Il Santuario della Madonna della Montagna di Polsi è stato ufficialmente riaperto al culto al termine dei lavori di miglioramento sismico e di tutela dell’intero complesso sacro. L’intervento è stato finanziato nell’ambito del programma europeo NextGenerationEU – Pnrr, per un importo complessivo di circa 2,85 milioni di euro. La riapertura restituisce alla comunità un luogo centrale della devozione e dell’identità religiosa della diocesi di Locri-Gerace, segnando un passaggio significativo per l’intero territorio calabrese.
Il ritorno dei pellegrinaggi sui sentieri montani
Alla cerimonia di riapertura ha preso parte l’amministratore apostolico della diocesi, monsignor Francesco Oliva, che ha raggiunto il santuario percorrendo il sentiero di Sammaria, condividendo il cammino con i pellegrini. Numerosi fedeli hanno raggiunto Polsi attraverso i percorsi montani, resi nuovamente accessibili grazie agli interventi di Calabria Verde, che hanno permesso il ripristino della viabilità pedonale lungo i sentieri storici. Resta in attesa di completamento il tratto Cano-Polsi, per il quale si auspica una piena percorribilità entro la fine dell’anno anche per i mezzi di trasporto collettivo.
Un intervento di tutela e valorizzazione del patrimonio religioso
Il rito di riapertura è stato celebrato alla presenza delle autorità ecclesiastiche e civili, tra cui il rettore del santuario don Tonino Saraco, il parroco di San Luca don Gianluca Longo, il cancelliere don Lorenzo Santoro e il direttore dell’Ufficio liturgico don Nicola Commisso, oltre ai tecnici e ai membri del Consiglio di amministrazione del santuario. Presente anche il commissario prefettizio del Comune di San Luca, Antonio Rappucci, che ha espresso apprezzamento per la conclusione dei lavori nei tempi previsti, nonostante le difficoltà logistiche legate al contesto montano.
Secondo la diocesi, la riapertura del santuario rappresenta non solo un intervento strutturale, ma anche un segnale di continuità spirituale e di valorizzazione del patrimonio religioso e culturale dell’area aspromontana.










