Quando si esercita un dominio assoluto sin dal primo minuto, creando un’occasione da gol dopo l’altra e giocando un calcio da manuale dove tutto riesce alla perfezione, ma nella prima frazione di gioco si riesce a capitalizzare il minimo sindacale, può succedere che alla ripresa del gioco un avversario di rango si ricarichi e vanifichi tutto il bello che hai esibito nel primo tempo, mandandoti a monte una vittoria che sembrava facile, facile.
E’ quello che è successo in Vibonese-Milazzo, nel decimo impegno stagionale delle due squadre, tranne il risultato finale fortunatamente arriso ai rossoblu calabri in pieno recupero, grazie ad una funambolica giocata in area del duo Castro-Marsico, che risolveva un match fino a quel momento su una situazione di pareggio, che odorava tanto di rammarico per quanto sprecato da Cosendey e compagni nei primi quarantacinque minuti di gioco; anche se i mamertini nel secondo tempo hanno spinto con grande ritmo ed energia alla ricerca del pari.
Leonori sblocca la gara e Bertolo guida la difesa
Fin dall’inizio ritmi alti e intensità hanno contrassegnato ogni manovra delle due squadre, ma era la Vibonese a salire in cattedra, abilissima a dettare i tempi, con il solito palleggio fitto e preciso ed efficace nel momento della finalizzazione, limitata però ad una sola segnatura marcata da un sempre più convincente Leonori, per merito soprattutto di un portiere avversario in vena di prodigi e da un pizzico di mala sorte. Non che il Milazzo sia rimasto a guardare, ma la squadra di Marra appariva in giornata di grazia anche nell’interdizione e nel reparto difensivo, dove eccelleva un superbo Bertolo, che assieme ai compagni aveva il suo bel daffare nel contenere un veloce e pericoloso Camara.
Il ritorno del Milazzo e il pareggio di Sowe
Al rientro in campo, erano i siciliani a primeggiare, determinatissimi a riequilibrare la gara, dimostrando ottime individualità, su tutti Camara e Rechichi, e attenti anche a non scoprirsi nella ricerca del gol. Una squadra, quella allenata da Catalano, che è riuscita sempre a rimanere corta, a muoversi con i giusti tempi, condendo ogni intervento con grande agonismo, vincendo quasi tutti i duelli e costringendo Cerutti e compagni ad arretrare notevolmente il baricentro. E così dopo che gli ospiti avevano sfiorato il gol in almeno tre occasioni e messo a dura prova le linee difensive avversarie, il pari giungeva al settantottesimo di gioco, con l’abile e un po’ dimenticato ex Sowe a inseguire con facilità un pallone, per superare in uscita De Simone, con un tocco felpato.
Un ko difficile da digerire dopo la netta superiorità dimostrata nel primo tempo, sicchè Marra, che aveva già mandato in campo Castro al posto di Cosendey, ridisegnava una Vibonese a trazione decisamente anteriore inserendo Ryoko e Spanò, con Barile sulla tre quarti, arretrando Cess sulla fascia ( l’ivoriano si è dimostrato ancora una volta uomo-ovunque e in grado di interpretare con bravura più di un ruolo).
Castro inventa e Marsico firma la vittoria al 93’
Il boato del ‘’Luigi Razza’’, ad un tempo di gioia e di sollievo, esplodeva al 93’ minuto di gioco, quando un preciso traversone dalla sinistra coglieva in area piccola Castro che di petto appoggiava all’accorrente Marsico, il quale scaricava di prima intenzione alle spalle di Andraikenas. Anche oggi, la Vibonese da un lato ha esibito tutta la sua notevole qualità e padronanza della partita e dall’altro lato, quando un avversario che si chiama Milazzo e staziona nelle parti alte della graduatoria, viene fuori in tutta la sua forza, ha saputo contenere, soffrire e lucidamente assestare la rete della vittoria al tramonto della gara. Si è cioè calata in pieno nella mentalità della squadra cha ambisce a traguardi di prim’ordine in un torneo insidioso e logorante come quello della serie D.













