Un’analisi schietta sulle risorse a disposizione del Paese e un appello diretto alle istituzioni comunitarie per allentare i vincoli di bilancio. A margine della cerimonia di chiusura del Festival delle Regioni a Firenze, il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, ha commentato il quadro economico finanziario delineato dal Ministero dell’Economia.
“Giorgetti ha detto quello che un ministro dell’Economia equilibrato e di esperienza come lui può dire, 23 miliardi per una manovra che deve affrontare tutte queste criticità, in un momento così complesso per il paese, sono evidentemente pochi”, ha dichiarato Occhiuto.
Il Governatore ha poi allargato lo sguardo alla governance contabile dell’Unione Europea, auspicando un cambio di passo nelle regole di spesa: “Io mi auguro ancora che ci sia da parte dell’Europa una presa di coscienza nella direzione di assicurare flessibilità ai Paesi membri, almeno nella parte che riguarda la spesa per l’energia, oggi si assicura flessibilità solo per gli investimenti, se ci assicurassero flessibilità anche per la spesa in conto corrente sarebbe una buona cosa”.
L’intesa delle Regioni sulla sanità e il nodo del riparto
Il tema dell’assistenza sanitaria e del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale ha rappresentato uno dei punti centrali del confronto tra i governatori riuniti nel capoluogo toscano. Occhiuto ha evidenziato la posizione condivisa all’interno della Conferenza delle Regioni, pur rimarcando la necessità di ulteriori approfondimenti sui criteri distributivi.
“Abbiamo fatto una discussione al nostro interno e abbiamo condiviso la necessità di chiedere al governo una integrazione delle risorse da investire sulla sanità, riconoscendo che questo governo è quello che in questi quattro anni ha invertito la tendenza rispetto al passato, nel senso che ogni anno c’è stato un incremento del fondo sanitario. Poi c’è una discussione aperta sul riparto del fondo sanitario nazionale tra le regioni: abbiamo convenuto di approfondirla ancora perché non c’è un accordo”, ha precisato il presidente calabrese.
Deprivazione sociale e contrasto al turismo sanitario
Nel tracciare le priorità per i territori del Mezzogiorno, il Governatore della Calabria ha posto l’accento sulla necessità di superare il mero criterio della spesa storica nel riparto del Fondo sanitario nazionale, introducendo parametri correttivi legati al disagio socio-economico. Al contempo, Occhiuto ha puntato il dito contro le storture generate dalla mobilità sanitaria interregionale e dai comportamenti speculativi della sanità privata accreditata.
“Noi chiediamo più risorse in ragione del tasso di deprivazione sociale. Dove c’è un tasso di deprivazione sociale più alto spesso il costo per l’assistenza sanitario è più alto. Abbiamo chiesto di rivalutare il tema della mobilità sanitaria per evitare, sostanzialmente, il turismo sanitario. Ci sono tante strutture private che cercano pazienti nelle regioni del sud,anche per basse o medie specialità. Mentre il diritto alla cura va sì garantito a tutti ma deve essere sottratto a comportamenti opportunistici da parte del privato”, ha concluso Roberto Occhiuto.
Europa dovrebbe affrontare l’inflazione come fece con il Covid
“L’Europa credo dovrebbe approcciarsi all’aumento dell’inflazione, a quello che sta succedendo nelle piazze in tutta Europa con lo stesso atteggiamento che ha avuto ai tempi del Covid. Il Covid era certamente un’emergenza molto più grave, ma in quell’occasione l’Europa ha saputo dimostrare la sua forza con una tempestività negli interventi che hanno riconciliato i popoli nazionali nei confronti delle istituzioni europee – prosegue Occhiuto – Oggi l’Europa è messa in seria discussione anche dalle destre populiste e deve dimostrare una pronta reazione rispetto all’aumento dell’inflazione, il carovita, l’energia, il costo del gasolio che non è dovuto all’Europa, ma è dovuto a due guerre che l’Europa non avrebbe voluto”. Occhiuto ha anche detto che “Fitto è una garanzia per il sistema delle Regioni perché prima di fare il vicepresidente della commissione è stato lui stesso presidente di Regione e ha svolto nel governo funzioni che lo mettevano in relazione continuamente col sistema delle Regioni: è una materia che conosce bene, conosce le nostre preoccupazioni in ordine al rischio che la politica di coesione venga indebolita. È chiaro che bisogna riconoscere anche i limiti della politica di coesione che spesso ha avuto una progressione della spesa troppo lenta, fornendo ai Paesi europei che vorrebbero smantellarla una alibi micidiale”, ha aggiunto.
La riforma del lavoro pubblico e il superamento dei vincoli contrattuali
Una proposta di rottura dei tradizionali schemi retributivi per rilanciare la competitività e l’efficienza della macchina statale. Intervenendo al Festival delle Regioni in corso a Firenze, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha tracciato una nuova rotta per la valorizzazione del capitale umano nella Pubblica Amministrazione,sollecitando il superamento degli automatismi legati all’anzianità di servizio a favore del merito e dell’innovazione apportata dalle nuove generazioni.
”Dobbiamo cambiare paradigma e costruire un sistema retributivo, nel privato e ancora di più nella pubblica amministrazione, che funzioni per scatti di futuro anziché per scatti di anzianità”, ha dichiarato Roberto Occhiuto a margine dei lavori della kermesse toscana. ”Il ministro Zangrillo ha fatto un lavoro straordinario per ringiovanire la pubblica amministrazione. I dati sull’età media dimostrano che, con questo governo, si è abbassata sensibilmente e che,evidentemente, la Pa sta diventando più attrattiva per i giovani”, ha osservato il governatore calabrese, sottolineando tuttavia la necessità di interrogarsi sulla reale capacità delle istituzioni pubbliche di mettere a frutto il potenziale dei neoassunti.
”Mi è capitato di incontrare in Regione giovani straordinari che avevamo assunto in Calabria. Avevano una luce negli occhi bellissima e tanta voglia di fare. Allo stesso tempo, mi lamentavo delle difficoltà di alcuni dirigenti più anziani ad assumersi responsabilità e a guardare con fiducia ai risultati che la pubblica amministrazione può produrre”, ha raccontato Occhiuto nel corso della sua disamina. ”Mi sono chiesto se fosse possibile pagare di più questi giovani e affidare loro posizioni organizzative. Mi è stato risposto che era complicato, perché il contratto di lavoro prevede regole che favoriscono chi ha più esperienza. Questo mi ha fatto riflettere su un sistema, nel pubblico come nel privato, ancora troppo legato agli scatti di anzianità: più si è anziani, più si guadagna”.
Attrattività, innovazione e la fuga dei talenti dall’Italia
Nel corso del suo intervento, il vertice della Giunta calabrese ha accostato la visione della PA a quella dei settori produttivi più dinamici, evidenziando come la rigidità dei bilanci e dei contratti pubblici finisca per penalizzare proprio chi porta competenze fresche e visione strategica.
”Le imprese più capaci di proiettarsi nel futuro pagano di più i giovani, perché portano creatività, innovazione,modernità e soluzioni nuove. Tutte qualità di cui la pubblica amministrazione ha un enorme bisogno”, ha aggiunto il governatore.
Il modello Calabria: il “reddito di merito” per frenare l’emigrazione universitaria
A sostegno di questa visione, Occhiuto ha ricordato la misura strategica introdotta dalla Regione Calabria per premiare gli studenti più meritevoli ed evitare lo spopolamento giovanile. Il piano assegna un contributo economico diretto — da 500 sino a 1.000 euro mensili — agli universitari iscritti negli atenei della regione che mantengono medie elevate ed esami in regola, puntando sul valore riconosciuto anche dalle classifiche nazionali Censis all’Università della Calabria.
”Il reddito di merito va nella direzione di trattenere i giovani. In Calabria abbiamo un sistema universitario straordinario: non lo dice il presidente della Regione, ma il Censis. L’Università della Calabria è diventata la prima nel suo gruppo di riferimento. Eppure tanti ragazzi lasciano la nostra regione, spesso già quando scelgono dove iscriversi all’università”, ha spiegato Occhiuto. ”Questa emorragia non riguarda più soltanto il Mezzogiorno. Anche molti giovani del Nord vanno in altri Paesi europei o in America, dove la loro creatività e le loro competenze vengono retribuite meglio”, ha rimarcato il presidente calabrese.
”Investiamo risorse importanti per consentire ai giovani di studiare, e lo stesso fanno le famiglie. Discutiamo spesso di come contrastare la denatalità, ma poi, una volta terminata l’università, lasciamo che i nostri giovani vadano a lavorare in altri Paesi. Dobbiamo far capire loro che l’Italia li considera ancora una risorsa per il futuro, altrimenti rischiamo di disperdere un investimento straordinario”, ha concluso Roberto Occhiuto.













