Un gesto di cura per l’ambiente che si trasforma in una profonda esperienza di rinascita personale. Sulla spiaggia di Schiavonea, nel comune di Corigliano Rossano, si è consumato l’episodio più toccante della mobilitazione nazionale per l’ambiente: una donna detenuta ha potuto guardare di nuovo l’orizzonte e toccare il mare dopo sei lunghi anni di reclusione.
La sua storia rappresenta il simbolo toccante di un’iniziativa che va oltre la semplice raccolta dei rifiuti, dimostrando come il volontariato e la tutela del territorio possano diventare uno strumento fondamentale per ritrovare fiducia, dignità e partecipazione attiva alla vita pubblica.
La grande mobilitazione tra l’Amministrazione Penitenziaria e il Terzo Settore
L’intervento svolto lungo il litorale ionico calabrese rientra nel primo grande appuntamento promosso dopo la firma del protocollo d’intesa tra Plastic Free Onlus, l’associazione Seconda Chance Aps e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.
L’accordo stabilisce lo svolgimento di almeno due giornate nazionali all’anno dedicate all’educazione ambientale e alla responsabilizzazione sociale delle persone recluse o in regime di affidamento.
La giornata di sabato 24 ottobre ha visto l’azione coordinata di circa 150 persone ristrette e oltre 250 volontari, operativi in 21 differenti località distribuite su dieci regioni italiane per ripulire spiagge, parchi urbani e strade.
Il bilancio dell’iniziativa e le parole delle associazioni
Il lavoro svolto dalle squadre sul campo ha consentito di sottrarre al degrado oltre sette tonnellate di materiale inquinante. Tra i rifiuti recuperati figurano ingenti quantitativi di plastica, vetro, pneumatici fuori uso, ingombranti di vario genere e ben 600 chilogrammi di legname spiaggiato.
“Il reinserimento passa anche dalla possibilità di tornare a sentirsi parte attiva della comunità , di contribuire concretamente a qualcosa che ha valore per tutti”, ha commentato Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus.
Sulla stessa linea la presidente e fondatrice di Seconda Chance Aps, Flavia Filippi: “Il protocollo con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ci permette di dare maggiore continuità a queste esperienze e di coinvolgere progressivamente altri istituti. Ogni occasione di partecipazione può aiutare a ricostruire rapporti di fiducia e ad affrontare con maggiore consapevolezza il proprio percorso di reinserimento”.














