22 Ottobre 2026
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Riscatto e lavoro dietro le sbarre: il Gruppo Callipo assume 7 detenuti del carcere di Vibo Valentia

Da dieci anni il progetto d'integrazione per il Natale impegna i reclusi nella confezione dei cesti regalo natalizi

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Un’opportunità concreta di reinserimento sociale per trasformare la pena in un percorso di riscatto e dignità. Festeggia il traguardo del primo decennio la collaborazione avviata nel 2016 tra il Gruppo Callipo, storica azienda calabrese delle conserve alimentari, e la Casa circondariale di Vibo Valentia.
Un’iniziativa che in dieci anni ha visto il coinvolgimento di circa 70 detenuti e che si rinnova puntuale anche quest’anno in vista delle festività di fine anno con la regolarizzazione di sette nuovi contratti di lavoro.

Undicimila confezioni regalo natalizie e la nuova linea firmata “Frelly”

Per circa due mesi, i sette detenuti selezionati dalla direzione penitenziaria lavoreranno all’interno dell’istituto vibonese affiancati dai tecnici dell’azienda per confezionare circa 11 mila idee regalo. Un percorso formativo sul campo utile ad acquisire competenze spendibili sul mercato.
A impreziosire l’edizione di quest’anno è la nuova linea di confezioni “Sogni in scatola”, illustrata da Frelly, nome d’arte dell’artista catanzarese Enrico Focarelli Barone.

L’impatto umano e l’invito alle imprese della direttrice Sciavicco

La valenza dell’iniziativa emerge dal racconto dei protagonisti. Andrea e Renato, due dei lavoratori coinvolti, spiegano come l’impiego rappresenti la possibilità di sostenere le famiglie e guardare al futuro: “Ci sentiamo utili a qualcosa, sappiamo di aver sbagliato ma adesso abbiamo imboccato la strada della rettitudine. È un modo per riscattarci”.
Sulla stessa linea il vertice aziendale: Giacinto Callipo, membro del Cda presente in carcere assieme al fratello Filippo per lavorare fianco a fianco con i reclusi, ha sottolineato l’alto valore umano della condivisione di squadra.
La direttrice della struttura penitenziaria, Angela Sciavicco, ha ribadito la necessità di un carcere aperto alle sinergie territoriali per abbattere la recidiva, rivolgendo un appello al tessuto imprenditoriale: “Il lavoro costituisce uno strumento fondamentale per la rieducazione e il reinserimento”, un obiettivo facilitato anche dalle agevolazioni fiscali garantite dalla legge Smuraglia.

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