“Arrestatelo! Arrestatelo!”. La protesta degli autotrasportatori accende uno scontro durissimo tra Giuseppe Cruciani e Lino Polimeni a La Zanzara. Al centro del confronto ci sono il caro vita, i blocchi stradali e la rabbia di chi continua a sostenere la mobilitazione. Il botta e risposta sale di tono tra interruzioni, parolacce e accuse, fino all’invito del conduttore radiofonico ad arrestare il suo interlocutore.
Polimeni mette subito sul tavolo la difficoltà delle famiglie: “La gente non mangia più”. Cruciani respinge la rappresentazione: “Ma non dire cazzate che non mangia più, che la gente mangia tranquillamente in Calabria”. Due posizioni che si scontrano per tutto il collegamento: Polimeni insiste sulla perdita del potere d’acquisto, Cruciani sulle conseguenze dei blocchi e sulla responsabilità di chi li sostiene.
“Stai bloccando il Paese”: l’accusa di Cruciani
Il conduttore attacca direttamente il ruolo assunto da Polimeni nella protesta. “Sei diventato un capopopolo degli autotrasportatori arrabbiati che stanno bloccando un Paese”, gli dice. E torna più volte sullo stesso punto: “Stai bloccando il Paese”.
Polimeni rivendica invece la propria vicinanza ai manifestanti: “Io sono con gli autotrasportatori”, afferma, per poi allargare il discorso ad agricoltori e pescatori e citare Calabria, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata.
La polemica investe anche il confronto con il Governo. Polimeni attacca chi è andato al tavolo con il ministro Matteo Salvini, accusandolo di essersi piegato alla Lega. E annuncia che si impegnerà per non farle prendere voti. Cruciani lo interrompe e riporta la discussione sui blocchi.
Dalla “rivolta popolare” a “ti devono arrestare”
È sulle parole usate per descrivere la mobilitazione che il confronto si inasprisce ulteriormente. Polimeni parla di “rivoluzione civile”, poi di “rivolta popolare”. Cruciani contesta entrambe le espressioni e lo invita a vergognarsi.
Nel botta e risposta Polimeni invoca anche “una rivoluzione strutturale” e “una rivoluzione culturale”. La replica del conduttore è immediata: “Che cultura c’è per bloccare le strade?”.
Il conduttore calabrese insiste sul costo della vita: “Non c’è più il potere d’acquisto”, ripete, richiamando anche i prezzi degli alimenti. Cruciani contesta le cifre citate e lo accusa di dire falsità. La discussione procede tra voci sovrapposte e attacchi personali.
Il passaggio più duro arriva quando Cruciani torna ad accusarlo di volere la rivolta. “Assolutamente sì, una rivolta popolare”, risponde Polimeni. “Ti devono arrestare. Ti devono arrestare”, ribatte il conduttore. Poi scandisce il suo nome e insiste: “Arrestatelo! Arrestatelo!”.














