Un intervento durissimo che boccia senza appello oltre un decennio di gestione governativa della sanità calabrese. Durante la giornata di apertura del Festival delle Regioni a Firenze, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il vicepresidente della Corte Costituzionale Luca Antonini ha tracciato un bilancio impietoso del commissariamento statale.
Nel suo discorso, il costituzionalista ha evidenziato come le falle nei rapporti tra Stato e autonomie abbiano penalizzato pesantemente i territori.
“Non è solo la leale collaborazione che ha scarseggiato in questi 25 anni. Possiamo sostenere che a volte è anche mancata a livello centrale un serio ed efficace ruolo di coordinamento. Ne è l’emblema il commissariamento della Regione Calabria, censurato dalla Corte Costituzionale con la clamorosa sentenza 168 del 2021, che lo dichiarò parzialmente illegittimo. Il commissariamento statale durava da 11 anni, con risultati disastrosi”.
Le conseguenze sui cittadini: tasse alle stelle e viaggi della speranza
Il quadro dipinto dal vicepresidente della Consulta mostra le pesanti ripercussioni che la gestione commissariale ha prodotto sulla pelle della popolazione locale per oltre due lustri. A fronte di un prelievo fiscale arrivato ai massimi storici, i servizi sanitari essenziali sono rimasti del tutto inadeguati.
“Dopo 11 anni i Lea non erano garantiti, il disavanzo restava pesante, alcune aziende sanitarie non approvavano i bilanci e altre erano sciolte per infiltrazioni mafiose. Nel frattempo le addizionali regionali erano state portate al massimo. I calabresi pagavano da 11 anni le imposte più alte d’Italia, ma per curarsi erano costretti a penose migrazioni sanitarie. La Corte interviene spiegando che il potere sostitutivo statale deve essere efficace”.
La svolta dopo la pronuncia della Corte Costituzionale
Secondo il giudice Antonini, l’azione dello Stato non può trasformarsi in una penalizzazione perenne per le Regioni sottoposte a piano di rientro, ma deve garantire competenze ed eccellenze.
L’intervento della Consulta ha rappresentato lo spartiacque per avviare il percorso verso l’uscita dal commissariamento. “Mettere in campo i migliori strumenti, i migliori mezzi e il miglior personale. E non può certo incancrenire una Regione per 11 anni e alla fine portare risultati peggiori dal punto di partenza. A partire da quella sentenza è nato un processo diverso che ha avuto sviluppi positivi al punto che la Calabria è stata fatta uscire oggi dal Commissariamento”.














