31 Ottobre 2026
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Praia a Mare, il Comune vince la battaglia contro lo Stato: annullata una cartella da 110mila euro

Il Tribunale di Paola dà ragione al Comune di Praia a Mare nella controversia con l'Agenzia del Demanio per l'occupazione di terreni statali tra il 2003 e il 2017. Al centro della causa le aree sulle quali sorgono lo stadio Mario Tedesco, una scuola media e sei palazzine popolari

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Una richiesta di pagamento da circa 110mila euro per l’occupazione di terreni appartenenti allo Stato, una controversia finita davanti alla magistratura e una sentenza che dà ragione al Comune di Praia a Mare. L’amministrazione comunale non dovrà versare la somma richiesta dall’Agenzia del Demanio per l’utilizzo di alcune aree del patrimonio statale nel periodo compreso tra il 2003 e il 2017. A stabilirlo è stato il Tribunale di Paola, con una decisione pronunciata dalla giudice Ludovica Esposito, che ha accolto le ragioni dell’ente locale e dichiarato l’inesistenza del diritto di procedere all’esecuzione forzata sulla base del credito contestato. Una vicenda che riguarda terreni sui quali, nel corso degli anni, sono state realizzate importanti strutture pubbliche.

Praia a Mare, la cartella da 110mila euro per i terreni dello Stato

Al centro del contenzioso c’era una cartella di pagamento da circa 110mila euro emessa per l’occupazione di alcune aree appartenenti al Demanio statale. Secondo la pretesa avanzata dall’amministrazione statale, il Comune avrebbe dovuto corrispondere la somma per l’utilizzo dei terreni nell’arco di quattordici anni, dal 2003 al 2017. L’ente locale ha però contestato la richiesta, dando origine alla controversia giudiziaria. Il procedimento si è concluso davanti al Tribunale di Paola, che ha accolto le motivazioni presentate dal Comune e ha escluso, nei termini accertati dalla sentenza, il diritto di procedere al recupero forzoso della somma richiesta.

Dallo stadio Mario Tedesco alla scuola media: quali sono le aree contestate

La vicenda riguarda terreni sui quali sorgono alcune strutture di particolare importanza per la comunità di Praia a Mare. Tra queste figurano il campo sportivo “Mario Tedesco”, la scuola media e sei palazzine di edilizia popolare. Edifici e impianti realizzati nel corso degli anni su aree del patrimonio statale, il cui utilizzo ha dato origine alla richiesta economica dell’Agenzia del Demanio. Non si tratta quindi di terreni privi di destinazione, ma di spazi interessati dalla presenza di infrastrutture sportive, scolastiche e abitative al servizio della cittadinanza.

La decisione della giudice: “Non dimostrato l’esatto ammontare del credito”

L’elemento decisivo della sentenza riguarda la mancanza di prove sufficienti a sostenere la richiesta economica. Nel corso del giudizio, infatti, è emerso che l’amministrazione statale non aveva assolto l’onere probatorio necessario a dimostrare l’esatto ammontare del credito e i criteri utilizzati per determinarlo. Una carenza ritenuta determinante dalla giudice Ludovica Esposito, che ha accolto le contestazioni dell’ente locale. La pronuncia non si limita dunque a ridurre la cifra richiesta, ma stabilisce l’inesistenza del diritto di procedere a esecuzione forzata sulla base della pretesa oggetto della controversia. È questo il passaggio centrale che consente al Comune di non dover pagare la cartella da circa 110mila euro.

Ministero dell’Economia e Agenzia del Demanio condannati a pagare 12mila euro

La decisione del Tribunale di Paola ha conseguenze anche sul fronte delle spese processuali. La giudice ha infatti condannato il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia del Demanio a rifondere al Comune di Praia a Mare circa 12mila euro di spese di lite. Diversa la decisione nei confronti dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per la quale è stata disposta la compensazione delle spese con l’ente comunale. Il Comune ottiene così un risultato favorevole sia rispetto alla richiesta di pagamento sia sul piano dei costi sostenuti per la controversia giudiziaria.

Una sentenza importante per il Comune di Praia a Mare

La pronuncia rappresenta un risultato significativo per le casse comunali di Praia a Mare, che evitano il pagamento di una somma di circa 110mila euro, oltre a ottenere il riconoscimento di parte delle spese legali sostenute. La controversia mette in evidenza anche un principio fondamentale nei procedimenti di recupero dei crediti: l’amministrazione che richiede un pagamento deve dimostrare adeguatamente sia l’importo preteso sia i criteri attraverso i quali è stato calcolato.

Nel caso esaminato dal Tribunale di Paola, questa dimostrazione è stata ritenuta insufficiente. Da qui la decisione favorevole al Comune, che chiude il giudizio descritto con l’esclusione dell’esecuzione forzata per la cartella contestata. La notizia della sentenza non chiarisce se siano previsti eventuali ulteriori passaggi giudiziari.

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