30 Ottobre 2026
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Sanità pubblica sotto pressione, l’Usb scende in piazza a Lamezia: “Le cure non siano un privilegio”

Il sindacato denuncia carenze di personale, liste d'attesa e perdita del potere d'acquisto. La protesta contro il carovita e l'impoverimento dei servizi pubblici

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Un presidio davanti all’ospedale per portare la protesta dentro uno dei luoghi simbolo dei servizi pubblici e denunciare le conseguenze dei tagli alla sanità. Anche Lamezia Terme ha partecipato allo sciopero generale indetto dall’Usb, con una mobilitazione organizzata dal sindacato per contestare il carovita, la perdita del potere d’acquisto e il progressivo impoverimento dei servizi essenziali. La manifestazione, promossa nell’ambito della mobilitazione nazionale, ha visto la partecipazione di Usb-Pi Sanità Calabria, che ha scelto l’ingresso dell’ospedale per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del sistema sanitario e sulla necessità di garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini.

Usb: “Senza cure non esiste futuro”

La scelta del luogo non è stata casuale. Gli organizzatori hanno spiegato che la protesta davanti all’ospedale intende mettere al centro il valore della sanità pubblica, sempre più condizionata, secondo il sindacato, dalle politiche di contenimento della spesa. “Perché abbiamo scelto proprio un ospedale? Perché senza cure non esiste futuro. E senza una sanità pubblica accessibile a tutti, il diritto alla salute rischia di trasformarsi in un privilegio riservato a chi può permetterselo”, hanno dichiarato i rappresentanti sindacali. Nel mirino le criticità che interessano il sistema sanitario: carenze di personale, liste d’attesa, servizi insufficienti e il crescente ricorso alla sanità privata da parte di cittadini che non riescono a ottenere risposte tempestive dal servizio pubblico. Una situazione che, secondo Usb, rischia di tradursi in una progressiva limitazione dell’accesso alle cure, con le fasce economicamente più fragili maggiormente esposte alle conseguenze delle inefficienze.

Carovita, salari e servizi pubblici: le ragioni dello sciopero

La mobilitazione, tuttavia, non riguarda soltanto il comparto sanitario. Il sindacato ha ribadito che lo sciopero coinvolge l’intero pubblico impiego e punta a richiamare l’attenzione sulle condizioni di chi lavora nella scuola, negli enti locali, nei servizi sociali e nelle amministrazioni pubbliche. “Riguarda chi ogni giorno garantisce diritti e servizi essenziali, spesso con stipendi inadeguati, carichi di lavoro crescenti e risorse insufficienti. E riguarda tutti i cittadini che hanno bisogno di una scuola accessibile, di servizi efficienti, di assistenza e di risposte concrete ai propri bisogni”, hanno sottolineato gli organizzatori.

Tra le principali rivendicazioni anche il contrasto alla perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni, in un contesto caratterizzato dall’aumento del costo della vita. Usb contesta inoltre la prospettiva di destinare ingenti risorse al riarmo, chiedendo di spostare le priorità della spesa pubblica verso sanità, istruzione, welfare e lavoro.

“Meno bombe, più nascite, meno armi, più cure”

Il presidio di Lamezia Terme si è concluso con un messaggio rivolto non soltanto ai lavoratori del settore pubblico, ma all’intera cittadinanza. “Non accettiamo che si trovino risorse per le armi e si chiedano sacrifici a chi lavora e a chi ha bisogno dei servizi pubblici”, hanno affermato i rappresentanti sindacali. Da qui lo slogan scelto per sintetizzare le ragioni della protesta: “Meno bombe, più nascite, meno armi, più cure. Abbassiamo le armi e alziamo i salari”. Una presa di posizione che lega la difesa della sanità pubblica alle rivendicazioni sul lavoro e sul welfare, chiedendo un cambio di indirizzo nelle politiche economiche e sociali del Paese.

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