Nessuna scorciatoia carceraria né tantomeno l’intenzione di invocare arresti di massa per i giovanissimi. Nel fare il punto sulle politiche della giustizia minorile, il ministro Carlo Nordio ha voluto chiarire nettamente la propria posizione, ribadendo che la risposta per i ragazzi deve essere graduale e fondata sul ruolo chiave della famiglia, della scuola e delle realtà associative e parrocchiali.
Di fronte agli episodi di disordine pubblico, l’impostazione prioritaria resta quella della prevenzione, riservando le misure di natura coercitiva esclusivamente ai casi estremi previsti e valutati dall’autorità giudiziaria.
Il ministro ha inoltre smentito categoricamente l’ipotesi di inserire i giovani negli stessi spazi destinati agli adulti, spiegando semmai che l’intento è quello di riadattare strutture dedicate per garantire la massima tutela dei diritti.
L’impegno per l’edilizia penitenziaria e i nuovi moduli in Calabria
All’interno del piano complessivo per la giustizia inclusiva e il potenziamento dei servizi pedagogici, un capitolo di primissimo piano riguarda l’ampliamento e la manutenzione straordinaria delle strutture penitenziarie sul territorio nazionale.
Nel quadro delle risorse stanziate per la modernizzazione degli istituti, la Calabria si conferma uno snodo centrale: a partire dal mese di novembre prenderanno il via i cantiere per i nuovi moduli che garantiranno 200 posti complessivi tra Vibo Valentia e Reggio Calabria.
Un intervento strategico destinato a migliorare la vivibilità e la gestione del sistema carcerario regionale, inserito in un programma più ampio di investimenti e collaborazioni con il terzo settore per favorire percorsi di reinserimento effettivi.














