Cinque milioni di euro in più per affrontare l’emergenza del caro carburanti. Una risposta concreta alle difficoltà che stanno attraversando agricoltori e autotrasportatori, ma che riporta alla luce un’altra emergenza, meno visibile e altrettanto pesante: quella delle imprese artigiane calabresi, che aspettano da oltre un anno e mezzo contributi già richiesti per investimenti effettuati.
È questo il messaggio lanciato da Confartigianato Imprese Calabria alla Regione Calabria dopo la decisione di incrementare di ulteriori 5 milioni di euro le risorse destinate al settore agricolo, in aggiunta agli interventi già previsti dal Governo nazionale.
L’associazione non contesta la scelta della Regione. Anzi, la considera un segnale positivo in un momento in cui l’aumento dei costi sta mettendo a dura prova numerose attività produttive.
Ma pone una domanda che riguarda centinaia di piccoli imprenditori: se si trovano nuove risorse per affrontare l’emergenza agricola, perché il Fondo per l’artigianato continua a rimanere bloccato?
“Da oltre un anno e mezzo aspettiamo i contributi”: la denuncia di Confartigianato
Il nodo principale riguarda i finanziamenti destinati alle aziende che hanno già effettuato investimenti contando sul sostegno regionale.
Secondo Confartigianato Calabria, diverse imprese hanno acquistato attrezzature, avviato progetti di ammodernamento e sottoscritto finanziamenti bancari, ma non hanno ancora ricevuto i contributi previsti.
“È da oltre un anno e mezzo che le imprese artigiane attendono dalla Regione l’erogazione dei contributi per investimenti già sostenuti”, denuncia l’associazione.
La situazione è resa ancora più difficile dal fatto che molte aziende, per realizzare quegli investimenti, hanno acceso mutui con gli istituti di credito.
Mutui che, nel frattempo, devono essere rimborsati.
In altre parole, le rate continuano a scadere, mentre i contributi pubblici restano in attesa.
Il ritardo, secondo quanto riferito dall’organizzazione, sarebbe collegato all’esaurimento delle risorse disponibili, nonostante le rassicurazioni ricevute dal dipartimento regionale competente.
Una situazione che rischia di pesare soprattutto sulle imprese più piccole, per le quali anche un ritardo nei pagamenti può compromettere l’equilibrio finanziario.
La Regione trova 5 milioni per l’agricoltura, gli artigiani chiedono lo stesso impegno
Confartigianato riconosce l’importanza degli interventi a sostegno dei settori maggiormente colpiti dall’aumento dei carburanti.
Le proteste di agricoltori e autotrasportatori hanno portato all’attenzione pubblica le difficoltà di categorie che devono fare i conti con costi sempre più elevati.
Ed è proprio in questo contesto che l’associazione chiede alla Regione di non dimenticare il mondo dell’artigianato.
“Apprezziamo la sensibilità dimostrata dalla Regione nei confronti di settori strategici dell’economia calabrese, soprattutto in una fase segnata dall’aumento dei costi e dalle difficoltà che hanno portato anche a importanti mobilitazioni”, sottolinea Confartigianato.
Ma subito dopo arriva la richiesta:
“È giusto intervenire per sostenere le imprese e salvaguardarne la capacità produttiva. Ma la stessa attenzione chiediamo che sia riservata anche al mondo dell’artigianato”.
Non si tratta, dunque, di mettere un settore contro un altro.
La questione sollevata riguarda la necessità di garantire interventi equilibrati per tutte le componenti del sistema produttivo calabrese, evitando che alcune categorie rimangano senza risposte per periodi prolungati.
Fondo regionale per l’artigianato bloccato: imprese senza contributi e nuovi investimenti fermi
Il Fondo regionale per l’artigianato ha rappresentato negli anni uno degli strumenti più importanti per sostenere gli investimenti delle piccole aziende calabresi.
Attraverso questa misura, le imprese hanno potuto programmare interventi di ammodernamento tecnologico, acquistare macchinari, migliorare l’efficienza produttiva e sviluppare nuovi progetti.
Un sostegno particolarmente rilevante in una regione dove una parte consistente dell’economia si basa sulle micro e piccole imprese.
Oggi, però, secondo Confartigianato, il meccanismo si è inceppato.
Da una parte ci sono le aziende che hanno partecipato al precedente avviso e attendono ancora i pagamenti.
Dall’altra ci sono quelle che vorrebbero realizzare nuovi investimenti, ma non possono accedere al Fondo perché il rifinanziamento annunciato non ha ancora portato alla pubblicazione di un nuovo bando.
Il risultato è una situazione di incertezza economica e amministrativa che rende difficile pianificare il futuro.
E per un’impresa che deve decidere se acquistare un nuovo macchinario, ampliare la propria attività o assumere personale, non sapere se e quando arriverà un sostegno può fare la differenza.
“Non bastano più le promesse”: la richiesta alla Regione Calabria
Confartigianato riconosce la disponibilità al confronto dimostrata dalle istituzioni regionali, ma chiede che agli impegni seguano finalmente atti concreti.
“Il confronto istituzionale è importante e abbiamo sempre riconosciuto la disponibilità all’ascolto dimostrata dalla Regione. Tuttavia, le imprese hanno bisogno di certezze”, si legge nella nota.
L’associazione individua tre priorità: chiarire la situazione delle domande ancora in attesa, reperire le risorse necessarie per i contributi e stabilire tempi precisi per la riapertura del Fondo.
“Non è più sufficiente ribadire la volontà di rifinanziare il Fondo: occorre individuare le risorse effettivamente disponibili, chiarire la situazione delle domande ancora in attesa e definire un percorso preciso per la riapertura della misura”, ribadisce Confartigianato.
Il punto, insomma, non è ottenere un nuovo annuncio, ma conoscere quali risorse siano realmente disponibili e quando le imprese potranno utilizzarle.
Artigianato calabrese, il rischio di frenare chi continua a investire
Dietro il blocco dei contributi c’è un problema che riguarda l’intero tessuto economico regionale.
Le imprese artigiane non sono soltanto attività commerciali o produttive. In molti territori della Calabria rappresentano anche una fonte di occupazione, servizi e continuità economica.
Sono aziende che spesso operano in piccoli centri, dove la chiusura di un laboratorio o di un’attività può avere conseguenze che vanno oltre il singolo imprenditore.
Per questo Confartigianato richiama l’attenzione sul rischio di scoraggiare proprio quelle imprese che, nonostante le difficoltà, hanno deciso di investire.
“La capacità di rispondere alle emergenze è certamente un segnale positivo, ma altrettanto importante è garantire continuità agli strumenti che sostengono la crescita delle imprese”, sottolinea l’associazione.
La richiesta è che il sostegno alle aziende non sia legato soltanto alle emergenze del momento, ma garantisca anche continuità agli strumenti già esistenti.
“L’artigianato calabrese non può aspettare all’infinito”
La conclusione della nota di Confartigianato Imprese Calabria è un richiamo diretto alla responsabilità delle istituzioni.
“L’artigianato calabrese non può restare in una condizione di attesa indefinita. Le nostre aziende continuano a investire, a creare occupazione e a presidiare il territorio, spesso affrontando difficoltà significative. Meritano la stessa attenzione e risposte altrettanto tempestive”.
Il messaggio alla Regione è chiaro: bene i 5 milioni aggiuntivi per affrontare la crisi dell’agricoltura, ma è arrivato il momento di sbloccare anche il Fondo per l’artigianato.
Perché le aziende che hanno già sostenuto investimenti e stanno pagando i mutui non possono continuare ad aspettare senza conoscere i tempi di erogazione dei contributi.
E perché sostenere il sistema produttivo calabrese significa intervenire sulle emergenze, ma anche rispettare gli impegni assunti con chi ha scelto di investire nella propria terra.














