A margine della presentazione degli interventi sul sistema idrico di Catanzaro svoltasi alla Cittadella regionale, le parole del presidente Roberto Occhiuto, che aveva lamentato una presunta carenza nei rappresentanti politici locali nel comunicare l’operato dell’amministrazione, hanno scatenato la dura reazione di Antonello Talerico, componente del Coordinamento e della Segreteria regionale di Forza Italia. L’esponente azzurro ha contestato l’impostazione del Governatore, rivendicando l’autonomia della funzione politica rispetto alle mansioni di comunicazione istituzionale e sottolineando un presunto sbilanciamento delle posizioni di governo a favore dei territori di Cosenza e Reggio Calabria, a scapito dell’area centrale che comprende Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.
“Quella frase merita una risposta, perché non riguarda una persona sola. Riguarda chi in questi anni ha fatto politica con Forza Italia, ma anche chi ha svolto comunque il ruolo di rappresentante politico anche di altri partiti. Partiamo da un equivoco. I rappresentanti politici, che siano consiglieri regionali o dirigenti di partito, non sono redattori di comunicati stampa incaricati di lodare il presidente e di sbrodolarlo di complimenti, come si vorrebbe. Sono figure politiche scelte dai cittadini per rappresentare un territorio. Se il presidente ha bisogno di qualcuno che racconti quello che abbiamo fatto, ha già uno staff della comunicazione pagato per questo. E anche molto bene”, dichiara Antonello Talerico. “Il secondo equivoco è più grave. Occhiuto parla di Catanzaro e basta. Dimentica Crotone e Vibo Valentia, come se l’area centrale finisse al capoluogo. Ed è proprio qui il punto. In questi anni i rappresentanti di Cosenza e di Reggio Calabria hanno avuto assessorati, incarichi di prestigio nel partito e ruoli istituzionali. Gli altri, da Crotone a Catanzaro, sono stati messi all’angolo ed hanno dovuto operare facendo miracoli. Proporre o chiedere interventi e progettazioni serie per il nostro territorio era impossibile e complicato (alla fine Occhiuto decideva(e decide) tutto da solo)”.
I pesi politici nel partito e le proposte legislative non attuate
Talerico evidenzia l’asimmetria tra il consenso elettorale raccolto dalle liste di Forza Italia nelle province centrali e l’attribuzione di deleghe d’incaricati o ruoli di responsabilità nelle partecipate e nel gruppo consiliare. L’esponente azzurro richiama l’attività legislativa svolta in Consiglio Regionale, citando la legge n° 14 del 18 marzo 2025 sul turismo open air, testo approvato per disciplinare il settore ricettivo all’aperto ma ancora in attesa dei decreti attuativi, e la proposta n° 411 presentata nel luglio 2025 per limitare il conferimento di rifiuti pericolosi esterni nel sito d’interesse nazionale di Crotone, sostando sull’assenza di supporto da parte dei vertici dell’esecutivo.
“I numeri parlano da soli. Alle regionali dello scorso anno Forza Italia nell’area centrale ha raccolto una valanga di voti. Nonostante ciò all’area centrale non è stato riconosciuto alcun ruolo o funzione. Nessun assessorato, nessun ruolo politico, nessun incarico istituzionale, nessun posto nelle società partecipate. Neanche la semplice presidenza del gruppo consiliare, prima andata a Reggio Calabria e ora al consigliere Pierluigi Caputo, eletto nella lista Forza Azzurri e non in quella di Forza Italia. Succede a tutti quelli che non sono di Cosenza o di Reggio Calabria e succede in particolare a chi milita in Forza Italia nel centro della Regione. L’impressione, ormai difficile da smentire, è che per Occhiuto l’area centrale vada impoverita anche nell’autorevolezza e nei ruoli dei suoi rappresentanti, così da evitare qualsiasi «fastidio». Lo stesso metodo lo abbiamo visto sabato scorso a Lamezia, quando si è riunito quello che i comunicati chiamano coordinamento regionale senza che fossero convocati i componenti della Segreteria regionale eletti al congresso del 17 maggio. Si decide in pochi, si comunica a cose fatte e poi ci si lamenta che i rappresentanti non rappresentano, anzi si chiede a costoro di fare qualche comunicato o al massimo di mettere un like sui post presidenziali”, prosegue il dirigente azzurro.
“Il presidente, del resto, non sa cosa abbiano fatto i suoi consiglieri. Faccio un esempio che conosco bene. Da consigliere regionale – tra le tante proposte di legge – ho proposto e fatto approvare la legge sul turismo open air, la legge regionale 18 marzo 2025 n. 14, che ha riscritto le regole per campeggi e villaggi turistici ferme a una legge del 1986 e sbloccato potenzialmente milioni di euro, mai utilizzati. Trentotto anni di attesa! Una legge costruita con gli operatori del settore, ripresa a livello nazionale, che apriva alle imprese la strada a investimenti e incentivi per milioni di euro. Il presidente non l’ha mai citata, eppure con i reel è bravo. Questa Legge sul turismo a distanza di oltre un anno e mezzo attende ancora gli atti necessari a renderla pienamente operativa, per l’inerzia o meglio per la mancata volontà del presidente di attuarla. Le cose fatte dagli altri non vengono nemmeno citate. Secondo esempio. Nel luglio 2025 ho depositato la proposta di legge n. 411 per vietare nell’area del SIN di Crotone l’ingresso, lo stoccaggio e lo smaltimento di rifiuti radioattivi e pericolosi non prodotti in Calabria. Una battaglia per Crotone, che di veleni ne ha già subiti abbastanza. Occhiuto non l’ha mai sostenuta. Nessuno dei vertici ne ha parlato. La verità è che a Occhiuto di quello che fanno consiglieri e assessori non interessa. Lui governa solo con i Direttori generali e con i vari commissari e «nominati» romani”, ribadisce Talerico.
La corrispondenza con il Governatore e l’appello a Roma
A testimonianza delle tensioni interne presenti già nella fase preparatoria delle ultime consultazioni regionali, Talerico rende noto il testo di un messaggio inviato direttamente a Roberto Occhiuto, confermando come la frattura sul metodo di governo e sulla gestione dei quadri di partito sia di lunga data. La nota si conclude con un sollecito rivolto alla leadership nazionale di Forza Italia affinché valuti la situazione organizzativa del partito sul territorio calabrese.
“Glielo scrissi pochi giorni prima del voto per le regionali 2025, dopo aver letto una sua intervista. Riporto quel messaggio che gli inviai: Trovo questa intervista surreale. Si vede che non hai letto le mie uscite pubbliche e comprendo la scarsa considerazione che hai dei tuoi consiglieri ma non per demerito loro. Una intervista che offende e mortifica chi ha dovuto stare tutto il mandato a difenderti. Mi verrebbe la voglia di uscire pubblicamente e chiedere di non farmi votare. Mi sono davvero scocciato […]. Abbiamo sopportato tanto e troppo senza un minimo confronto […]. Si esalta il nulla e si svaluta il resto. Abbiamo nominato assessori e dato ruoli a gente priva di competenze […]. Tutte le cose che tu addebiti ai consiglieri regionali non sono reali. Il problema è che hai scarsa considerazione di quello che fanno gli altri. Io i piedi in testa non me li faccio mettere da nessuno. Non sono come i tanti lecchini che ti ruotano intorno. Non ho cambiato idea. Le parole pronunciate lunedì alla Cittadella ne sono la conferma. Questa non è una polemica di cortile. Scrivo perché arrivi a Roma, al segretario nazionale Antonio Tajani e ai vertici del partito, un fatto semplice: A Roma Occhiuto invoca il pluralismo ed il liberismo, in Calabria ha costruito un modello di partito chiuso dove a decidere sono in due. Chi ha difeso il presidente per un intero mandato, chi ha scritto leggi, chi ha portato migliaia di voti merita rispetto. Gli applausi non li abbiamo mai chiesti. Chiediamo di non essere processati in pubblico da chi ci ha lasciato senza strumenti e senza ruoli, volutamente. Altro che coraggio di governare. Si dovrebbe avere il coraggio di dire la verità . Ma questa è un’altra storia”, conclude Talerico.














