24 Ottobre 2026
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Italia blindata per i nuovi cortei: perquisizioni in 21 città, negozi barricati e mezzi militari in strada

Dopo i disordini e i saccheggi a Milano, la Polizia esegue oltre 150 perquisizioni tra il capoluogo lombardo, Monza e altre 20 città. Nel mirino degli investigatori una chat WhatsApp con messaggi che, secondo gli atti, inciterebbero ad aggredire gli agenti

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Oltre 150 perquisizioni, una chat WhatsApp finita al centro delle indagini, nuove manifestazioni annunciate in tutta Italia e i centri delle principali città trasformati in aree sottoposte a stretta sorveglianza. È una giornata di forte tensione quella di sabato 24 ottobre, dopo i disordini che lo scorso fine settimana hanno colpito Milano.

La Polizia ha avviato una vasta operazione tra il capoluogo lombardo, Monza e altre 20 città, principalmente in Lombardia. Gli accertamenti coinvolgono anche studenti universitari e liceali, tra cui numerosi minorenni, spesso senza precedenti penali.

A far scattare le nuove verifiche è stata la scoperta di una chat sospetta sul telefono di uno dei giovani coinvolti nelle indagini sui disordini milanesi.

Nel frattempo, decine di cortei sono previsti in diverse città italiane. Il Movimento 17 ottobre ha annunciato che comunicherà soltanto all’ultimo momento i luoghi di concentramento e le destinazioni finali delle manifestazioni.

E mentre si prepara una nuova giornata di mobilitazione, commercianti e autorità cercano di evitare il ripetersi delle violenze.

Milano, oltre 150 perquisizioni: nel mirino una chat WhatsApp

L’operazione della Polizia è scattata nell’ambito delle indagini sui disordini dello scorso fine settimana.

Gli investigatori hanno individuato un gruppo WhatsApp con numerosi partecipanti, nel quale sarebbero circolati messaggi particolarmente allarmanti.

Nel decreto di perquisizione, secondo quanto riportato dall’ANSA, si fa riferimento a comunicazioni dal contenuto istigatorio, con “espliciti propositi di aggressione e rapina” ai danni delle forze dell’ordine.

L’obiettivo prospettato in alcuni messaggi sarebbe stato quello di sottrarre agli agenti le armi in dotazione, danneggiare i mezzi di servizio e incendiare edifici.

Tra le frasi riportate negli atti compare anche: “Bro calmati, siamo tutti contro gli sbirri”.

Si tratta di elementi investigativi ancora da valutare nelle sedi competenti. La presenza di una persona in una chat o il coinvolgimento in una perquisizione non equivalgono, di per sé, all’accertamento di responsabilità penali.

Il video della pistola e i riferimenti ai cortei del 24 ottobre

A richiamare ulteriormente l’attenzione degli investigatori è stato anche un filmato condiviso all’interno del gruppo.

Secondo quanto indicato nel decreto, il video mostrerebbe una pistola dalla quale viene estratto il caricatore, seguita dalla rimozione delle cartucce.

Le immagini sarebbero state accompagnate dalla parola “Preparazione”.

Nelle conversazioni sono inoltre emersi riferimenti a una nuova manifestazione prevista proprio per sabato 24 ottobre 2026, che potrebbe richiamare un numero elevato di partecipanti.

È questo uno degli elementi che ha contribuito ad aumentare l’attenzione delle forze dell’ordine, preoccupate per il rischio di nuovi episodi di violenza collettiva.

Resta comunque necessario distinguere i contenuti oggetto delle indagini dalle intenzioni e dai comportamenti della generalità delle persone che parteciperanno ai cortei.

Milano blindata: cinque mezzi Lince davanti a Palazzo Reale

Nel centro di Milano il dispositivo di sicurezza è già visibile dalla mattinata.

In piazza Duomo sono presenti Carabinieri, Polizia e militari dell’Esercito. Davanti a Palazzo Reale sono stati schierati cinque mezzi blindati Lince.

Controlli e presìdi interessano anche la Galleria Vittorio Emanuele II e corso Vittorio Emanuele, normalmente affollati di residenti e turisti.

Diversi negozi hanno deciso di proteggere le vetrine con pannelli di legno, mentre alcune attività hanno previsto chiusure anticipate.

Tra queste anche la Rinascente, per la quale è stata annunciata la chiusura alle 15.

Sono misure adottate nel timore che possano ripetersi i danneggiamenti registrati durante le precedenti manifestazioni.

Salvini visita i commercianti dopo i saccheggi

In mattinata anche il vicepremier Matteo Salvini si è recato nel centro di Milano.

Il ministro ha effettuato un sopralluogo nelle aree interessate dai saccheggi dello scorso fine settimana, incontrando commercianti, dipendenti delle attività e operatori della sicurezza.

Salvini ha inoltre incontrato il comandante della Polizia locale e i paracadutisti dell’Esercito impegnati nel dispositivo di presidio della città.

La visita si inserisce nel clima di particolare attenzione che accompagna le nuove manifestazioni.

Torino, corteo alle 15 in piazza Castello: negozi chiusi e vetrine protette

Anche Torino si prepara ai cortei con misure precauzionali.

Nelle vie dello shopping sono comparsi pannelli di legno davanti alle vetrine di diversi esercizi commerciali.

Un negozio di una nota multinazionale di prodotti informatici ha annunciato la sospensione dell’attività per la giornata, indirizzando i clienti verso un altro punto vendita.

Il ritrovo di una delle manifestazioni è previsto alle 15 in piazza Castello.

Il corteo, promosso da gruppi dell’area autonoma e antagonista, è stato annunciato contro riarmo, caro benzina e data center.

Nell’appello degli organizzatori si richiamano anche il diritto alla casa, all’istruzione e alla salute.

Temi che si intrecciano con le difficoltà economiche e sociali al centro delle mobilitazioni di queste settimane.

Bologna e Padova, vetrine coperte e forze dell’ordine schierate

La preoccupazione dei commercianti non riguarda soltanto Milano e Torino.

A Bologna, nelle vie centrali dello shopping, diverse attività hanno iniziato a installare pannelli di compensato per proteggere le vetrine.

Le misure interessano, tra le altre, Galleria Cavour, via d’Azeglio e via Ugo Bassi.

Alcuni negozi rimangono aperti, ma hanno scelto comunque di schermare gli ingressi e le superfici esposte.

Situazione simile a Padova, dove anche il negozio Prada di piazza Garibaldi ha protetto le vetrine in vista delle manifestazioni.

Il questore Marco Odorisio ha predisposto un dispositivo di sicurezza che comprende personale del Reparto mobile, un mezzo con idrante e Carabinieri del battaglione di Mestre.

Sulla città è presente anche un elicottero della Polizia.

Tra le iniziative annunciate figurano mobilitazioni con la partecipazione di organizzazioni sindacali, gruppi dell’area movimentista e un corteo promosso da genitori del quartiere Arcella, al quale partecipano anche bambini delle scuole elementari.

L’ambasciata russa interviene sulle accuse: “Mosca dietro ogni problema in Italia?”

Nel dibattito sulle violenze di piazza è intervenuta anche l’ambasciata russa, contestando i riferimenti a possibili responsabilità di Mosca.

In un messaggio pubblicato su Telegram, la rappresentanza diplomatica ha definito la “mano di Mosca” un “passe-partout tutto italiano per qualsiasi questione scomoda”.

L’ambasciata ha poi richiamato le tensioni sociali, l’aumento dei prezzi e le proteste in corso, criticando quella che considera una tendenza ad attribuire alla Russia la responsabilità di problemi interni italiani.

Si tratta della posizione espressa dalla rappresentanza diplomatica russa, non di un accertamento sulle cause dei disordini.

Nuovi cortei in Italia, tra diritto di manifestare e rischio di violenze

La giornata del 24 ottobre si annuncia dunque particolarmente delicata.

Da una parte ci sono le manifestazioni, con rivendicazioni che spaziano dal costo della vita al riarmo, dalla casa alla scuola e alla sanità.

Dall’altra, le indagini sui disordini dei giorni scorsi e il timore che gruppi intenzionati a compiere atti violenti possano inserirsi nei cortei.

Le oltre 150 perquisizioni e il rafforzamento dei dispositivi di sicurezza mostrano il livello di attenzione delle autorità.

Ma rimane una distinzione fondamentale: il diritto di manifestare pacificamente non può essere confuso con gli episodi di violenza, così come le responsabilità di singoli partecipanti devono essere accertate senza attribuirle automaticamente a intere mobilitazioni.

A Milano, Torino, Bologna, Padova e nelle altre città interessate, saranno le prossime ore a chiarire come si svolgeranno le manifestazioni.

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