Si sarebbe presentato in un bar del centro storico con un coltello richiudibile dalla lama di 6,5 centimetri, per poi disfarsene alla vista degli agenti intervenuti sul posto. È da questo episodio che prende le mosse il provvedimento con cui il Questore di Catanzaro ha disposto per un anno il divieto di accesso a pubblici esercizi e locali di intrattenimento nei confronti di un uomo di 35 anni, ritenuto socialmente pericoloso sulla base degli elementi raccolti durante l’istruttoria.
Una misura di prevenzione che punta a impedire il ripetersi di condotte potenzialmente violente nei luoghi della socialità cittadina, con particolare attenzione alle aree frequentate durante le ore della movida.
Il coltello lanciato alla vista della Polizia
L’episodio si è verificato in un bar del centro di Catanzaro, dove il trentacinquenne si sarebbe presentato armato di un coltello pieghevole con una lama lunga 6,5 centimetri.
Quando sul posto sono arrivati gli operatori dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, l’uomo avrebbe lanciato via l’arma. Il coltello è stato recuperato dagli agenti e sottoposto a sequestro. Per il trentacinquenne è quindi scattata la denuncia in stato di libertà .
I precedenti e la valutazione sulla pericolosità sociale
Gli accertamenti condotti nell’ambito dell’istruttoria hanno fatto emergere, secondo quanto ricostruito dalla Questura, un quadro di marcata pericolosità sociale. A pesare nella valutazione sarebbero stati anche precedenti di polizia relativi a reati in materia di armi, munizioni ed esplosivi.
Sulla base della gravità della condotta contestata e degli elementi acquisiti, il Questore ha quindi disposto una misura restrittiva della libertà di accesso a determinati luoghi pubblici, con l’obiettivo di ridurre il rischio di ulteriori comportamenti pericolosi.
Il provvedimento amministrativo si affianca alla denuncia per l’episodio contestato e ha una finalità preventiva: intervenire prima che possano verificarsi nuovi fatti capaci di compromettere la sicurezza pubblica.
Divieto nei locali del centro storico: le fasce orarie
La misura avrà una durata di un anno e interesserà i pubblici esercizi e i locali di pubblico intrattenimento situati nell’area del centro storico di Catanzaro individuata nel provvedimento.
È prevista un’esclusione nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 9 del mattino, limitatamente alle esigenze di vita. Una disciplina più rigorosa riguarda invece il locale in cui si è verificato l’episodio: per questo esercizio commerciale, il divieto di accesso e di stazionamento nelle immediate vicinanze sarà valido per l’intera giornata, senza eccezioni orarie.
La distinzione tra il divieto esteso all’area interessata e quello specifico relativo al luogo dei fatti definisce il perimetro della misura, calibrata sulle circostanze dell’episodio e sulle valutazioni effettuate dall’autorità di pubblica sicurezza.
Le sanzioni in caso di violazione
Il provvedimento mira a tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, prevenendo la reiterazione di comportamenti violenti all’interno o nei pressi di bar, discoteche e altri luoghi di aggregazione.
La violazione della misura, secondo quanto indicato dalla Questura, è punita con la reclusione da uno a tre anni e con una multa da 10.000 a 24.000 euro.
Il rispetto delle prescrizioni sarà verificato attraverso i servizi di controllo del territorio svolti dalla Polizia di Stato e dalle altre Forze di Polizia. L’attività di vigilanza servirà a garantire l’effettiva applicazione del divieto e a rafforzare la prevenzione nelle zone maggiormente frequentate del centro cittadino.
Sicurezza urbana, attenzione ai luoghi della movida
Il provvedimento si inserisce nell’attività di prevenzione svolta dalle autorità di pubblica sicurezza per contrastare situazioni considerate a rischio nei luoghi di ritrovo.
Nel caso di Catanzaro, la presenza del coltello, il comportamento tenuto all’arrivo degli agenti e gli elementi emersi dagli accertamenti hanno portato all’adozione di una misura della durata di dodici mesi.
L’obiettivo dichiarato dell’intervento è ridurre il rischio di nuovi episodi e garantire condizioni di maggiore sicurezza per cittadini, frequentatori dei locali e operatori commerciali. Resta ferma la distinzione tra il provvedimento preventivo adottato dal Questore e l’accertamento delle eventuali responsabilità penali relative ai fatti contestati.














