23 Ottobre 2026
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Caro vita, la protesta continua a San Lucido. Lino Polimeni dà voce alle famiglie: “Con 800 euro al mese non si sopravvive”

Nel video del giornalista, le testimonianze di famiglie e lavoratori dopo la mobilitazione contro il caro carburanti. Nel mirino bollette, spesa e politica

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“Non è finito nulla”. È il messaggio che Lino Polimeni, nel video pubblicato sui propri canali social, rilancia dal presidio di San Lucido, nel Cosentino, per raccontare una protesta che, nelle parole dei partecipanti, non riguarda più soltanto autotrasportatori e agricoltori, ma anche il peso crescente del costo della vita sulle famiglie. Nel corso della diretta, Polimeni contesta l’attenzione riservata dai media nazionali alla mobilitazione e chiama in causa le istituzioni, chiedendo risposte alle difficoltà economiche denunciate dai manifestanti. Il filo conduttore degli interventi è la fatica di sostenere le spese quotidiane con redditi considerati insufficienti.
“Come si può pagare l’affitto, le bollette, fare la spesa e crescere i figli con 800 euro al mese?”, è la domanda che accompagna il racconto del presidio. Nel video vengono raccolte le testimonianze di cittadini che descrivono una situazione di crescente difficoltà, tra acquisti ridotti al minimo e spese essenziali sempre più difficili da sostenere.

“Con 700 euro non riesco nemmeno a comprare i farmaci“

Tra le testimonianze più significative c’è quella di una donna che racconta di vivere con circa 700 euro al mese e di avere problemi a sostenere le spese sanitarie. “Io sono malata, sono cardiopatica e non posso comprare i farmaci perché con 700 euro al mese non si arriva”, afferma durante il confronto con Polimeni. È una voce che riporta al centro della protesta il tema della vulnerabilità economica e delle difficoltà che possono incontrare le persone con redditi bassi nel far fronte contemporaneamente a spese alimentari, utenze e necessità sanitarie.

Nel video si parla anche del carrello della spesa, diventato il simbolo della rinuncia ai consumi quotidiani. Un’altra partecipante descrive le difficoltà nel garantire ai figli persino piccoli acquisti abituali, mentre altri interventi richiamano il rischio di non riuscire a mettere insieme pranzo e cena. Le dichiarazioni raccolte restituiscono il punto di vista dei presenti al presidio e non costituiscono, da sole, una rilevazione complessiva delle condizioni economiche della popolazione. Ma mostrano con chiarezza il disagio che i manifestanti intendono portare all’attenzione pubblica.

L’attacco alla politica e ai media nazionali

Nel corso del video, Polimeni rivolge parole dure ai rappresentanti delle istituzioni e ai principali mezzi d’informazione, accusati dai manifestanti di non dare sufficiente spazio alle ragioni della protesta. Nel mirino finiscono in particolare Rai e Mediaset, insieme al Governo e ai rappresentanti politici chiamati a intervenire sul caro vita. Polimeni contesta quella che considera una rappresentazione rassicurante della situazione economica, contrapponendole le difficoltà raccontate dalle persone incontrate a San Lucido. “La Rai non ci segue, Mediaset non ci segue, i politici se ne fottono di noi e noi non sappiamo arrivare a fine mese”, afferma una donna durante il collegamento.

Il giornalista richiama anche il tema della libertà di espressione, citando l’articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di manifestare il proprio pensiero. La rivendicazione è accompagnata dalla richiesta che la protesta venga raccontata e che le istanze dei cittadini trovino ascolto. Le accuse di censura e di intimidazione espresse nel filmato rappresentano la posizione di Polimeni e dei manifestanti; nel video non vengono presentati elementi indipendenti sufficienti a verificarle come fatti accertati.

Autotrasportatori, il malcontento continua dopo la rimozione dei blocchi

Un altro passaggio è dedicato agli autotrasportatori che hanno preso parte alle recenti mobilitazioni contro il caro carburanti. Nel filmato interviene un rappresentante della protesta di San Lucido, che esprime delusione per il trattamento ricevuto e sostiene che le difficoltà economiche della categoria non siano state superate. “Non siamo più arrabbiati, siamo delusi”, dichiara, prima di ribadire che dietro la mobilitazione ci sono lavoratori e padri di famiglia che faticano a sostenere i costi dell’attività.

Durante il video interviene anche Leonardo Golia, che si presenta come imprenditore della Sibaritide-Pollino e richiama il presidio organizzato lungo la strada statale 534, nell’area di Sibari. Golia racconta di aver contribuito alla gestione della mobilitazione e delle persone presenti, ma contesta quello che considera un trattamento ingiusto nei confronti dei manifestanti. L’imprenditore denuncia inoltre il continuo aumento del gasolio e indica un prezzo di 2,375 euro al litro presso alcune pompe utilizzate dagli autotrasportatori, sostenendo che il costo sarebbe destinato a salire ulteriormente nei giorni successivi. Il dato è quello riferito nel video e non è accompagnato da una verifica indipendente dei prezzi citati. Il messaggio condiviso dagli interventi è che la rimozione dei blocchi stradali non equivale alla soluzione delle difficoltà economiche che hanno alimentato la protesta.

“La mobilitazione continuerà”: annunciati nuovi spostamenti

Nel corso del collegamento, Polimeni annuncia che il percorso di testimonianza e mobilitazione proseguirà anche in altri luoghi. Tra le tappe citate nel video figura Sant’Onofrio, dove, secondo quanto riferito, altre famiglie e sostenitori attenderebbero il gruppo. Il tono del filmato si fa particolarmente acceso quando alcuni partecipanti evocano la possibilità di tornare a bloccare i camion e contestano le sanzioni e le minacce di provvedimenti denunciate durante la protesta. Si tratta di dichiarazioni dei manifestanti: dal video non è possibile stabilire quali iniziative verranno effettivamente organizzate né in quali forme.

Polimeni conclude ribadendo la volontà di continuare a raccontare il disagio del territorio e invitando il pubblico a condividere il filmato.
La richiesta che emerge dal presidio di San Lucido è rivolta soprattutto alle istituzioni: affrontare il caro vita, il costo dei carburanti e le difficoltà delle famiglie con misure concrete. Per i partecipanti, il ritorno alla normalità della circolazione non può rappresentare la conclusione di una vertenza che, secondo le loro testimonianze, resta ancora aperta.

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