Dare dignità al lavoro nei campi e spezzare la catena dello sfruttamento economico imposto dai giganti della distribuzione.
È stato depositato nei giorni scorsi in Consiglio regionale un provvedimento normativo a firma della consigliera del Movimento 5 Stelle Elisabetta Maria Barbuto, rubricato come Istituzione dell’Osservatorio regionale sui costi di produzione agricola e norme per la tutela dell’anonimato nelle denunce di pratiche commerciali sleali, la concentrazione dell’offerta e la garanzia del giusto compenso agli agricoltori calabresi.
L’iniziativa legislativa intende offrire un supporto immediato a un comparto fondamentale per l’economia locale, soffocato dal rialzo dei costi di carburante ed energia, dall’emergenza idrica e dalle penalizzazioni strutturali legate alla logistica regionale.
Stop alla produzione in perdita e attacco alle misure tampone del governo
I meccanismi di mercato attuali finiscono per imporre prezzi all’origine insufficienti persino a coprire le spese vive sostenute dai produttori. La consigliera pentastellata ha fotografato senza sconti la condizione di sofferenza in cui versano tantissime aziende della regione: Non possiamo più tollerare che chi lavora la terra in Calabria produca in perdita ed esiti a denunciare le speculazioni per il timore di ritorsioni commerciali o di estromissione dai canali di vendita.
La legge nazionale sulle pratiche sleali è un ottimo punto di partenza, ma soffre di vulnerabilità sul territorio che questa Proposta di legge intende colmare per blindare il reddito e la dignità dei nostri produttori”.
La polemica politica si sposta poi sulla gestione dei fondi pubblici e sugli interventi finora messi in campo a livello centrale. Mentre il Governo continua a proporre soluzioni spot e a sbandierare risorse che spesso si rivelano essere semplici ‘giochi di prestigio contabile’, togliendo fondi già previsti e non spesi per la stessa categoria, come denunciato anche da recenti analisi di fact-checking sui decreti del settore, la politica seria ha il dovere di intervenire alla radice del problema. Agli agricoltori non servono mance o fondi riciclati che non incidono sui reali costi di produzione; servono riforme strutturali che cambino le regole del mercato a monte”, ha ribadito con fermezza la consigliera Elisabetta Maria Barbuto.
Quattro pilastri e la svolta del whistleblowing agricolo cifrato
L’impianto dell’atto si articola su quattro direttrici strategiche studiate per riequilibrare la filiera. In primo luogo nasce l’Osservatorio regionale sui costi di produzione presso il Dipartimento Agricoltura: le rilevazioni avranno la validazione metodologica dell’Ismea, acquisendo valore legale per certificare ed evidenziare i casi di vendita sottocosto. L’organismo vedrà una presenza paritetica tra chi produce, chi trasforma e la distribuzione.
Per sventare il ricatto dei mercati e proteggere le imprese, le organizzazioni agricole potranno raccogliere le segnalazioni per inoltrarle agli organi di controllo in forma aggregata. La Giunta regionale realizzerà sul proprio portale uno sportello telematico protetto da crittografia end-to-end, ideato per cancellare il tracciamento degli indirizzi IP e tutelare l’identità di chi denuncia.
Sul fronte degli incentivi, le risorse del Complemento di sviluppo rurale premieranno prioritariamente le realtà che sottoscrivono contratti basati sui costi reali e investono in infrastrutture logistiche condivise. Verranno inoltre previste premialità nei bandi per le mense scolastiche e ospedaliere per i prodotti agricoli certificati, parallelamente a campagne di promozione per le aziende della Rete del lavoro agricolo di qualità.
Intervento a costo zero e l’appello all’Aula per un’approvazione rapida
L’aspetto finanziario della proposta normativo non andrà a gravare sulle casse della Regione, appoggiandosi su strutture operative già presenti sul territorio e sui fondi comunitari destinati all’assistenza tecnica. L’auspicio della consigliera Barbuto è che il testo possa seguire un iter parlamentare celere a Palazzo Campanella: Si tratta di una riforma a costo zero per il bilancio autonomo della Regione, che si avvale delle strutture esistenti dell’Arsac e dei fondi europei di Assistenza tecnica già programmati. Ci auguriamo che il Consiglio regionale voglia calendarizzare e approvare rapidamente questo provvedimento, dando finalmente ai calabresi una risposta concreta anziché annunci di facciata”.













