29 Ottobre 2026
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Comune Vibo, una figuraccia tira l’altra: il conto degli errori di Palazzo Luigi Razza chiama in causa sindaco e burocrazia

Dai 2,4 milioni revocati per le periferie alle esclusioni sui bandi per turismo e rifiuti: tutte le pratiche che mettono sotto esame il Comune. Gli assessori difendono il lavoro dell’amministrazione ma restano da chiarire errori, controlli e responsabilità nella gestione dei progetti

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Quasi 2,4 milioni di euro revocati per un documento obbligatorio che nel fascicolo non c’era. Altri 150mila euro che l’opposizione denuncia come perduti per una Pec rimasta senza risposta. Poi Agorà Calabria, con il progetto turistico fermo sotto la soglia minima. Al conto si aggiunge l’esclusione dai fondi per ridurre i rifiuti plastici: appena 25 punti, contro i 60 necessari, per una candidatura da 29.999 euro. Quattro vicende diverse che impongono di guardare dentro Palazzo Luigi Razza, oltre il consueto scontro tra maggioranza e opposizione. Il sindaco Enzo Romeo deve rispondere dei risultati della sua amministrazione. Ma la ricostruzione delle responsabilità deve arrivare anche a chi prepara i fascicoli, segue le comunicazioni e controlla le scadenze. Fermarsi alla Giunta lascerebbe fuori una parte essenziale della questione: come lavora il Comune quando deve ottenere e conservare un finanziamento. La risposta deve darla la burocrazia, ovvero chi svolge la propria attività quotidiana negli uffici comunali e ogni 27 del mese viene puntualmente pagato. In qualche caso anche profumatamente.

Vena e Piscopio, il file sbagliato e i 2,39 milioni cancellati

Il caso più pesante riguarda “Luce nelle periferie”, il progetto di servizi e inclusione sociale destinato soprattutto a Vena e Piscopio, con il coinvolgimento anche di Lamezia Terme. Il decreto regionale 14757 del primo settembre 2026 ha annullato l’ammissione al contributo di 2.390.145,87 euro e reso inefficace la convenzione sottoscritta il 15 luglio. La Regione ha riscontrato una mancanza precisa. Il file denominato “Dichiarazione RUP – Conformità interventi” conteneva un altro allegato, relativo al rispetto del principio ambientale DNSH. La dichiarazione richiesta al Responsabile unico del progetto, prevista a pena di inammissibilità, risultava dunque assente.

Nelle controdeduzioni del 31 luglio il Comune ha sostenuto che si trattava di un errore materiale di caricamento e ha chiesto di poter rimediare. La Regione ha respinto la richiesta: produrre dopo la scadenza un documento essenziale avrebbe alterato le condizioni di partecipazione rispetto agli altri concorrenti. È questa la motivazione amministrativa dell’annullamento. La gravità dell’episodio sta anche nella sua semplicità: un controllo sul contenuto dell’allegato avrebbe potuto intercettare lo scambio prima dell’invio. Da qui deve partire la verifica interna, ricostruendo chi aveva il compito di predisporre, trasmettere e controllare la documentazione.

La replica di Scrugli e il lavoro affidato all’esterno

Il 9 settembre l’assessora alle Politiche sociali Lorenza Scrugli ha difeso il lavoro svolto, ricordando che la predisposizione del progetto era stata affidata, attraverso un avviso pubblico, a un tecnico esperto. Ha richiamato il partenariato costruito, la precedente ammissione in graduatoria e la convenzione già stipulata, respingendo gli attacchi indiscriminati alla macchina comunale. Un elemento che allarga la verifica anche all’incarico esterno: quali prestazioni comprendeva, chi doveva consegnare gli allegati e quali controlli spettavano agli uffici prima della trasmissione. Il coinvolgimento di un consulente rende ancora più necessario ricostruire i compiti effettivamente assegnati.

Buccarelli, i 150mila euro e la Pec da chiarire

Il secondo caso riguarda l’ascensore della scuola Buccarelli, destinato all’abbattimento delle barriere architettoniche. I consiglieri di Cuore Vibonese — Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria — hanno denunciato la perdita di 150mila euro ministeriali, sostenendo che una Pec contenente una richiesta di integrazione documentale non sarebbe stata visionata e sarebbe rimasta senza risposta. Una ricostruzione dalla quale emerge una falla elementare nella gestione della corrispondenza. Una richiesta di integrazione deve essere assegnata, lavorata e seguita fino alla risposta. Per una scuola, il mancato completamento della pratica può significare rinunciare alle risorse necessarie a renderla accessibile. È su questo percorso amministrativo che il Comune deve fare chiarezza.

Agorà Calabria, Vibo resta sotto la sufficienza

Una delle bocciature riguarda Agorà Calabria. Nella graduatoria definitiva approvata con il decreto 18201 del 27 ottobre 2026, il Comune di Vibo Valentia ottiene 53,94 punti, contro i 60 necessari. Il progetto resta fuori per il mancato raggiungimento del punteggio minimo. Il confronto provinciale è severo: Pizzoni, Brognaturo, Sorianello, Mileto e Tropea figurano tra i Comuni ammessi e finanziabili, con contributi complessivi per 121.707,37 euro. Le stesse regole hanno consentito ad altri enti del Vibonese di superare la selezione. Per capire dove sia maturata l’insufficienza occorrono il progetto presentato e la scheda di valutazione. La Regione aveva consentito di consultare i punteggi e presentare istanze di riesame tra il 14 e il 31 agosto. Il Comune dovrebbe chiarire se abbia utilizzato questa possibilità e con quale esito.

La replica di Soriano: “Non tutti i bandi si vincono”

Stefano Soriano, assessore alla Cultura, riconosce il risultato negativo: “L’esclusione dal bando Agorà Calabria è un dato che non intendiamo eludere”. Contesta però che l’esito di un singolo avviso possa diventare un giudizio sull’intera politica culturale e turistica della città e accusa Cuore Vibonese di concentrarsi sulle criticità, trascurando il lavoro svolto. Nella replica richiama il marchio “Vibo Valentia, città di tutte le epoche”, voluto dal sindaco Romeo, le iniziative estive distribuite tra centro, Vibo Marina e frazioni, il lavoro sulla Tonnara di Bivona, l’apertura del Teatro Comunale e l’avvio della seconda stagione teatrale. Cita gli appuntamenti con Serena Autieri e Massimo Lopez, il Festival del Sud, “Lo strappo nel cielo di carta” e l’incontro con lo scrittore Philip Hensher.

Sul fronte delle risorse, Soriano indica 50mila euro per il Comune nell’ambito di “Calabria Attrattiva”, con Vibo al 22esimo posto. Nella stessa nota precisa però che si attende la pubblicazione della graduatoria definitiva: il risultato richiamato riguarda dunque la graduatoria provvisoria. L’assessore riferisce inoltre un aumento del 10% dei flussi turistici registrati fino a settembre, secondo i dati a disposizione dell’amministrazione. “Non tutti i bandi si vincono, e nessuno sostiene che tutto sia perfetto”, afferma, sostenendo che il giudizio sul governo cittadino debba tenere conto anche delle iniziative realizzate e degli altri risultati.

Rifiuti, 25 punti: fuori anche il progetto da 29.999 euro

Sulla riduzione dei rifiuti plastici Vibo si ferma a 25 punti, contro i 60 necessari. Il decreto dirigenziale 18122 del 26 ottobre 2026, pubblicato sul Burc 221, colloca la domanda comunale da 29.999 euro tra quelle non ammissibili per mancato raggiungimento del punteggio minimo. È un’altra candidatura giudicata insufficiente, non la revoca di un contributo già concesso.

Nello stesso avviso, ma su linee diverse, Maierato ottiene 250mila euro per un Centro del Riuso, con 69 punti. Pizzo accede a 188.393,70 euro per sistemi di cattura dei rifiuti galleggianti nei corsi d’acqua, con 60 punti. Complessivamente sono 438.393,70 euro. Interventi differenti da quello proposto dal capoluogo, ciascuno valutato nella propria graduatoria. Nardodipace, con 68 punti per un Centro del Riuso, risulta ammissibile ma non finanziabile per carenza di risorse. La sua situazione dimostra perché occorra distinguere un progetto idoneo rimasto senza copertura da una domanda respinta per insufficienza di punteggio, come quella di Vibo.

Il capoluogo non è l’unico escluso: restano fuori anche Jonadi e Briatico, sotto soglia, e Mileto per carenze di ricevibilità. Anche Pizzo vede respinta una seconda domanda, distinta da quella finanziata, per un Centro del Riuso. Su tutte e quattro le linee dell’avviso, la Regione comunica progetti ammessi a finanziamento per oltre 11,1 milioni di euro.

Anche la burocrazia deve rendere conto

Cuore Vibonese attribuisce a Romeo la responsabilità politica e accusa l’amministrazione di consumare tempo in trattative e rimpasti mentre sfumano opportunità. È il giudizio dell’opposizione e il governo cittadino va valutato anche sulla capacità di organizzare il lavoro, individuare le criticità e ottenere correzioni.

Tuttavia anche l’opposizione deve avere il coraggio di pronunciare la parola “burocrazia”, contenitore spesso utilizzato per nascondere responsabilità precise. Un Comune lavora attraverso settori, dirigenti, responsabili di procedimento, funzionari e incarichi definiti. È lungo questa organizzazione che vanno individuate le responsabilità di queste figuracce seriali. La tenuta dei controlli interni va verificata partendo dai fascicoli. Le vicende esaminate non provano un’incompetenza generale dei dipendenti: indicano passaggi da ricostruire e compiti da accertare.

Per Agorà e per i rifiuti occorre verificare anche le competenze impiegate nella preparazione delle proposte e la loro corrispondenza ai criteri regionali. Le responsabilità individuali richiedono riscontri, così come le eventuali difficoltà organizzative richiedono interventi. È qui che si misura l’efficienza di Palazzo Luigi Razza: nella capacità di assegnare i compiti, verificare il lavoro e correggere ciò che non funziona. Anche eventuali carenze di personale o di competenze, se rilevanti, devono essere documentate e affrontate. Romeo deve spiegare come intende far funzionare il Comune. Gli uffici devono rendere conto delle pratiche di loro competenza. La verifica deve arrivare fino alle firme e ai passaggi che hanno prodotto questi esiti. Per Vena e Piscopio il decreto che cancella il contributo esiste già. I cittadini hanno diritto di conoscere anche la ricostruzione dell’errore e i provvedimenti adottati perché non si ripeta.

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