29 Ottobre 2026
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Ambiente, proposta di legge in Consiglio regionale: Enzo Bruno punta sulla Riserva naturale del fiume Neto

Il consigliere deposita la proposta di normativa per tutelare l'ecosistema dell'imponente corso d'acqua, puntando su turismo lento, prevenzione idrogeologica e la gestione affidata a Santa Severina.

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Istituire la Riserva naturale regionale del Fiume Neto, tutelando un patrimonio ambientale che attraversa la Calabria dalla Sila fino alla costa ionica e creando le condizioni per valorizzarlo attraverso un modello di sviluppo sostenibile, capace di coniugare biodiversità, sicurezza del territorio, turismo lento e nuove opportunità per le comunità locali.
È l’obiettivo della proposta di legge depositata dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, per garantire una gestione unitaria e sostenibile di uno dei principali corridoi ecologici della Calabria. Il progetto interessa un corso d’acqua lungo circa 80 chilometri, che nasce nella Sila, attraversa il territorio di San Giovanni in Fiore e raggiunge il Marchesato crotonese, interessando le aree di Cotronei, Rocca di Neto e Scandale, fino alla foce di Strongoli.

Amministrare i fiumi oltre le emergenze climatiche

L’iniziativa legislativa intende superare la logica dell’intervento a posteriori per abbracciare una visione di salvaguardia continua e pianificata. Spiegando le ragioni del testo, Bruno ha dichiarato che “vogliamo trasformare la tutela del Fiume Neto in un impegno concreto della Regione. Non possiamo continuare a considerare i nostri fiumi soltanto quando si verificano emergenze: dobbiamo proteggerli, curarli e riconoscerne il valore ambientale, paesaggistico ed economico”.
La proposta punta a salvaguardare gli habitat naturali, la flora e la fauna, con particolare attenzione alle zone umide della foce, già inserite nella Rete Natura 2000 e fondamentali per numerose specie di uccelli migratori. Tra gli obiettivi figurano il ripristino della vegetazione lungo le sponde, la tutela della qualità delle acque, il contrasto alle specie invasive, la prevenzione degli incendi e dell’abbandono dei rifiuti, oltre alla riqualificazione delle aree degradate. Centrale anche la difesa degli equilibri idraulici e idrogeologici.

Ciclovia e turismo lento per il rilancio del Marchesato

Secondo l’esponente politico, la Riserva può diventare un elemento strutturale di valorizzazione dell’intero territorio attraversato dal Neto, attraverso una rete di percorsi naturalistici, collegamenti sostenibili e iniziative capaci di mettere in relazione il patrimonio paesaggistico con quello storico, culturale e produttivo delle comunità locali. In questo contesto, la ciclovia del Neto rappresenta una prospettiva strategica di valorizzazione, capace di accompagnare idealmente il corso del fiume dalla Sila alla costa ionica, favorendo il cicloturismo, la mobilità dolce e la scoperta di aree di particolare pregio naturalistico.
Nel ribadire l’integrazione tra ambiente e sicurezza, il consigliere ha sottolineato che “la sicurezza del territorio e la salvaguardia della biodiversità devono procedere insieme. Proteggere il Neto significa anche investire nella prevenzione, nella manutenzione sostenibile e nella valorizzazione delle comunità che vivono lungo il suo corso”.

Governance territoriale e scadenze operative della nuova norma

Il testo definisce anche l’impalcatura amministrativa per garantire l’operatività della riserva e coinvolgere direttamente i territori interessati. Il provvedimento prevede che la gestione della Riserva sia affidata al Comune di Santa Severina, con la possibilità di collaborare con associazioni ambientaliste riconosciute.
Entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge dovrà essere elaborato il Piano di Assetto Naturalistico, strumento fondamentale per definire le modalità di tutela e di utilizzo sostenibile delle risorse. Ribadendo l’impegno verso il territorio, Bruno ha concluso affermando che “questa proposta vuole aprire una prospettiva nuova: fare della tutela ambientale un’opportunità di sviluppo sostenibile. Il Fiume Neto è una risorsa straordinaria che appartiene alle comunità e alle generazioni future. La politica ha il dovere di assumersi la responsabilità di custodirla”.

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