Francesco Gatto è stato eletto segretario generale della CGIL Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. L’elezione è avvenuta al T Hotel di Feroleto Antico con 67 voti favorevoli su 69 votanti, pari al 97,1% dei consensi.
Gatto raccoglie l’eredità di Enzo Scalese alla guida della più grande Camera del Lavoro calabrese, all’esito di un’assemblea presieduta da Arnaldo Maruca e con la partecipazione di Gianfranco Trotta e Pino Gesmundo. Già alla testa della Filctem CGIL Calabria, il neo segretario assume la carica per rappresentare un territorio segnato da profonde difficoltà sociali ed economiche.
Le emergenze e il programma di rilancio
La piattaforma programmatica di Gatto individua subito i nodi cruciali da sciogliere per l’area centrale della regione: “La Calabria e la sua area centrale vivono una condizione drammatica di marginalità, aggravata dalla mancanza di politiche industriali, dalla carenza di infrastrutture e servizi, dal lavoro precario e dall’emigrazione giovanile. Serve una svolta fondata su investimenti, sviluppo sostenibile, legalità e buona occupazione”.
Infrastrutture PNRR e tutela del lavoro
Infrastrutture, sanità e transizione digitale rappresentano i pilastri del mandato, insieme al recupero dei ritardi nell’attuazione del PNRR per frenare lo spopolamento.
L’azione sindacale punterà su obiettivi chiari: “Le nostre priorità sono il potenziamento dei collegamenti ferroviari e stradali, a partire dall’alta velocità e dalla Statale 106, la valorizzazione dei porti e degli aeroporti, il rilancio dell’agricoltura, dell’industria e del turismo, insieme alla tutela del territorio e alla transizione energetica e digitale”.
Massima attenzione anche ai settori a rischio come i call center e ai valori internazionali di pace e diritti umani.
Radicamento e centralità del lavoro
La strategia del nuovo corso punta sul rafforzamento della presenza sindacale in ogni comune e luogo di lavoro: “La CGIL deve continuare a essere protagonista di queste battaglie, rafforzando il proprio radicamento nei luoghi di lavoro e nei territori. La nostra sfida è trasformare il disagio in partecipazione, le vertenze in una piattaforma comune e la mobilitazione in risultati concreti”.
La sintesi dell’impegno di Gatto resta chiarissima: “Il lavoro dignitoso, sicuro, stabile e giustamente retribuito deve tornare al centro di ogni scelta politica ed economica”.














