24 Ottobre 2026
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Non è ancora laureato e sfida uno dei tumori più aggressivi: lo studio del giovane calabrese Emmanuel Pastore

Studia Biologia all’Università della Calabria ed è il primo autore di una ricerca internazionale sul glioblastoma. Grazie all’intelligenza artificiale, il lavoro individua le cellule tumorali che resistono alle cure e possono provocare la ricomparsa della malattia

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C’è il nome di uno studente calabrese in testa a una ricerca che prova a fare luce su uno dei meccanismi più insidiosi del glioblastoma, tra i tumori cerebrali più aggressivi e difficili da trattare. Si chiama Emmanuel Pio Pastore, frequenta il corso di laurea in Biologia all’Università della Calabria e, pur non avendo ancora completato il proprio percorso universitario, ha firmato come primo autore uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Computers in Biology and Medicine”. Al suo fianco c’è il professore di Genetica Francesco De Rango, che ha seguito il giovane ricercatore nel lavoro dedicato all’analisi delle cellule tumorali più resistenti alle terapie.

Le cellule che sopravvivono alle cure

La ricerca si concentra su una popolazione rara di cellule, pari a circa il 5-6% della massa tumorale, che riuscirebbe a resistere ai trattamenti e a favorire la ricomparsa della malattia. “Alcune cellule sembrano soccombere alle cure, ma in realtà sopravvivono in silenzio”, spiega Pastore. È proprio questa capacità di nascondersi e resistere a rendere il glioblastoma particolarmente difficile da contrastare. Le terapie possono ridurre la massa tumorale, senza però eliminare completamente le cellule capaci di riattivare la malattia.

L’intelligenza artificiale applicata a 40 geni

Per individuare queste cellule, il gruppo di ricerca ha sviluppato un modello di intelligenza artificiale basato sull’analisi di 40 geni. L’algoritmo assegna a ogni cellula una probabilità di appartenenza al gruppo più resistente. In prospettiva, questo sistema potrebbe aiutare i ricercatori a identificare con maggiore precisione le cellule responsabili delle recidive e a sviluppare trattamenti più selettivi. Pastore, però, invita a non attribuire all’intelligenza artificiale un ruolo che non le appartiene. “L’IA non è un fine, ma uno strumento. Un algoritmo può stimare un rischio, ma la decisione resta sempre nelle mani del clinico”.

Il professor De Rango: “Un traguardo raro”

Il risultato assume un valore ancora maggiore considerando che Pastore non ha ancora conseguito la laurea. Secondo il professore Francesco De Rango, riuscire a pubblicare come primo autore su una rivista scientifica internazionale di questo livello rappresenta “un traguardo raro”. La firma come primo autore certifica infatti il ruolo centrale svolto dallo studente nell’elaborazione della ricerca, nell’analisi dei dati e nella costruzione del modello scientifico.

Il tirocinio al Policlinico San Martino di Genova

Attualmente Pastore sta svolgendo un tirocinio presso la Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, dove può approfondire il rapporto tra ricerca biologica e applicazione clinica. Il suo percorso è iniziato nei laboratori dell’Università della Calabria e si sta sviluppando in alcuni dei principali ambienti scientifici italiani. È la storia di un giovane che non ha aspettato la laurea per iniziare a misurarsi con una delle sfide più complesse della medicina. E che, dalla Calabria, ha già portato il proprio nome nella ricerca internazionale contro il cancro.

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