Nel bel mezzo delle polemiche che tornano a travolgere il borgo della Locride, Pasquale Tridico prende una posizione netta a tutela dell’operato del suo ex sindaco.
L’europarlamentare e capo delegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles interviene con durezza sul dibattito politico in corso, sottolineando come la portata sociale dell’esperimento calabrese vada ben oltre le controversie di parte.
“Leggo le dichiarazioni di queste ore su Riace e Mimmo Lucano e trovo singolare la facilità con cui si vorrebbe liquidare, insieme a una vicenda amministrativa, un’intera esperienza politica e umana”, osserva Tridico, ribadendo che “difendo Mimmo, la sua storia e il modello che ha costruito perché la sua lezione riguarda tutta la Calabria, non soltanto una piccola comunità della Locride”.
Secondo l’economista, il valore fondamentale del progetto sta nel riscatto di un territorio che sembrava condannato: “Riace ha restituito dignità a un paese che rischiava di svuotarsi, ha riaperto case, rimesso in circolo energie, riportato persone dove c’erano serrande abbassate e prospettive esaurite”, dimostrando concretamente che “l’accoglienza può tenere vivi i paesi, creare lavoro, servizi e nuove relazioni”.
Contabilità e politica: la distinzione necessaria sui bilanci
Spostando l’attenzione sugli aspetti tecnici e di bilancio finiti sotto la lente delle critiche, l’ex presidente dell’INPS invita ad analizzare la situazione con rigorosa obiettività , separando i problemi gestionali dalla bontà dell’accoglienza.
“Sulla vicenda amministrativa occorre chiarezza. Una cosa sono i problemi di bilancio, che vanno affrontati e le cui responsabilità devono essere accertate, un’altra è il valore dell’esperienza umanitaria di Lucano”, evidenzia con fermezza. Tridico precisa come “le difficoltà contabili di un Comune, legate anche a passività e vicende maturate nel tempo, non possono diventare una condanna del modello Riace”, puntualizzando l’assenza di contestazioni sulla gestione dei migranti: “Non risulta che i commissari abbiano rilevato illegalità nell’attività di accoglienza, né esiste un collegamento tra quell’esperienza e le difficoltà finanziarie dell’ente”.
Per l’eurodeputato, dunque, “utilizzare le difficoltà contabili per dichiarare fallito il modello Riace significa piegare i fatti a una convenienza politica”.
Rispettabilità , garanti e la solitudine dei sindaci del Sud
L’affondo di Tridico si fa ancora più incisivo nel richiamare la storia recente della regione e nel replicare agli attacchi degli avversari politici. “Colpisce la disinvoltura con cui si dispensano lezioni di moralità . La storia amministrativa calabrese dovrebbe suggerire maggiore cautela”, incalza l’esponente pentastellato, ricordando che “lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria per condizionamenti della criminalità organizzata invita a misurare le parole, soprattutto quando si distribuiscono patenti di rispettabilità ”.
La riflessione si allarga poi alla condizione strutturale degli enti locali del Mezzogiorno: “Chi governa da cinque anni, come la Lega poi, dovrebbe piuttosto interrogarsi sulle condizioni in cui lavorano i sindaci, soprattutto nel Mezzogiorno: norme complicate, procedure estenuanti e risorse sempre più scarse. Non si può chiedere ai primi cittadini di risolvere ogni problema e poi lasciarli soli”.
La chiusura dell’europarlamentare è una dichiarazione d’intenti per il futuro del territorio: “Io sto dalla parte di Riace, della sua gente e di un’idea di Calabria che non si arrende allo spopolamento. Perché salvare i paesi significa salvare le persone. E Mimmo Lucano, con tutti i limiti che ogni esperienza amministrativa può avere, ha avuto il merito di ricordarcelo”.













