I blocchi stradali e le agitazioni promosse dal settore dell’autotrasporto contro l’aumento dei costi del carburante provocano un drastico rallentamento delle attività industriali in tutta la provincia di Vibo Valentia.
Le difficoltà logistiche minacciano di paralizzare l’intera catena di fornitura locale nel giro di pochissime ore, mettendo a rischio il funzionamento degli impianti e la tenuta occupazionale del comparto. Un blackout logistico che rischia di bloccare le eccellenze industriali e il tessuto manifatturiero del territorio.
La gravità del quadro emergente trova riscontro nell’allarme lanciato dal presidente di Confindustria Vibo Valentia, Rocco Colacchio: “Siamo in una situazione limite, fra 24 e 48 ore molte aziende saranno costrette a chiudere la produzione. Marchi storici e simbolo del nostro territorio come Callipo, Caffo, Monardo e realtà della filiera ortofrutticola come l’azienda Santa Croce della Cipolla sono completamente bloccati. La produzione è ferma e non sappiamo più come gestire i dipendenti e i turni di lavoro”.
Il nodo dei trasporti e la concorrenza con i mercati vicini
La contrazione delle spedizioni non riguarda soltanto lo slittamento dei tempi di consegna dei beni finished, ma investe la quasi totale irreperibilità di vettori e mezzi disposti a viaggiare lungo le direttrici autostradali interessate dai presidi. La paralisi dei flussi commerciali rischia di estendersi dai magazzini aziendali alle piattaforme di stoccaggio, fino ad intaccare la presenza dei prodotti calabresi sugli scaffali dei supermercati di tutto il Paese.
Il pericolo concreto di un’emarginazione commerciale rispetto alle altre regioni viene acuito dal ripristino delle tratte logistiche in contesti limitrofi.
La preoccupazione per la perdita di competitività viene sintetizzata così dal vertice degli industriali vibonesi: “Il rischio reale è che la Calabria rimanga tagliata fuori dalla Gdo italiana, proprio perché gli sblocchi in Sicilia consentono ai loro produttori di consegnare la merce mentre i nostri prodotti restano nei magazzini. Si tratta di una forzatura pesantissima per le nostre imprese, che stanno subendo un danno enorme senza avere alcuna responsabilità ”.
L’appello urgente alle istituzioni regionali e nazionali
Di fronte all’imminente fermo dei macchinari e all’impossibilità di far uscire le merci dagli stabilimenti, il sistema imprenditoriale locale chiede un intervento immediato da parte delle autorità governative per garantire la percorribilità delle arterie stradali.
La necessità di ripristinare la libera circolazione merci diventa la priorità assoluta per scongiurare danni economici irreparabili al tessuto economico regionale. L’associazione di categoria si rivolge quindi direttamente alla Giunta regionale e al Governo centrale per sollecitare la riapertura di un tavolo di negoziazione e garantire la tutela delle attività produttive incolpevoli.














