27 Ottobre 2026
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Tempesta a Montecitorio: la rabbia di agricoltori e autotrasportatori calabresi travolge la politica a Roma

La delegazione regionale al presidio nella Capitale contro il caro gasolio e il crollo dei redditi: momenti di altissima tensione davanti al Parlamento, contestato anche il senatore Irto, cori contro il Governo. Le immagini di Local team

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Dalle strade e dai presidi della provincia calabrese fino al cuore istituzionale della Capitale. Gli agricoltori e gli autotrasportatori sono scesi in piazza a Roma, portando sotto le finestre della Camera dei Deputati una mobilitazione infuocata che intreccia l’esplosione dei costi del carburante, i rincari di produzione e il progressivo soffocamento economico di due pilastri vitali dell’economia.
Un disagio profondo, come si può notare dalle immagini di Local Team, che travalica i singoli settori per toccare l’impatto sui carrello della spesa, la tenuta delle aziende locali e la sopravvivenza stessa delle famiglie. Il punto di ritrovo iniziale a piazza Capranica ha fatto subito da apripista alla protesta verso Montecitorio. Tra la moltitudine di manifestanti giunti da diverse aree del Paese, la rappresentanza calabrese si è distinta per carica ed esasperazione, decisa a pretendere risposte immediate da parte del governo centrale.

Tensione alle stelle davanti alla Camera e lo strappo con le rappresentanze tradizionali

I motivi della vertenza ruotano intorno alle tariffe insostenibili del gasolio, voce finanziaria che sta prosciugando i margini operativi di chi lavora nei campi e sulla strada, colpendo in particolar modo le piccole realtà a conduzione familiare.
“Senza agricoltori non si mangia” è l’emblema che riassume la rabbia della piazza: richiamare l’attenzione su chi produce cibo e ne cura la distribuzione lungo la filiera.
La manifestazione, promossa dal Movimento popolare nazionale guidato dall’avvocato e imprenditore calabrese Giancarlo Greco, ha visto l’adesione massiccia di tanti lavoratori autoconvocati, ormai apertamente in rotta con i sindacati e le sigle di categoria tradizionali. Ne è testimonianza la scelta dell’autotrasportatore catanzarese Enzo Laudari, che ha formalizzato le proprie dimissioni da Fedralog Calabria per unirsi alla protesta spontanea.

L’aria tesa che si respira nel presidio è esplosa visibilmente all’arrivo di alcuni esponenti politici. A farne le spese è stato tra gli altri il senatore calabrese del Pd Nicola Irto: l’intenzione del parlamentare di avvicinarsi alla piazza è stata bloccata dal cordone dei manifestanti con urla ed epiteti, costringendo gli stessi colleghi a trattenere uno dei presenti più agitati per evitare il contatto fisico. Momenti di forte concitazione che dimostrano il rifiuto netto verso qualsiasi passerella politica. La disperazione ha persino spinto un manifestante a tentare di scavalcare le transenne dell’ingresso della Camera prima di essere bloccato dalla folla, mentre volti simbolo della protesta calabrese come Pasquale Zangari hanno espresso la profonda amarezza per una crisi che sta distruggendo famiglie e stabilità economica.

Il confronto decisivo al Ministero e la pressione sull’esecutivo

La giornata di passione romana incrocia anche un delicato snodo istituzionale.
Nel pomeriggio è stato infatti fissato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Porta Pia un tavolo di vertice con i rappresentanti del settore, esteso ai delegati di Palazzo Chigi, del Ministero dell’Economia e del Made in Italy.
Il ministro Matteo Salvini e l’intero Governo Meloni si trovano così chiamati a rispondere a un malessere che le recenti contromisure non sono riuscite ad arginare. Le delegazioni in piazza chiedono tempi certi, aiuti strutturali sul costo del carburante e garanzie reali, avvertendo che in assenza di risposte concrete le iniziative di protesta sono pronte a proseguire ad oltranza.

Tensione a Montecitorio tra slogan e cori contro il Governo

La vertenza contro il caro carburante e l’aumento insostenibile del costo della vita ha varcato i confini regionali per approdare direttamente nel cuore della Capitale.
Nel corso della giornata si è spostata a Roma la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori del Sud Italia, guidata in prima linea dai lavoratori arrivati dalla Calabria.
I presidi allestiti tra piazza Capranica e piazza Montecitorio si sono trasformati in un teatro di fortissima contestazione politica, accompagnati da cori rivolti all’Esecutivo e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Ascoltateci, noi raccogliamo tutti i giorni il cibo che arriva anche sulle vostre tavole”, è stato il grido disperato lanciato dai manifestanti verso i palazzi del potere, mentre tra la folla campeggiavano cartelli dai toni perentori come “Senza agricoltura non c’è futuro”.
Durante il presidio, alcuni parlamentari si sono avvicinati per interloquire con la piazza, auspicando che la mobilitazione possa proseguire “in maniera pacifica”.

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