Una raffica di colpi contro un’auto, nel momento in cui la coppia stava rientrando a casa. È questa la dinamica al centro delle prime ricostruzioni dell’agguato avvenuto nella notte in contrada Lattughelle, nell’area al confine tra Cassano all’Ionio e Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza.
A perdere la vita è stata Silvana Sibarelli, 60 anni, madre di due figli, che si trovava a bordo di una Fiat Panda insieme al compagno Damiano Pepe, conosciuto con il soprannome di “Tripolino”. L’uomo è rimasto ferito durante la sparatoria in cui sarebbero stati esplosi oltre 40 colpi ed è stato trasferito in ospedale per essere sottoposto a un intervento chirurgico.
Gli autori del raid armato avrebbero aspettato il ritorno dei due per colpire in prossimità dell’ingresso della proprietà.
Il cancello aperto e i colpi contro la Fiat Panda
Il commando sarebbe entrato in azione nel momento in cui il cancello automatico della proprietà si sarebbe aperto per consentire l’ingresso dell’auto. Sarebbe stato allora che gli attentatori avrebbero fatto fuoco contro i due occupanti. A colpire almeno due persone armate, ma il loro numero e il ruolo di ciascuna dovranno essere verificati.
I proiettili avrebbero raggiunto soprattutto il lato destro della vettura. Silvana Sibarelli sarebbe stata colpita al torace e al volto, ferite che non le avrebbero lasciato scampo.
Anche Pepe sarebbe stato raggiunto dai colpi, riportando lesioni al torace e alla clavicola. Nonostante le ferite, sarebbe riuscito a rimettere in movimento la Panda e a dirigersi verso l’abitazione, percorrendo il vialone interno della proprietà.
La corsa sarebbe terminata contro un secondo cancello automatico, che l’auto avrebbe sfondato prima di raggiungere la casa. Una sequenza che si sarebbe svolta mentre l’uomo cercava di allontanarsi dalla zona degli spari.
I soccorsi e il trasferimento negli ospedali
A dare l’allarme sarebbe stato un vicino di casa, intervenuto dopo aver sentito o notato quanto stava accadendo. Secondo le prime informazioni, sarebbe stato proprio lui ad accompagnare Pepe con la propria automobile al Giannettasio di Corigliano-Rossano, dove il ferito avrebbe ricevuto le prime cure.
Sul luogo della sparatoria sarebbe intervenuta anche la Pet di Corigliano, che avrebbe constatato il decesso della donna.
Le condizioni di Pepe hanno reso necessario il successivo trasferimento all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove l’uomo è stato sottoposto a un intervento chirurgico. L’uomo sarebbe stato dichiarato fuori pericolo e ricoverato nel reparto di Chirurgia d’urgenza. Potrebbe essere necessario un ulteriore intervento.
Le domande ancora aperte sull’agguato
Restano da chiarire le circostanze della sparatoria, a partire dall’identità degli autori e dalle ragioni dell’attacco. L’ipotesi che i responsabili conoscessero le abitudini della coppia è presente nella ricostruzione iniziale, ma non può essere considerata un fatto accertato senza riscontri investigativi.
Anche la dinamica precisa dell’azione e la posizione dei singoli coinvolti dovranno essere ricostruite attraverso gli elementi raccolti sul posto e le eventuali testimonianze.














