La Calabria si posiziona ai vertici nazionali per l’aumento del costo degli alloggi universitari.
Secondo l’ultima rilevazione di ottobre 2026 del Centro Studi SoloAffitti, mentre grandi piazze come Firenze e Milano registrano sensibili flessioni dei canoni, il mercato universitario calabrese mostra una tendenza opposta, spinto dai rincari a doppia cifra a Reggio Calabria e Rende, oltre a una crescita più contenuta nel capoluogo di regione.
Reggio e Rende tra le città più care d’Italia per i rincari
Reggio Calabria figura tra le realtà urbane con i rincari più marcati di tutta la penisola: a fronte di un’offerta e di una domanda sostanzialmente stabili, i canoni per gli studenti sono saliti del 20%, con prezzi compresi tra 160 e 250 euro nella zona universitaria.
Non è da meno Rende, nel cosentino, dove l’ampliamento dell’offerta formativa dell’ateneo ha trainato un incremento delle richieste e un rialzo del 15% dei prezzi, con soluzioni che oscillano da 250 a 500 euro e stanze locali assegnate nel giro di pochissimi giorni. A Catanzaro la crescita si rivela più moderata, fermandosi al 5% con importi che vanno da 250 a 320 euro, pur toccando i 400 euro nel caso di camere con bagno ad uso esclusivo.
Il confronto nazionale con la controtendenza delle metropoli
Il trend in salita registrato in Calabria si inserisce in un quadro nazionale fortemente frammentato. In cima alla classifica degli aumenti si piazza Genova con un +30%, seguita proprio da Reggio Calabria (+20%), Torino (+15-20%), Pisa e Rende (+15%). Al contrario, diverse grandi città universitarie stanno sperimentando una controtendenza legata all’aumento dei posti negli studentati e alla concorrenza delle università online: a Firenze le quotazioni scendono del 20%, Milano registra una flessione del 15% e Forlì segna un calo tra il 5% e il 10%, mentre Perugia, Napoli e Bari mantengono la totale stabilità dei prezzi.














