La battaglia giudiziaria sulla legittimità della nuova legge elettorale, denominata “Stabilicum”, entra nella fase operativa con la definizione del primo calendario di trattazione. Sono sette le udienze già ufficialmente fissate tra i 25 tribunali italiani nei quali la rete dei comitati e dei giuristi ha provveduto a depositare le impugnative volte a sollevare le questioni di incostituzionalità.
Il percorso delle discussioni prenderà il via prima della fine dell’anno con le date stabilite a Trento per il 16 dicembre, a Torino per il 18 dicembre e a Trieste per il 22 dicembre. L’iter proseguirà nel mese di gennaio 2027 con i ruoli d’udienza a Bari (11 gennaio), Ancona (13 gennaio) e Caltanissetta (26 gennaio), fino ad approdare al Tribunale di Catanzaro, dove la prima trattazione per il territorio calabrese è stata fissata per il 16 febbraio.
La mappa nazionale e il nodo delle impugnative in Calabria
La mobilitazione legale contro l’impianto della riforma si sviluppa in modo capillare su scala nazionale. La mappa complessiva dei 25 presidi giudiziari interessati dai depositi comprende gli uffici giudiziari di Ancona, Bari, Bologna,Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Milano, Napoli,Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste e Venezia.
All’interno del quadro regionale calabrese, le istanze di incostituzionalità sono state incardinate sia presso il Tribunale di Catanzaro, dove l’udienza è stata già incardinata per il prossimo febbraio, sia presso il Tribunale di Reggio Calabria, per il quale si attende la successiva formalizzazione della data di trattazione. I giudizi preliminari puntano a investire la Corte Costituzionale delle presunte illegittimità della norma, al fine di vagliare la tenuta del testo legislativo prima della celebrazione delle future consultazioni politiche.













