31 Ottobre 2026
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Appalti pilotati per il restauro del Duomo di Catanzaro e corruzione: nei guai la direttrice della Sovrintendenza ai Beni culturali

Si ipotizza la corruzione nell'esercizio della funzione e la falsità ideologica in atti pubblici. La Procura ha disposto un decreto di perquisizione e di sequestro nei confronti dell'indagata

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Un presunto sistema, basato sullo scambio di incarichi professionali ben retribuiti, pilotando nomine e concorsi, ha portato il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Domenico Assumma a firmare un decreto di perquisizione, di ispezione di sistemi informatici, di telecomunicazione e di sequestro, che vale come informazione di garanzia nei confronti di Stefania Argenti, 54 anni, di Terni, direttrice della Sovrintendenza ai Beni culturali di Catanzaro, indagata per corruzione nell’esercizio della funzione e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, nell’ambito di un’inchiesta, scattata da una denuncia anonima, che ruota attorno ai lavori di restauro del Duomo. Secondo la ricostruzione della Procura, Argenti avrebbe affidato due incarichi a un architetto dipendente della Sovrintendenza ora in pensione, per un importo di 39mila euro l’uno, a maggio 2024 e a giugno 2025 e in cambio, la moglie del professionista, funzionaria del Provveditorato alle Opere pubbliche e responsabile unico del procedimento per il Duomo dal dicembre 2023, le avrebbe fatto avere un incarico, altrettanto oneroso, di direttrice dei lavori.

L’interpello

Un doppio ruolo che per gli uomini della Finanza, delegata alle indagini, sarebbe incompatibile: Argenti si sarebbe ritrovata a dirigere i lavori e, allo stesso tempo, a controllarli in quanto capo della Soprintendenza, su un monumento di grande valore artistico e con fondi del Ministero. Nel cantiere, del resto, il cartellone la indicherebbe proprio come direttrice dei lavori e c’è un video su YouTube, del febbraio 2025, in cui è lei stessa ad annunciarlo. I finanzieri hanno trovato in rete l’avviso con cui nel 2024 è stata scelta la direttrice dei lavori, e il provvedimento di nomina di Argenti del gennaio 2025. Un interpello pubblico, sì, ma al quale di fatto ha potuto partecipare solo lei. Per candidarsi c’erano solo cinque giorni di tempo, e l’avviso era pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture.

Il favore all’amico ingegnere e il concorso pilotato

Sempre secondo la ricostruzione della Procura, Argenti avrebbe convinto uno studio di Napoli che seguiva la progettazione del Duomo ad affidare a novembre 2023 un incarico privato da oltre 57.000 euro a una società di ingegneria legata a un professionista definito “amico intimo” della direttrice. Poi, come direttrice della Soprintendenza, anche mediante la falsificazione di atti, avrebbe favorito una sua conoscente in un concorso pubblico per assumere personale del Ministero, facendola arrivare prima in graduatoria. La persona avrebbe poi rifiutato l’incarico. Per la Procura ci si trova di fronte a un sistema basato su legami corruttivi diretto alla scambio di utilità, che sembrano declinare un contesto illecito più ampio e il sequestro dei telefoni dell’indagata consentirà agli investigatori di verificare la natura dei rapporti sta la direttrice e tutti i protagonisti di questa vicenda, dal 2023 a oggi. Si tratta di ipotesi di accusa che dovranno trovare conferma nel proseguo delle indagini. Resta fermo il principio di non colpevolezza.

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