità Mediterranea non è un semplice dettaglio geografico, ma una monumentale opportunità strategica.

Creare un collegamento funzionale, visivo e pedonale tra le strutture di cura, e gli ettari di verde del Parco, significherebbe proiettare Catanzaro ai vertici dell’edilizia sanitaria sostenibile. Qui l’obiettivo è quello di trasformare l’area ospedaliera in un vero e proprio campus della salute, dove il Parco della Biodiversità diventa l’estensione naturale — e terapeutica — dei reparti ospedalieri. Un’occasione irripetibile per dimostrare che l’eccellenza medica passa anche attraverso la lungimiranza urbanistica.

Il “Corridoio della Salute”

Per attuare una reale integrazione tra i due poli dell’Azienda Dulbecco, proponiamo la strutturazione di un nuovo asse viario strategico. L’obiettivo è connettere il presidio Pugliese e il polo di Germaneto in meno di 8 minuti, garantendo un collegamento vitale sia per i flussi d’emergenza delle ambulanze sia per la cittadinanza. Il tracciato si sviluppa a partire dal Polo Pugliese per innestarsi sulla Tangenziale Ovest, in corrispondenza del Viadotto Bisantis, dove si prevede la progettazione di una nuova uscita dedicata. Da qui, l’itinerario attraversa la zona di Via Molè e l’area dell’ex Cementificio nel Rione De Filippis, da cui si dipana il nuovo asse di collegamento diretto capace di condurci fino al Policlinico Universitario di Germaneto. Da un punto di vista strettamente tecnico, il principale punto di forza di questa soluzione risiede nella capacità di bypassare completamente le gallerie del Sansinato — un imbuto logistico cronico, storicamente penalizzato da rallentamenti e cantieri stradali. Evitando questa criticità, l’intervento configura una vera e propria “corsia preferenziale della salute”, un’infrastruttura fluida che salda finalmente l’anima assistenziale della città a quella della ricerca scientifica.

Catanzaro Pugliese Dulbecco tre

Il Presidio Ciaccio: Il Dialogo tra Contemporaneità e Storia

Qualora, in futuro, si rendesse necessario realizzare nuove volumetrie, l’intervento dovrebbe concentrarsi all’interno delle aree storicamente destinate alle funzioni ospedaliere, valorizzando gli spazi ancora disponibili del Presidio Ciaccio, tra le strutture sanitarie più antiche e significative della città. Una scelta che consentirebbe di coniugare tutela della memoria storica e sviluppo futuro. In questa “prospettiva” si colloca l’ipotesi di ampliamento del complesso attraverso l’inserimento di architetture contemporanee, caratterizzate da materiali leggeri e trasparenti, capaci di dialogare armoniosamente con l’edificio storico sia sotto il profilo funzionale che percettivo.

Elemento di particolare valore è il rapporto con il contiguo Parco della Biodiversità, che può assumere un ruolo strategico in una visione integrata di rigenerazione urbana e sanitaria. La connessione con il sistema del verde favorisce infatti la realizzazione di percorsi terapeutici, spazi per la riabilitazione e aree dedicate al benessere di pazienti, familiari e operatori, riconoscendo al paesaggio una funzione attiva nel processo di cura. La strategia proposta si fonda pertanto su un duplice approccio: da un lato la valorizzazione del patrimonio esistente, dall’altro una crescita controllata e sostenibile, capace di rispondere alle future esigenze sanitarie e tecnologiche. Una visione che configura il Presidio Ciaccio come un moderno polo sanitario integrato, in equilibrio tra innovazione, sostenibilità e identità storica.

Infine, siamo tutti tenuti a difendere la Nostra Storia. Abbiamo alle spalle una storia urbana e sanitaria di grande spessore e abbiamo il dovere morale di rispettarla. Questo significa mantenere una postura fiera e razionale, anche dinanzi a istituzioni talvolta distratte o a decisioni che rischiano di svuotare l’anima della nostra città. Catanzaro ha dimostrato di essere viva, cosciente del proprio valore spaziale e sociale. Noi continueremo a dare voce a questa visione progettuale, nella profonda convinzione che un Capoluogo forte sia quello capace di abbracciare le eccellenze del futuro senza mai tradire le radici del proprio presente.

*Architetto e Referente Tecnico del Comitato “L’Ospedale al Pugliese”

 

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